| Scommettere sulla ripresa partendo dalle small
cap. Sembra questa voler essere la proposta di iShares in Europa,
che ha recentemente lanciato nella Borsa di Francoforte tre nuovi Etf
armonizzati, correlati ad indici di azioni a bassa capitalizzazione
quotate negli Stati Uniti, Giappone e Asia emergente: l’iShares
S&P SmallCap 600, l’iShares Msci Japan SmallCap
e l’iShares Msci Ac Far East Ex-Japan SmallCap.
| ISIN |
ETF |
valuta |
TER |
dividendi |
| DE000A0RFEB1 |
iShares S&P Small Cap 600 |
EUR |
0.40% |
semestrali |
| DE000A0RFEC9 |
iShares MSCI Japan SmallCap |
EUR |
0.59% |
semestrali |
| DE000A0RFEF2 |
iShares MSCI AC Far East Ex-Japan Small Cap |
EUR |
0.74% |
semestrali |
L’iShares S&P SmallCap 600, come la maggior
parte degli Etf gestiti da iShares, impiega una strategia di replica
del sottostante di tipo “fisico”, ovvero acquista i componenti
dell’indice di riferimento per ottenere le sue stesse performance.
Nel caso specifico, trattandosi di un indice costituito da ben 600 azioni,
la replica è sintetica, ottimizzata con l’investimento
in 448 titoli, i più significativi. Il benchmark misura il rendimento
delle maggiori società a bassa capitalizzazione (tra i $2.090
e i $13 mln) quotate nelle Borse statunitensi, meno del 3% dell’intero
mercato Usa. I principali settori economici sono quelli de: la finanza
(18,4%), l’industria (18,2%), l’informatica (17,9%), la
salute (13,7%) e i beni voluttuari (13,3%).
In Borsa Italiana è quotato un altro Etf, l’Etfs Russell
2000, che pur essendo correlato a un differente benchmark, offre un’esposizione
alle stessa asset class, coprendo ben 2.000 titoli Us small cap, pari
ad oltre il 3% delle azioni statunitensi. Ha un Ter leggermente superiore
all’Etf di iShares, lo 0,45% annuo, e capitalizza i dividendi.
La replica del benchmark è ottenuta tramite l’impiego di
swap, che vengono finalizzati con tre distinte controparti e interamente
collateralizzati – dichiara il distributore Etf Securities –
per abbattere ogni rischio non direttamente connesso al sottostante.
La correlazione tra lo S&P SmallCap 600 e il Russell 2000 è
altissima, pari a 0,9956 nell’ultimo triennio. La volatilità
annua, nel 2008, è più che raddoppiata rispetto alla media
dei 5 anni precedenti ed è pari, rispettivamente, al 18,4% e
19%. I rendimenti, infine, sono stati nettamente a favore del Russell
2000 nelle fasi di recupero dai minimi di Borsa del 2002 e 2003, mentre
su base annuale le differenze con l’S&P sono minori. Le small
cap si sono dimostrate più performanti e pronte alla ripresa,
rispetto alle blue chip, dai minimi del 2002, tant’è che
sono ancora in rialzo di circa il 20%, mentre l’S&P 500 si
ritrova oggi a quegli stessi livelli.
L’indice Msci Japan SmallCap è composto
da circa 800 azioni con una capitalizzazione compresa tra i 200 e i
1.500 milioni di dollari trattate nella borsa di Tokyo. Industria (23,6%),
Beni voluttuari (20,2%) e Finanza (19,6%) sono i tre settori economici
più rappresentativi.
L’indice Msci Ac Far East ex-Japan SmallCap
è costituito da un migliaio di aziende a bassa capitalizzazione
di nove nazioni emergenti dell’Est Asia: Taiwan (27,1%), Corea
del sud (21,8%), Cina (18,5%), Hong Kong (11,6%), Singapore (9,6%),
Malesia, Tailandia, Indonesia e Filippine. I maggiori settori economici
dell’indice sono quelli de: la finanza (19,4%), i beni voluttuari
(18,6%), l’industria (18,2%), l’informatica (16,3%), i materiali
(11,4%). [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
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