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_Newsletter XIV, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 21 Aprile 2008
° Industria ETF: consolidamento in Europa, innovazione in USA.

Questa settimana, non si sono registrate grosse novità nell’industria europea degli Etf, ma qualche spunto interessante che potrebbe delineare il futuro prossimo di questo “frenetico” mercato sono arrivati dalla Svizzera e dagli Stati Uniti.
Il colosso elvetico bancario e del risparmio gestito Ubs non ha ottenuto pari successo con la piattaforma Etf lanciata alla fine del 2001, che con una decina di fondi-indice quotati su tre diverse Borse europee ha raccolto appena poco più di 1,5 miliardi di euro di asset (pari al 1,5% di share). Sembra che questo modesto risultato sia alla base dell’operazione di ristrutturazione che ha interessato alcuni degli Etf armonizzati gestiti da Ubs Global Asset Management, quelli correlati agli indici forniti da Dow Jones Indexes.
Ubs ha deciso di utilizzare dei nuovi benchmark forniti da Msci Barra per rilanciare la piattaforma Etf, come spiega Christian Gast, Head di Ubs Exchange Traded Funds: “Noi siamo fortemente convinti che la decisione di lanciare Ubs-Etf basati su indici Msci aumenterà notevolmente l’attrattiva della nostra gamma di prodotti. Gli indici Msci ci permettono d’offrire ai nostri abituali investitori benchmark di alta qualità. A confronto con il range di prodotti pre-esistenti (quelli basati su indici Dow Jones, ndr.), gli indici Msci assicurano una più elevata copertura di mercato e grazie a ciò un potenziale maggiore di diversificazione, a beneficio dei nostri clienti”.
Il cambio di benchmark ha forse permesso a Ubs di far passare in secondo piano il delisting di due fondi, presumibilmente dovuto allo scarso patrimonio e successo ottenuti: l’Ubs-Etf Dj Us Large Cap (Isin: Lu0136237327) e l’Ubs-Etf Dj Us Technology (Isin: Lu0136240115), entrambi quotati sul Suisse Exchange, sul Swx Europe (ex Virt-x) e sulla Deutsche Boerse. Gli asset di questi due fondi, proprio in questi giorni, andranno a confluire nell’Ubs-Etf Dj Industrial Average (Isin: LU0136234654), che a sua volta, cambiando benchmark, sarà ridenominato Ubs-Etf Msci Usa. L’indice Msci Usa è composto da oltre 600 azioni e copre circa l’85% dell’intera capitalizzazione di mercato statunitense; il costo annuo dell’Etf sarà di appena lo 0,30%.
Gli altri Etf interessati dall’operazione di restyling sono l’Ubs-Etf Dj Japan Titans 100 (Isin: Lu0136240974), che diverrà Ubs-Etf Msci Japan ed avrà un costo dello 0,50% annuo, l’Ubs-Etf Dj Japan Titans 100 I (Isin: Lu0258212462), riservato ai clienti istituzionali, che diverrà Ubs-Etf Msci Japan I ed avrà un costo annuale dello 0,30%, e l’Ubs-Etf Dj Germany Titans 30 (Isin: LU0147308422), quotato sulla sola Borsa di Francoforte, che diverrà Ubs-Etf Msci Emu (composto da circa 300 titoli dell’Unione Monetaria Europea) ed il cui costo sarà pari allo 0,50% annuo. Tutti gli Etf che cambieranno benchmark manterranno lo stesso codice Isin e saranno avviati alle negoziazioni sulle rispettive Borse il prossimo 25 aprile (sono infatti stati sospesi dal 14 aprile scorso).

