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 Newsletter XI, anno VI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 18 Maggio 2010
° ETF_Europa: crescono gli asset e l'offerta sui mercati emergenti.

In Europa, gli Etf che offrono un’esposizione ai mercati emergenti hanno conquistato una crescente popolarità dal loro primo lancio nel 2004, soprattutto lo scorso anno, grazie anche all’ottimo andamento delle Borse.
Source Uk Services Ltd ha pensato di cavalcare questo trend ed ha quotato nel London Stock Exchange il suo primo Etf sui paesi emergenti: il Msci Emerging Markets Source Etf (Isin: Ie00b3dwvs88, Bbg code: Mxfs Ln). Si tratta di un fondo armonizzato Ucits III a capitalizzazione dei proventi ed a replica sintetica con multiple controparti swap, che ha un costo totale annuo massimo dello 0,65%. È negoziato in dollari, e mira a replicare i rendimenti totali dell’indice Msci Emerging Markets Net Total Return (valorizzato coi dividendi netti reinvestiti), calcolato in dollari.

L’utilizzo di multiple-swap riduce il rischio di controparte ed a contenere al minimo il così detto tracking error (deviazione delle performance dell’Etf da quelle dell’indice di riferimento), che secondo un’analisi di Source sarebbe compreso, nel caso degli Etf sugli Emerging Market, tra l’1% e il 5,2% in virtù delle strategie di ottimizzazione, dei costi operativi, della distribuzione dei dividendi e dell’impatto dei cambi.

Al 20 aprile 2010, l’indice Msci Emerging Markets rappresentava 22 diversi paesi, di cui i principali erano: Cina (17,4%), Brasile (16,2%), Corea del sud (13,1%), Taiwan (10,7%), India (7,7%), Sudafrica (6,9%), Russia (6,5%). Tra i maggiori settori economici, invece, figuravano: i finanziari (24,2%), le materie di base (15,2%), gli energetici (14,3%), i tecnologici (13,4%), le telecomunicazioni (8,4%), gli industriali (6,8%) ed i beni di consumo primari (5,9%).

Negli ultimi 15 mesi, secondo Source, gli Etf sui mercati emergenti hanno registrato in Europa afflussi per oltre 3,6 miliardi di dollari, portando così il patrimonio totale in gestione a 26 miliardi di dollari, alla fine di marzo 2010. Nello specifico, gli Etf europei correlati all’indice Msci Emerging Markets, il benchmark più noto ed utilizzato dagli operatori, detengono attualmente una quota del 43% del patrimonio totale europeo investito in fondi indicizzati ai mercati emergenti. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Gli Etf quotati su Etfplus correlati al Msci Emerging Markets Index

ISIN ETF ticker
Ter
dividendi
replica
LU0254097446 Cs Etf (Lux) on Msci Emerging Markets CSEM
0.69%
semestrali
fisica
LU0292107645 db x-trackers Msci Emerging Markets Trn Index Etf XMEM
0.70%
reinvestiti
sintetica
IE00B0M63177 iShares Msci Emerging Markets IEEM
0.74%
trimestrali
fisica
IE00B4L5YC18 iShares Msci Emerging Markets (Acc) SEMA
0.75%
reinvestiti
fisica
FR0010429068 Lyxor Etf Msci Emerging Markets EMKT
0.65%
annuali
sintetica

 

Comunicato del nostro Sponsor: iShares
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° ETC_Europa: secondo lancio nello Xetra di Etc ottimizzate e coperte dal rischio cambio.

Il mese scorso, Deutsche Bank ha lanciato una seconda serie di cinque Exchange Traded Commodity (Etc) nella Borsa tedesca, che offrono l’esposizione a indici di future sulle seguenti materie prime singole e aggregate: gas naturale, prodotti agricoli, metalli industriali, gas, petrolio e suoi derivati, un paniere esteso delle principali commodity, in termine di produzione mondiale.

Queste nuove ed innovative Etc hanno un costo annuo massimo, comprensivo di tutti gli oneri a carico del prodotto, di poco inferiore all’1,5%, così articolato: 0,45% per le commissioni di gestione, 0,2486% per il prestito dell’oro fisico depositato come collaterale a garanzia dello swap – in misura del 110% del suo valore “marked-to-market” – che trasmette all’Etc le performance del benchmark, e 0,80% per la gestione degli indici di riferimento, che sono tutti ottimizzati e coperti dal rischio di cambio.

L’ottimizzazione viene effettuata, partendo dagli indici e sottoindici forniti da S&P Gsci o Deutsche Bank, tramite una strategia proprietaria denominata Optimum Yield, che anziché rinnovare i contratti future a termine con quelli immediatamente successivi, seleziona i nuovi future tra tutti quelli che hanno una scadenza compresa tra uno e tredici mesi.
Questa tecnica ha l’obiettivo di massimizzare i ritorni quando la curva dei future è in configurazione “backwardation” (i prezzi dei contratti a più breve scadenza sono superiori a quelli di più lunga durata) e di minimizzare le perdite quando la suddetta curva è in “contango” (i prezzi dei contratti future a più lunga scadenza sono maggiori rispetto a quelli di più breve durata).
La copertura dal rischio di cambio fra euro e dollaro statunitense, invece, è realizzata tramite contratti forward con scadenza mensile.
Con un collaterale costituito da oro fisico, sovradimensionato e monitorato giornalmente, l’emittente ha voluto eliminare completamente l’esposizione creditizia nei confronti di Deutsche Bank, perché l’oro è un asset facile da valorizzare, ed eventualmente liquidare, anche nelle fasi più turbolente dei mercati.

° ETF_Italia: cambio dell'indice di riferimento di un Etf quotato in Borsa Italiana.

Lyxor International Asset Management, a partire da martedì 11 maggio, ha provveduto alla sostituzione dell’indice di riferimento del Lyxor Etf Ftse 100 (cod. Isin: Fr0010438127, cod. Borsa: Fts100), il Ftse 100 Price Index, con la corrispettiva versione che tiene conto del reinvestimento dei dividendi lordi: il Ftse 100 Gross Total Return Index. L’Etf, pertanto, non distribuirà più i proventi periodici, che saranno d’ora in avanti capitalizzati.
Il costo totale annuo dello strumento resta invariato allo 0,30% e nessuna modifica ha interessato i codici di negoziazione o le politiche d’investimento del fondo.

L’indice, che è calcolato in sterline inglesi, misura le performance totali delle cento maggiori e più liquide azioni del Regno Unito quotate nel London Stock Exchange, tra cui le prime cinque sono (dati Lyxor al 31 marzo 2010): Hsbc (9,1%), Bp Amoco (7,9%), Vodafone (5,4%), Glaxosmithkline (4,6%) e Royal Dutch Shell (4,6%). Tra i principali settori economici figurano il petrolio e gas (20,5%), i finanziari (20,4%), le risorse di base (13,9%), la sanità (8,5%), le telecomunicazioni (6,6%) e i beni per la casa e la persona (6,6%).



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