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ETFplus, il mercato degli ETF e ETC di Borsa Italiana
Un ETF, o Exchange
Traded Fund è un Oicr (organismo d’investimento collettivo
di risparmio aperto: fondo o Sicav)a gestione passiva, negoziato
in tempo reale su una o più Borse, esattamente com’avviene
per un titolo azionario. È il prodotto ibrido di un fondo
comune e di un’azione, che si propone di avere le migliori
caratteristiche d’entrambe queste due forme d’investimento.
Gli ETF hanno come riferimento un indice di Borsa, quale lo
S&P/MIb, tuttavia oggi coprono molte e varie asset class,
oltre quella azionaria ed obbligazionaria, quali le materie
prime, il mercato dei Reits e del private equity, strumenti
del mercato monetario e di liquidità.
Un ETF è esente da costi di entrata e uscita, e le commissioni
di gestione sono estremamente ridotte, in media tra lo 0,35%
(azionario) e lo 0,20% (obbligazionario) annuo. Si pagano
soltanto i costi d’intermediazione, che equivalgono a quelli
di un titolo azionario.
L’ETF è uno strumento molto trasparente, poiché in ogni momento
è possibile conoscerne l’esatta composizione e il valore:
quello sul mercato (il prezzo), riflesso dell'andamento del
sottostante e della domanda e dell’offerta degli stessi investitori,
e quello intrinseco, il NAV (Net Asset Value). Questo è uno
dei vantaggi nei confronti dei fondi comuni d’investimento,
per i quali è definito un solo valore al giorno.
ETF e ETC di Borsa Italiana, di tutte le Borse europee e americane, raccolte in tre macrocategorie.
Il 2 aprile 2007 la negoziazione degli ETF
quotati su Borsa Italiana è passata sul mercato regolamentato
telematico denominato ETFplus. Questa migrazione
è stata resa necessaria per la crescente ed evoluta offerta
di ETF, allargata ad altri prodotti di simile concezione,
ma differente struttura. Si fa riferimento alle Exchange-Traded
Commodities (ETC), ma anche a quegli ETF realizzati con un
sistema di protezione parziale del capitale, di leva (i Leveraged
ETF) o d’indicizzazione inversa al mercato di riferimento
(gli Short/Bear ETF), che non sono semplicemente correlati
ad un benchmark di mercato.
Il mercato ETFplus si presenta così suddiviso:
- segmento a riservato agli OICR aperti indicizzati, (ETF convenzionali),
- segmento b riservato agli OICR aperti strutturati, (ETF strutturati),
- segmento c riservato alla negoziazione delle ETC (ETC).
La suddetta classificazione è stata da noi adottata anche
per tutti gli altri ETF e ETC quotati in Europa
e arricchita di alcune sottocategorie per consentire una più
rapida ricerca degli strumenti quotati.
Per gli ETF listati in USA,
che possono avere una delle seguenti cinque strutture - Open-End
Index Mutual Fund, Unit Investment Trust Grantor
Trust, Delaware Corporation, Massachusetts Trust – si è fatta
una sola distinzione per gli HOLDRs, che
sono gli unici Trust a non replicare un indice riconosciuto
di mercato, bensì un paniere fisso di titoli scelti a discrezionalità
dell’emittente secondo determinati parametri.
ETF di Borsa Italiana.
Sono 336 (dati al 10 novembre 2009) gli ETF
quotati nel mercato regolamentato telematico ETFplus
di Borsa Italiana, correlati ad indici azionari (tradizionali,
tematici, strategici, fondamentali a leva e short), obbligazionari,
di liquidità, di materie prime e sui derivati del credito.
Undici gli emittenti al momento presenti, nove gli specialist
ufficiali e nove i liquidity provider, che garantiscono i
volumi e la liquidità ad uno o più ETF quotati.
Il mercato ETFplus ha predisposto per gli ETF due distinti
segmenti:
- segmento a) riservato agli OICR aperti indicizzati, classe 1 se il benchmark è obbligazionario e classe 2 se l’indice di riferimento è azionario (ETF convenzionali),
- segmento b) riservato agli OICR aperti strutturati, classe 1 senza effetto leva e classe 2 con effetto leva (ETF strutturati).
