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 Newsletter XII, anno VI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 25 Maggio 2010
° ETF_Italia: un nuovo Etf sull'S&P 500 al debutto nell'Etfplus.

Mercoledì 26 maggio, nel mercato Etfplus di Borsa Italiana, sarà avviato alle negoziazioni il 419esimo Etf: il Cs Etf (Ie) S&P 500 (cod. Isin: IE00B5BMR087, cod. Borsa: CSSPX).
Il fondo prevede la capitalizzazione dei dividendi e ha un costo totale annuo massimo dello 0,28%. Mira a replicare le performance totali (comprensive dei dividendi, dunque) dell’S&P 500, il più noto benchmark di blue chip statunitensi, rappresentativo del 75% circa dell’intera capitalizzazione di mercato U.S.
Al 21 maggio 2010, la distribuzione dei settori economici dell’indice era la seguente: 18,8% tecnologia, 16,4% finanziari, 11,7% sanità, 11,5% beni di consumo primari, 10,8% energia, 10,6% industriali, 10,5% beni di consumo discrezionali, 3,6% utility, 3,4% materiali di base, 2,9% servizi di telecomunicazione.
L’operatore specialista a garanzia della liquidità dello strumento e del rispetto degli obblighi di Borsa – un minimo di 1.900 quote esposte in denaro e in lettera e un differenziale massimo delle proposte di prezzo bid/ask del 1% – è UniCredit Bank Ag (IT1352).

Il Cs Etf (Ie) S&P 500 è solo uno dei quattro nuovi Etf correlati all'indice di Standard & Poor's quotati in Europa dal 17 maggio scorso. Una data che potrebbe rivelarsi una epocale per l’industria europea degli Etf, perché ha segnato la scadenza della licenza d’uso esclusiva da parte di iShares (in Europa) del più noto ed utilizzato benchmark del mercato statunitense: l’S&P 500, appunto.
Secondo i dati al 30 aprile 2010, recentemente diffusi da BlackRock, è l’iShares S&P 500 l’Etf europeo con il maggior patrimonio in gestione, con 7,45 miliardi di dollari, immediatamente seguito dal Lyxor Etf Dj Euro Stoxx 50, con un asset di $7,33 mld. Sul benchmark di riferimento dell’Eurozona, invece, alla fine dello scorso mese c’erano asset complessivi per circa 28 miliardi di dollari, ma l’assegnazione di sette licenze per un altrettanto numero di fondi indicizzati all’S&P 500 da quotarsi nelle Borse europee, di cui quattro appena lanciati, potrebbe portare a un repentino incremento del patrimonio gestito dagli Etf in Europa.

Hsbc e Deutsche Bank sono stati i primi ad avviare alle negoziazioni nel London Stock Exchange, lunedì 17 maggio, l’Hsbc S&P 500 Etf (Isin: Ie00b5kqng97) in dollari e il db x-trackers 500 Etf (Isin: Lu0490618542) in sterline, che è stato contemporaneamente listato anche in euro nella Deutsche Boerse. I costi totali (Ter) annui dei due fondi ammontano, rispettivamente, allo 0,15% e allo 0,20%, mentre i dividendi sono nel primo caso distribuiti semestralmente e nel secondo capitalizzati.
Martedì 18 è stata la volta di Lyxor, che nel segmento multi-valuta della Borsa di Londra ha quotato il Lyxor Etf S&P 500 (Isin: Lu0496786657), in dollari (ticker: Lspu) e sterline (ticker: Lspx). Il fondo, che ha un Ter annuo dello 0,20% e distribuisce annualmente un dividendo, è stato due giorni dopo ammesso alle negoziazioni in euro nella Deutsche Boerse.
Il giorno 19, infine, è stata Credit Suisse a lanciare nel Six Swiss Exchange il Cs Etf S&P 500 (Isin: Ie00b5bmr087), un fondo a reinvestimento dei dividendi, denominato in dollari, con un Ter annuo massimo dello 0,28%.
I Ter di tutti questi nuovi Etf sono sensibilmente inferiori allo 0,40% dell’iShares S&P 500, che potrebbe presto decidere di tagliare sino al 50% questa voce di spesa per ostacolare eventuali deflussi. Gli investitori, inoltre, con il lancio di nuovi Etf correlati all’S&P 500 beneficeranno entro breve di una maggiore liquidità e di spread più ristretti.

Comunicato del nostro Sponsor: Deutsche Bank
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° ETF_Europa: ampliata l'offerta di Etf su indici paese nella Borsa di Londra.

Lyxor, la scorsa settimana, ha avviato alle negoziazioni nel segmento multi-valuta del London Stock Exchange tre nuovi Etf armonizzati Ucits III, per offrire agli investitori un accesso semplice ed economico alle maggiori e più liquide blue chip quotate nelle Borse di: Australia, Stati Uniti e Canada.

