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 Newsletter IX, anno V, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 21 Aprile 2009
° ETF_Europa: a caccia dei più alti dividendi tra le azioni tedesche, con il nuovo fondo di ETFlab.

Deutsche Boerse, martedì 14 aprile, ha ampliato l’offerta di indici strategici con il lancio del Dax Maximum Dividend Index, e contemporaneamente quella del segmento Xtf, avviando alle negoziazioni l’Etflab Dax Maximum Dividend (Isin: De000etfl235).
Il nuovo Etf, gestito da Etflab Investment Gmbh con una commissione totale annua dello 0,30%, è conforme alle direttive comunitarie Ucits III e prevede il pagamento di un dividendo con cadenza trimestrale.
Mira a replicare le performance, al netto dei costi del fondo, dell’indice di prezzo Dax Maximum Dividend, il nuovo benchmark disegnato da Deutsche Boerse per misurare il rendimento delle azioni tedesche a più elevato ritorno da dividendi (dividend yield, in inglese).
Nell’indice possono rientrare soltanto quelle azioni, tra tutte quelle comprese nell’Hdax Index, che hanno una capitalizzazione di mercato minima, corretta per il flottante, di 1 miliardo di euro, un turnover medio giornaliero (sugli ultimi 3 mesi di Borsa) di almeno 2 milioni di euro e, soprattutto, un dividendo che sarà posto in pagamento entro i sei mesi successivi alla loro selezione.
L’indice Hdax racchiude in esso le 30 blue chip del Dax, le 50 azioni a media capitalizzazione del Mdax e le 30 società appartenenti ai settori tecnologici del TecDax.
Il numero dei componenti del Dax Maximum Dividend Index è fisso e pari a 20, e la loro ponderazione è basata sul maggior dividend yield atteso. Questo fattore è determinato da Deutsche Boerse sulla base degli annunci societari o delle stime dell’ammontare dei dividendi che saranno messi in pagamento e sui prezzi di chiusura delle azioni al momento della revisione e ribilanciamento dell’indice, che hanno luogo due volte l’anno, alla fine di aprile e ottobre. Per mantenere una sufficiente diversificazione, nessun titolo può avere una ponderazione superiore al 10%, al momento del suo ingresso nell’indice o alla rettifica dei pesi dei costituenti.

In Borsa Italiana, sono quotati alcuni Etf correlati a benchmark Dj Stoxx della famiglia Select Dividend composti da titoli ad elevato dividend yield, con focus globale, regionale e paese (Stati Uniti), ma i componenti sono selezionati sulla base dei dividendi distribuiti negli anni precedenti e rivisti una sola volta l’anno. Stessa cadenza di revisione per il Ftse Uk Dividend Plus Index, che seleziona i componenti sulle previsioni a un anno dei maggiori dividendi che saranno distribuiti, ma che in mancanza di tale informazione fa ricorso ai dati storici.
La novità del Dax Maximum Dividend Index sta nel più veloce aggiornamento dei dati e nel far ricorso ai soli dividend yield presenti e futuri, per riflettere al meglio lo stato corrente del mercato. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: Invesco PowerShares
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° ETF_Europa: Source, il nuovo emittente di ETF e ETC, debutta in Germania con 35 prodotti.

Source si definisce “una piattaforma open architecture”, creata da Bank of America Merrill Lynch, Goldman Sachs e Morgan Stanley, “per migliorare la performance e l’ambiente di trading degli Exchange traded products (ETF e ETC, ndr.) in Europa”. E ha dichiarato degli obiettivi molto importanti, quando afferma nel comunicato stampa odierno che “i prodotti di Source offriranno una maggiore liquidità, ridotto rischio di credito, elevata trasparenza e concorrenza più efficiente”.

Source ha annunciato che non listerà i suoi prodotti in altre Borse europee, perché vuole mantenere tutta la liquidità concentrata in un unico mercato, quello della Deutsche Boerse, “offrendo prodotti total return molto efficienti e consentendo la partecipazione di più broker”.

Riguardo al rischio di credito, giacché sia gli ETF che le ETC di Source hanno una struttura di tipo swap based, l’emittente ha provveduto a fornire su questi strumenti una garanzia a copertura dell’investitore costituita da obbligazioni governative dei paesi del G7 e da una quota di cash.

I primi 13 ETF (di 50 autorizzati) che sono stati avviati alle quotazioni, stamane, rappresentano i principali mercati azionari per un investitore europeo, sono correlati a benchmark già impiegati da altri emittenti e presentano commissioni di gestione più o meno (non è possibile calcolarne il Ter, al momento) in linea con quelli dei competitor.
Due sono i market maker ufficiali a garanzia della liquidità degli strumenti: Flow Traders BV e Nyenburgh Beheer BV. E tre sono le controparti swap: Bank of America Merrill Lynch, Goldman Sachs e Morgan Stanley.

Le 22 ETC di Source, invece, hanno una struttura un po’ diversa da quella delle ETC di ETF Securities, perché l’emittente, pur avendo la possibilità tramite partecipanti autorizzati di creare o liquidare delle quote, ha un numero massimo di titoli che può metter in circolazione, con una scadenza, per quanto molto lunga, di 50 anni.
Gli indici di riferimento sono forniti da Standard & Poor’s e fanno parte della famiglia degli S&P GICS Total Return. Le commissioni di gestione sono le stesse di quelle applicate da ETF Securities alle corrispettive ETC.
I market maker e le controparti swap sono le stesse di quelle dei Source ETF.

Per visionare la lista degli ETF e ETC quotati, cliccare qui: Source.

° ETF_Italia: nuovi record storici in Marzo sull'ETFplus. I primi dati di Aprile confermano il trend.
Secondo i recenti dati pubblicati da Borsa Italiana, il mese di marzo per il mercato Etfplus si è chiuso con un nuovo record storico in termini di media giornaliera di contratti, pari a 8.464. Il precedente record, stabilito nell'ottobre 2007, era stato pari a 8.247 contratti giornalieri conclusi.
Un altro record storico, sempre lo scorso mese, è stato registrato dal segmento delle Etc, che ha visto salire il controvalore medio giornaliero scambiato a 17,1 milioni di euro dai €16,68 mln di febbraio 2009.

Nel mese di marzo, per la prima volta, è un Etf short a leva, lo Sgam Etf Xbear S&P/Mib ad occupare la testa della classifica degli strumenti più scambiati per controvalore (con una quota del 8,9%), oltre che per numero di contratti, cosa che spesso si è verificata negli ultimi 6/12 mesi. E il trend nelle prime due settimane di aprile si conferma, con l’Etf di Sgam Ai che ha raccolto oltre il 10% degli scambi dell’Etfplus, seguito dall’Etf di liquidità di Lyxor Am, il Lyxor Etf Euro Cash, al secondo posto con una quota di mercato del 8,9%.
Sembra dunque che, dopo il mini rally di aprile che ha portato l’S&P/Mib ad un guadagno del 12%, la cautela permanga tra gli investitori.

Per tutti gli approfondimenti, è possibile scaricare il report mensile di Marzo 2009 dal menù "Documenti" > "Statistiche" del sito.


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