Tramite un ETF l'investitore può, tra le molteplici applicazioni disponibili:
-
ottenere una rapida esposizione sui
mercati, azionari, obbligazionari, delle materie prime,
dei derivati del credito e in liquidità, oppure
su un determinato settore industriale o un'esclusiva asset
class, come quella del real estate o del private
equity, o ancora, su settori tematici come quello
dell'acqua e delle energie pulite e rinnovabili;
-
acquistare la copertura (da monitorare
giornalmente) di un portafoglio di fondi o di una polizza
index/unit linked, assicurativa o pensionistica, oppure,
più semplicemente, puntare sul ribasso di un mercato,
grazie agli ETF short, inversamente correlati
al mercato azionario di riferimento;
-
diversificare il rischio di una gestione
attiva con strumenti a gestione passiva estremamente economici,
liquidi e trasparenti;
-
investire anche piccole somme, e disinvestirle
instantaneamente, ad un prezzo certo e senza commissioni
di entrata, uscita, performance, dovendo solo i costi
d'intermediazione (gli stessi di un comune titolo azionario).
-
costruirsi un piano d'accumulo molto
flessibile (in termini d'importo e intervalli di versamento)
ed economico (nessun costo di entrata/uscita o "doppia
commissione" e nessuna penale d'estinzione anticipata),
per ovviare al rischio di un market timing errato e/o
per costruirsi un capitale in ottica pensionistica o in
previsione di spese future.
L'orario e le modalità di negoziazione degli ETF sono: dalle 9:00 alle 17:25,
in continua.
Limiti di variazione dei prezzi degli ETF in fase di negoziazione.
- Limite massimo di variazione del prezzo delle proposte
rispetto al prezzo di controllo
- OICR aperti strutturati,
classe 2: +20%
- OICR aperti indicizzati,
classe 2, OICR strutturati, classe 1: +10%
- OICR aperti indicizzati,
classe 1: +10%
- Limite massimo di variazione dei prezzi dei contratti
rispetto al prezzo di controllo
- OICR aperti strutturati, classe 2: +10%
- OICR aperti indicizzati, classe 2, OICR strutturati,
classe 1: +5%
- OICR aperti indicizzati, classe 1: +3,5%
- Limite massimo di variazione dei prezzi dei due contratti
consecutivi
- OICR aperti strutturati, classe 2: +5%
- OICR aperti indicizzati, classe 2, OICR strutturati,
classe 1: +2,5%
- OICR aperti indicizzati, classe 1: +2%
ETC quotate su Borsa Italiana.
Le ETC, o Exchange-Traded
Commodities, sono una sorta di titoli senza scadenza, emessi
da una "società veicolo" a fronte dell'investimento diretto,
da parte dell'emittente, in materie prime fisiche o in contratti
derivati sulle stesse. Il prezzo delle ETC, pertanto, è legato
direttamente o indirettamente alle quotazioni del sottostante,
così come il prezzo di un ETF dipende dal valore dell'indice
di riferimento.
Le prime 32 ETC sono state
quotate sul mercato ETFplus di Borsa Italiana
il 20 aprile 2007. Si è trattato di due cross-listing: l'uno
di una ETC direttamente correlata all'oro fisico (lingotti
d'oro purissimo, a 24k), l'altro di una famiglia di 31 ETC
indicizzata ad indici di materie prime aggregate e di singole
commodity tramite contratti future sui sottostanti. Il 23
gennaio 2008 hanno raggiunto quota 47, con l'introduzione
delle prime Forward ETC. Il 22 maggio 2009, infine, sono state
introdotte le prime 10 Short ETC e 10 Leveraged ETC, che hanno
portato così l'offerta di Exchange Traded Commodity
a quota 67 (dati al 10 novembre 2009).
Come avviene per gli ETF, anche queste ETC sono tutte negoziate
in Euro ed alcune rientrano tra le attività detenibili da
fondi e Sicav armonizzati (sono UCITS eligible quelle correlate
ad indici aggregati o garantite dalla materia fisica).
Le ETC, come gli ETF, hanno un mercato primario ed uno secondario,
almeno uno Specialist a garanzia della liquidità dello strumento
(e diversi altri market maker di supporto), e spread sulle
proposte denaro/lettera generalmente contenuti.
