| Borsa Italiana ha annunciato venerdì scorso che, a partire da martedì 2 febbraio, sarà possibile negoziare nel mercato ETFplus i seguenti due nuovi ETF obbligazionari promossi da Lyxor International AM:
- Lyxor ETF EuroMTS AAA Government Bond (ISIN: FR0010820258, TIDM: EMAAA, EMS: 19.100, Spread max: 0,50%)
- Lyxor ETF Euro Corporate Bond ex Financials (ISIN: FR0010814236, TIDM: CBEF, EMS: 3.400, Spread max: 1.50%).
Il primo ETF ha un costo totale annuo dello 0,165% e capitalizza i dividendi. Mira a replicare le performance dell'EuroMTS AAA Government Index Total Return (EM3AGR), composto da un paniere di 112 titoli governativi emessi dai paesi dell’Eurozona per un ammontare minimo di 2 miliardi di euro, listati nel circuito MTS, con rating pari alla tripla A e durata residua di almeno 1 anno.
Al 31 dicembre 2009, la duration media dell'indice era di 6,24 anni, il rendimento cedolare del 3,36%. L'80% dei titoli sottostanti era equamente suddiviso tra Germania e Francia, il 10% erano emissioni dei Paesi Bassi, il 7,3% dell'Austria, il 2,5% della Finlandia.
Il secondo ETF ha un costo totale annuo dello 0,20% e capitalizza i dividendi. È correlato all’andamento dell’indice Markit iBoxx € Liquid Non-Financials Total Return (IB8B), costituito da 20 obbligazioni societarie denominate in euro e con rating minimo pari all’investment grade (BBB- per S&P’s, Baa3 per Moody’s), emesse da aziende non appartenenti al comparto finanziario.
Al 31 dicembre 2009, la duration media dell'indice era di 4,31 anni, il rendimento cedolare del 3,70%. Tra i maggiori emittenti vi erano società dei comparti della Sanità (25,7%), dei Servizi al consumatore (21,1%), delle Automobili e parti (18,3%), delle Telecomunicazioni (9,9%) e dei Beni e servizi industriali (7,9%). In termini geografici, tra i maggiori paesi figuravano: Germania (36,2%), Svizzera (16,4%), Francia (12,5%), Regno Unito (10%) e Italia (9,7%).
Il market maker a garanzia della liquidità degli strumenti, del rispetto delle quote minime esposte e dei differenziali massimi di prezzo (bid/ask) fissati dalla Borsa è Société Générale (IT0667).
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iShares, lunedì 25 gennaio, ha effettuato nella Borsa di Londra (Lse) la sua seconda emissione di Etf ad accumulazione dei dividendi, che ha portato anche al debutto assoluto di tre nuovi fondi: l’iShares Msci Australia (Isin: Ie00b5377d42), l’iShares Msci Canada (Isin: Ie00b534jr37) e l’iShares Msci South Africa (Isin: Ie00b52xqp83).
Questi Etf possono essere negoziati sia in dollari, la valuta di calcolo dell’indice di riferimento, sia in sterline.
I rispettivi benchmark, forniti da Msci Barra, sono calcolati coi dividendi netti reinvestiti, e sono stati sviluppati per misurare le performance dell’85% circa della capitalizzazione di mercato di ciascun mercato di riferimento. Sono rivisti su base trimestrale e ogni componente è ponderato sulla propria market cap corretta per il flottante di Borsa.
L’iShares Msci Australia ha un costo totale annuo (Ter) dello 0,59%. Ha un portafoglio di 75 titoli di aziende australiane, che operano principalmente nei settori della finanza (44,3%), dei materiali (26,5%) e dei beni di consumo non ciclici (9,7%).
L’iShares Msci Canada ha un Ter dello 0,59% e un portafoglio titoli composto da 96 società quotate nella Borsa di Toronto. Tra i settori economici, i più rappresentativi sono quelli della finanza (33,8%), dell’energia (27,1%) e dei materiali (19%).
L’iShares Msci South Africa ha un Ter dello 0,74% e offre l’esposizione a un basket di 45 titoli di aziende quotate nella Borsa sudafricana. I materiali (27,7%), i finanziari (25,9%), le telecomunicazioni (12,4%) e i beni di consumo ciclici (12,1%) sono i principali settori economici da queste rappresentati.
Il quarto Etf ad accumulazione dei proventi, lanciato sempre lunedì scorso nel Lse, è l’iShares Dj Euro Stoxx 50 [Acc] (Isin: Ie00b4l5yv07). E' quotato nella piattaforma multi valuta sia in euro (la valuta del benchmark) che in sterline.
Rispetto all’iShares Etf a distribuzione dei dividendi indicizzato alle 50 maggiori blue chip dell’Eurozona, negoziato in Borsa Italiana, questo fondo presenta una commissione totale annua più che doppia, pari allo 0,35%, e potrebbe temere il confronto con il corrispettivo Etf di Deutsche Bank, che già da diversi mesi ha ridotto a zero il suo Ter. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
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Mercoledì 27 gennaio, Credit Suisse ha avviato alle negoziazioni nella Borsa di Zurigo altri sei nuovi Etf armonizzati Ucits III, portando così a tredici il numero di fondi-indice lanciati da inizio anno.
Ancora una volta il gestore svizzero, che è anche il market maker designato a garanzia e liquidità degli strumenti ha puntato prevalentemente su prodotti "core", che un investitore può utilizzare per costruire la parte centrale di un portafoglio, offrendo nello specifico un'esposizione alle maggiori blue chip dell'area Euro e degli Stati Uniti, e delle Borse di Milano, Londra e Tokio.
L'Xmtch (Ie) on Dow Jones Euro Stoxx 50 (Isin: Ie00b53l3w79) è denominato in euro, investe nelle 50 maggiori e più liquide aziende dell'Eurozona e ha un costo totale annuo (Ter) dello 0,20%.
L'Xmtch (IE) on Dow Jones Industrial Average (Isin: Ie00b53l4350) e l'Xmtch (Ie) on Nasdaq 100 (Isin: Ie00b53szb19) sono denominati in dollari e hanno un Ter dello 0,33%.
L'Xmtch (Ie) on Ftse 100 (Isin: Ie00b53hp851) e l'Xmtch (Ie) on Ftse Mib (Isin: Ie00b53l4x51) hanno entrambi un Ter dello 0,33%, mentre le valuta di quotazione sono, rispettivamente, la sterlina e l'euro.
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'Xmtch (Ie) on Nikkei 225 (Isin: Ie00b52mjd48), infine, è denominato in yen e ha un Ter dello 0,48%.
Le commissioni totali annue di questi Etf sono mediamente in linea con quelle dei rispettivi fondi dei competitor già quotati in Borsa Italiana, con i quali probabilmente si confronterà a breve, non appena ottenuto il via libera dalla Consob.
Con questo nuovo lancio, il numero di Etf quotati nella Borsa svizzera è salito a quota 319.
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