Il Lyxor Etf S&P Asx 200 (Isin: LU0496786905), che può essere negoziato sia in dollari (ticker: LAUU) sia in sterline (ticker: LAUS), ha un Ter annuo dello 0,40% e prevede la distribuzione di un dividendo con cadenza annuale.
L’S&P Asx 200 Index misura le performance delle 200 maggiori azioni quotate nell’Australian Stock Exchange (Asx), ponderate sulla loro capitalizzazione di mercato corretta per il flottante, che rappresentano circa l’80% dell’intero mercato azionario australiano.
Al 23 aprile 2010, i titoli finanziari rappresentavano il 40,7% dei settori economici dell’indice, seguiti dai materiali di base (20,8%), i beni di consumo primari (8,1%), l’energia (7,1%), gli industriali (7,1%), i beni di consumo voluttuari (8,1%), i servizi di telecomunicazione (3,5%), la sanità (3,4%), e con utility e tecnologia solo al 1,3% e 0,7%, rispettivamente.

Il Lyxor Etf S&P 500 (Isin: LU0496786574) ha un Ter annuo dello 0,30% e distribuisce un dividendo annuale; è quotato nelle valute inglese (ticker: LSPX) e statunitense (ticker: LSPU).
L’indice S&P 500 è il più noto benchmark del mercato azionario statunitense, creato nel 1957 sulla base della capitalizzazione di mercato dei 500 titoli più trattati nelle Borse U.S. del Nyse Euronext e Nasdaq Omx.
La ripartizione settoriale dell’indice, lo scorso 23 aprile, era la seguente: 18,9% tecnologia, 16,5% finanziari, 12,1% sanità, 11,3% beni di consumo primari, 10,9% energia, 10,5% industriali, 10,1% beni di consumo voluttuari, 3,5% materiali di base, 3,4% utility, 2,8% servizi di telecomunicazione.

Il Lyxor Etf S&P Tsx 60 (Isin: LU0496786731) ha un Ter dello 0,40% annuo e distribuisce annualmente un dividendo; può essere negoziato sia in dollari (ticker: LCAU) sia in sterline (ticker: LCAN).
L’S&P Tsx 60 Index è dal 12 giugno 2007 l’indice di riferimento ufficiale del Toronto Stock Exchange per le azioni blue chip, e coi i suoi 60 componenti copre il 73% dell’intero mercato canadese.
I titoli finanziari (34,1%), energetici (26,8%) e dei materiali di base (17,7%) sono i settori economici più rappresentativi di quest’indice, secondo i dati Bloomberg al 23 aprile 2010. I rimanenti settori sono: gli industriali (5,3%), i servizi di telecomunicazione (5,1%), i beni di consumo voluttuari (4,3%), i tecnologici (3,3%), i beni di consumo primari (2,3%), le utility (0,9%) e la sanità (0,3%).

° Borsa_Usa: un Etf di Etf a basso costo, da replicarsi con fondi Ucits in euro.

Nella Borsa americana Nyse Arca, l’11 maggio scorso, una piccola società di gestione del Nevada, U.S. One Inc, ha lanciato il suo primo Etf (non armonizzato), con l’obiettivo di fornire all’investitore un prodotto semplice, economico e ben diversificato, di medio-lungo termine: il One Fund (ticker: Onef).
Si tratta di un fondo costituito attualmente da cinque Etf sulle azioni a larga e piccola capitalizzazione dei principali paesi sviluppati ed emergenti, che prevede la distribuzione di almeno un dividendo l’anno e che ha un costo totale (Ter) dello 0,51% annuo (lo 0,35% per le commissioni di gestione e lo 0,16% per i Ter dei sottostanti).
I componenti, coi relativi pesi, sono: il Vanguard Large Cap Etf (49,67%) e il Vanguard Small Cap Etf (20,03%) per l’area Usa, il Vanguard Europe Pacific Etf (20,22%) e l’iShares Msci Eafe Small Cap Index (5,01%) per le regioni dell’Europa, sud-est asiatico e Pacifico, il Vanguard Emerging Markets Etf (5,07%) per l’area dei paesi emergenti.
In Europa, i Ter sono tendenzialmente un poco più alti, ma prendendo spunto da questo Etf, con il “fai da te” e un opportuno sovrappeso dell’area Euro a discapito di quella Usa, è possibile costruirsi un portafoglio azionario globale con un Ter ben inferiore ai 50 punti base, considerando che proprio sull'Eurozona c'è un Etf che ha un Ter uguale a zero (il db x-trackers Dj Euro Stoxx 50, quotato anche nell'Etfplus).



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