Tramite una ETC, l'investitore può:
-
accedere direttamente al mercato delle
commodities con semplicità, rapidità e costi
minimi (commissioni di gestione molto contenute e proporzionali
al periodo di possesso del titolo, lotto minimo di una
sola quota, ed una sola commissione di negoziazione in
acquisto e vendita);
-
rimanere costantemente allineato alle
performance degli indici di materie prime, senza dover
pensare al roll-over tipico dei future
(vendita del contratto in scadenza e contemporaneo acquisto
del nuovo contratto), oppure ai costi di deposito se trattasi
di materia fisica;
- assumere una posizione lunga lineare su contratti future
con scadenza immediata o più lontana (Forward), a
leva (Leveraged) e corta (Short) su diverse commodity singole
e aggregate;
-
ottenere un rendimento assoluto, comprensivo
delle variazioni dei prezzi spot della materia
prima sottostante, del rendimento legato all'attività
di roll-over (che talvolta può essere, però, negativo
se il contratto in scadenza ha un prezzo maggiore rispetto
a quello successivo) e degli interessi derivanti dall'investimento
del collaterale (l'acquisto di un future richiede il deposito
di un margine di garanzia che è remunerato).
L'orario e le modalità di negoziazione delle ETC sono i medesimi
di quelli degli ETF: continua, dalle 9:00 alle 17:25.
- Limite massimo di variazione del prezzo delle proposte rispetto al prezzo di controllo: +20%
- Limite massimo di variazione dei prezzi dei contratti rispetto al prezzo di controllo: +10%
- Limite massimo di variazione dei prezzi dei due contratti consecutivi: +5%
ETC quotate i in Europa, suddivise in due macrocategorie: materie prime singole e aggregate.
Le Exchange-Traded Commodities (ETC) hanno
moltissime caratteristiche in comune con gli ETF, eccezion
fatta per la loro struttura di titoli senza scadenza, emessi
da una società veicolo a fronte dell'investimento diretto
da parte dell'emittente in materie prime o in contratti future
su materie prime. Non sono né fondi né Sicav, pertanto non
si può genericamente parlare di fondi armonizzati, semmai
di strumenti UCITS eligible (ma non tutti le sono,
sono quelli correlati ad indici aggregati o garantiti dalla
materia fisica), ovvero di attività detenibili da fondi e
Sicav armonizzati.
Le ETC sono assimilabili ad un’obbligazione senza cedola e
senza scadenza, con simbolico valore nominale e interesse
fruttifero derivante dall'apprezzamento (o deprezzamento)
diretto o indiretto del sottostante, sempre aperta a nuove
emissioni (o estinzione) di quote:
- garantite dal sottostane se la materia
prima in cui l'ETC investe è fisica (purissimi lingotti
d'oro, platino, argento e palladio);
- a ricorso limitato se il sottostante è rappresentato da contratti derivati sulle materie prime, stipulati con terze parti cui è attribuito un alto livello di rating (es. gli ETFS emessi da ETFS Commodity Securities Ltd e da ETFS Oil Securities Ltd, promossi da ETF Securities Ltd).
Tramite una ETC, l'investitore può:
-
accedere direttamente al mercato delle
commodities, con semplicità, rapidità e costi
minimi (commissioni di gestione molto contenute e proporzionali
al periodo di possesso del titolo, lotto minimo di una
sola quota, ed una sola commissione di negoziazione in
acquisto e vendita);
-
rimanere costantemente allineato alle
performance della commodity fisica senza dover pensare
ai costi di assicurazione e deposito, o ai rendimenti
totali degli indici di materie prime, senza dover pensare
al roll-over tipico dei future (vendita
del contratto in scadenza e contemporaneo acquisto del
nuovo contratto);
-
ottenere un rendimento assoluto, comprensivo
delle variazioni dei prezzi spot della
materia prima sottostante, del rendimento legato all'attività
di roll-over (che talvolta può essere, però, negativo
se il contratto in scadenza ha un prezzo maggiore rispetto
a quello successivo) e degli interessi derivanti dall'investimento
del collaterale (l'acquisto di un future richiede il deposito
di un margine di garanzia che è remunerato).
