| Venerdì 19 marzo, Etf Securities ha lanciato nella Borsa di Londra un nuovo Etf armonizzato Ucits III: l’Etfx Dj-Ubs All Commodities 3 Month Forward Fund (Isin: Ie00b4wphx27). Il fondo può essere negoziato in due diverse valute; il dollaro statunitense, la valuta di riferimento del benchmark, con il codice “Comf”, e la sterlina inglese, con il ticker “Cmfp”. I costi totali annui, come riportato dal prospetto informativo dell’emittente, Etfs Fund Company plc, ammontano allo 0,55% annuo e non includono i costi dei contratti swap per mezzo dei quali è effettuata la replica dell’indice di riferimento. A tal proposito, si rammenta che Etf Securities ha istituito una piattaforma aperta, denominata Etf Exchange (Europe) e attualmente costituita da 4 controparti swap, BofA Merrill Lynch, Citi, Rabobank International e Barclays Capital, per garantire una maggiore liquidità ai propri Etf e ridurre il rischio di controparte.
Il nuovo Etf è il primo in Europa ad essere correlato al Dow Jones-Ubs Commodity 3-Month Forward Index (Djubsf3t), un indice composto da contratti future su 19 diverse commodity che non sono, come consuetudine, rinnovati prima della scadenza con i contratti immediatamente seguenti, bensì con quelli con scadenza successiva, che può variare dai 3 ai 6 mesi, seconda la materia prima. Per il rinnovo (rolling) del future sul petrolio, ad esempio, che ha una durata di 2 mesi, l’indice selezionerà il contratto avanti (forward) di 4 mesi rispetto a quello in scadenza, mentre per il future sul platino, che ha una durata di 3 mesi, l’indice selezionerà il contratto avanti di 6 mesi. Il benchmark, a gennaio 2010, aveva la seguente composizione settoriale: 33% energia, 30% prodotti agricoli, 19% metalli preziosi, 12% metalli industriali, 6% bestiame.
Il fatto di scegliere un contratto con scadenza successiva a quella immediata, spiega Massimo Siano, responsabile del mercato italiano di Etf Securities, dovrebbe consentire all’investitore di massimizzare i ritorni quando la curva dei future è in configurazione “backwardation” (i prezzi dei contratti a più breve scadenza sono superiori a quelli di più lunga durata) e di minimizzare le perdite quando la suddetta curva è in “contango” (i prezzi dei contratti future a più lunga scadenza sono maggiori rispetto a quelli di più breve durata).
In Borsa Italiana, sono quotati due Etf promossi da Deutsche Bank che similmente replicano indici di future rinnovati in prossimità del loro termine con contratti
aventi una scadenza non immediata, ma che può arrivare fino a 13 mesi; un meccanismo denominato Optimum Yield. Sono il db x-trackers Commodity Booster Dj-Ubsci Eur Etf (Isin: Lu0429790743), disponibile anche in versione con componente energetica limitata, il db x-trackers Commodity Booster Light Energy Benchmark Etf (Isin: Lu0411078123), e il db x-trackers Dblci-Oy Balanced Etf (Isin: Lu0292106167). [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza] |
Il mese di marzo ha visto l’annuncio e lo stacco dei dividendi di diversi Etf quotati in Borsa Italiana.
L’iShares Msci Pacific ex-Japan (Isin: Ie00b4wxjd03) ha quotato mercoledì 24 marzo ex-provento, e pagherà agli investitori un dividendo di 0,2659 dollari pro quota a partire dal 21 aprile 2010. L’Etf ha una distribuzione dei proventi trimestrale. Il PowerShares Eqqq Fund (Isin: Ie0032077012) e il PowerShares Ftse Rafi Us 1000 Fund (Isin: Ie00b23d8s39) negozieranno ex-dividendo il 31 marzo prossimo, e pagheranno un provento, rispettivamente, di 0,031 dollari e 0,020 dollari pro quota, a partire dal 30 aprile 2010. Entrambi i fondi staccano un dividendo con cadenza trimestrale. Il 15 aprile 2010, invece, sarà la data sia di quotazione ex-provento sia di pagamento (dello stesso) per l’iShares Dj Stoxx Select Dividend 30 De (Isin: De0002635299) e l’iShares Dow Jones Us Select Dividend De (Isin: De000a0d8q49). I due fondi, che staccano almeno un dividendo l’anno, pagheranno, rispettivamente, un provento di 0,2239 euro e di 0,313 dollari pro quota.
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IndexIQ Advisors LLC, martedì 23 marzo, ha avviato alle negoziazioni nel NYSE Arca i seguenti due nuovi ETF:l'IQ Canada Small Cap ETF (ticker: CNDA) e l'IQ Australia Small Cap ETF (ticker: KROO).
Entrambi i fondi hanno un costo totale annuo dello 0,69% e distribuiscono almeno un dividendo l’anno.
Il primo ETF (CNDA) mira a replicare le performance dell'IQ Canada Small Cap Index (IQSMCAN), un indice che copre il segmento delle azioni a bassa capitalizzazione quotate nel Toronto Stock Exchange (TSX), ponderate sulla loro capitalizzazione di mercato corretta per il flottante. Sono 100 i titoli in portafoglio, attualmente distribuiti sui seguenti settori economici: materiali di base (50,9%), energia (17,2%), finanza (7,5%), beni di consumo primari (5,9%), beni di consumo discrezionali (5,3%), industria (5%), sanità (3%), tecnologia (2,6%), trasporti (1,7%), comunicazioni (0,6%) e utilities (0,4%). Il secondo ETF (KROO) è correlato all'IQ Australia Small Cap Index (IQSMAUS), un indice azionario costituito da 100 titoli di società a piccola capitalizzazione quotate nell’Australian Stock Exchange (ASX), ponderati sulla capitalizzazione di mercato aggiustata per il flottante. La distribuzione dei componenti in termine di settori economici è la seguente: materiali di base (28,2%), beni di consumo discrezionali (23,9%), industria (10,4%), finanza (10,1%), beni di consumo primari (10%), sanità (7,3%), energia (6%), trasporti (1,6%), utilities (1,4%), tecnologia (0,6%) e comunicazioni (0,6%).
Le società per essere incluse nei rispettivi indici devono avere una capitalizzazione media di mercato di almeno 150 milioni di dollari e un controvalore medio giornaliero di scambi di almeno 1 milione di dollari nei 90 giorni antecedenti il loro ingresso nei benchmark, oltre a un turnover medio mensile di minimo 250mila quote nei sei mesi precedenti la selezione.
Adam Patti, direttore esecutivo di IndexIQ, ha dichiarato: “Agli investitori che puntano sul Canada e l’Australia tipicamente è richiesto d’investire in fondi con un’estesa esposizione alla azioni a larga capitalizzazione e alle società internazionali domiciliate o che operano in questi mercati. Tuttavia, queste economie domestiche hanno le proprie importanti dinamiche, guidate dalla produzione in Canada di petrolio, gas e metalli, e di carbone e metalli in Australia. CNDA e KROO sono due strumenti sviluppati per offrire un’esposizione all’investimento nel potenziale di crescita interna di questi due paesi”.
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