ETF e ETC quotati in Europa.
Alla fine del 3° trimestre 2009, in Europa
si contavano 18 Borse primarie per la negoziazione degli ETF
e 5 per quella delle ETC*, tra cui: ATX (Austria), BMEX (Spagna),
Helsinki SE (Finlandia), BIT (Italia), ISE (Islanda), LSE*
(UK), Euronext A* (Olanda), Euronext P* (Francia), Euronext
B (Belgio), Oslo SE (Norvegia), Stockholm SE (Svezia), SIX
(Svizzera), XTF* (Germania).
Gli ETF quotati in Europa, escludendo i cross-listing, erano
783, e 148 le ETC (cross-listing esclusi). Trentaquattro erano
gli sponsor di ETF e ETC operativi in Europa.
La sezione degli ETF e delle ETC del sito si presenta così
suddivisa:
- segmento ETF convenzionali,
- segmento ETF strutturati,
- segmento ETC.
ETF quotati in USA.
Gli ETF listati in USA,
che possono avere una delle seguenti cinque strutture - Open-End
Index Mutual Fund, Unit Investment Trust, Grantor Trust, Delaware
Corporation, Massachusetts Trust - sono raccolti
tutti nel database del menù ETF >
USA del sito.
Si è fatta una sola distinzione per gli HOLDRs,
tenuti separati dagli ETF perché sono gli unici Trust
a non replicare un indice riconosciuto di mercato, bensì un
paniere fisso di titoli scelti a discrezionalità dell’emittente
secondo determinati parametri. Qui di seguito è riportata una breve descrizione delle diverse tipologie di ETF quotati negli Stati Uniti.
- Open-End Index Mutual Fund: è la prima
struttura utilizzata dagli emittenti di ETF, quella più
classica.
- Trust: è un istituto giuridico di origine
anglosassone che è in genere composto da tre figure:
- il disponente o settlor, che si "spoglia" della proprietà
dei beni dando vita al trust con la sottoscrizione dell’atto
costitutivo;
- il fiduciario o trustee, che gestisce ed amministra il
patrimonio;
- il beneficiario o beneficiary, che è il destinatario del
patrimonio.
La categoria si distingue in Unit Investment Trust
e Grantor Trust.
Gli Unit Investment Trust hanno una minore
flessibilità rispetto ai Mutual Fund, ma sono gravati da
costi fissi inferiori poiché non prevedono la presenza di
un comitato direttivo. Sono dunque fondi più economici e
semplici da gestire, ma hanno alcune limitazioni: impossibilità
d’investire immediatamente i dividendi, divieto di usare
strumenti derivati e di fare prestito titoli. Sono 4 gli
ETF di questo tipo, e certamente tra i più storici: il DIAMONDS,
Trust Series 1 (DIA), il PowerShares QQQ (QQQQ), lo SPDR
Standard & Poors Depositary Receipts (SPY) e lo Standard
& Poors MidCap 400 Depositary Receipts (MDY).
I Grantor Trust possono essere indicizzati
a singole valute o singole materie prime fisiche (lingotti
d'oro e d'argento), oppure correlati a panieri fissi di
titoli la cui composizione del sottostante non varia nel
tempo, quali gli Holding Company Depositary Receipts (HOLDRs).
- Delaware Corporation: delle forme giuridiche
privilegiate costituibili nello Stato del Delaware, sono
state per il momento adottate quella della Limited Partnership
e dello Statutory Trust. Gli ETF emessi in questa forma
legale sono correlati ad indici singoli e aggregati di materie
prime.
- Massachusetts Trust: conosciuti anche
come MBT (Massachusetts business trust) o UBO (unincorporated
business organization) sono forme giuridiche societarie
costituite nello Stato del Massachusetts, che godono di
particolari agevolazioni fiscali. Molti ETF di recente quotazione
sono costituiti in questa forma legale.
Alla fine del 3° trimestre 2009, negli Stati
Uniti si contavano 721 ETF quotati
(prevalentemente) nel New York Stock Exchange (NYSE
Euronext) e nel NASDAQ e 17
HOLDRs. Gli emittenti di ETF erano 24.
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