Invesco PowerShares, che in Italia è presente con 13 diversi ETf, dai fondamentali ai tematici a quelli così detti di “seconda generazione”, ha lanciato negli Stati Uniti i suoi primi 4 Etf (non armonizzati) a gestione attiva.
Il PowerShares Active Mega Cap Fund (ticker: Pma) è costituito da una trentina di azioni Usa a larghissima capitalizzazione, selezionate tra oltre 200 tramite un modello proprietario di Invesco Institutional che analizza una serie fattori rispondenti a 4 concetti fondamentali: andamento degli utili, trend dei prezzi, processo di gestione, valore relativo.
Il PowerShares Active Low Duration Fund (ticker: Plk) investe in un paniere di obbligazioni del Tesoro, di agenzie e società Usa con duration media inferiore ai 3 anni.
Il PowerShares Active AlphaQ Fund (ticker: Pqy) ed il PowerShares Active Alpha Multi-Cap Fund (ticker: Pqz) investono in 50 titoli selezionati da Aer Advisors Inc, tra circa 3mila azioni con una capitalizzazione di mercato superiore ai 400 milioni di dollari quotati sulle Borse statunitensi, tramite una metodologia proprietaria che analizza fattori quali: forte crescita degli utili, basse valutazioni di mercato e flussi positivi di cassa. Nel primo caso, almeno il 95% degli asset del fondo sono investiti in titoli quotati sul Nasdaq.
Bruce Bond, presidente e CEO di Invesco PowerShares, ha così commentato il lancio dei nuovi prodotti: “Noi crediamo che l’avvento degli ETF a gestione attiva abbia la possibilità di cambiare il modo in cui le persone investiranno in futuro, modificando il panorama degli investimenti così come lo conosciamo oggi. L’introduzione degli ETF attivi amplia ulteriormente l’impegno in corso di PowerShares nel fornire ai consulenti d’investimento un’innovazione finanziaria d’eccellenza”. [di Marco Ciatto, da e per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: Deutsche Bank
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° ETF_Italia: balzo del patrimonio delle ETC, nel mese di marzo, su ETFplus.

Sul mercato ETFplus di Borsa Italiana, a fine marzo 2008, il turnover dei 242 (+21) ETF quotati è diminuito del 2,6% nel numero di contratti e del 14,5% in termini di controvalore, rispetto al mese precedente. Il patrimonio netto totale è lievemente diminuito, dello 0,17%, a 53,97 miliardi di euro.
Il numero di contratti sulle 47 ETC è sceso del 3,1% a quota 18.507, ed il controvalore dei volumi è diminuito del 10,8% a 161,1 milioni di euro. Il patrimonio netto totale è, invece, balzato del 68,7% ad oltre 5,15 miliardi di euro.
Il Lyxor ETF Euro Cash è stato nuovamente l’ETF più trattato del mese, con volumi superiori ai 400 milioni di euro e con una quota di mercato del 10,8%, seguito dal Lyxor ETF DJ Euro STOXX 50 e dal iShares DJ Euro STOXX 50, rispettivamente con il 9% ed il 7,7% di market share.
L’asset class che tra gli ETF ha attratto i maggiori volumi è stata ancora quella azionaria dei mercati sviluppati, con una quota del 48,9%, seguita dagli obbligazionari e monetari (26,9%) e dagli azionari dei mercati emergenti (14,9%).
La miglior performance del mese tra gli ETF, calcolata sui prezzi di riferimento, è stata rilevata sullo SGAM ETF XBear S&P/MIB, che ha chiuso il mese in progresso del 10,2%, la peggiore sul iShares MSCI Turkey, in flessione del 23%. Nella classifica dei rendimenti delle ETC, invece, troviamo ai due estremi il +6,4% del ETFS Heating Oil ed il pesante –27,9% del ETFS Sugar.
Per gli approfondimenti, è possibile scaricare il report mensile di Marzo, dopo aver effettuato il login, dalla sezione "DATI > Statistiche Italia" del sito ETFplus.it.

° ETF_USA: Northern Trust debutta sul NYSE con 3 nuovi ETF.
Northern Trust Global Investments, dopo aver debuttato nell'industria degli ETF americana, sull'AMEX, con i suoi primi 3 fondi-indice, il NETS FTSE 100 Index Fund (ticker: LDN), il NETS S&P/ASX 200 Index Fund (ticker: AUS) ed il NETS DAX Index Fund (ticker: DAX), mercoledì 16 aprile, ha lanciato altri 3 nuovi ETF, ma sulla piattaforma elettronica NYSE Arca: il NETS CAC 40 Index Fund (ticker: FRC), il NETS Hang Seng Index Fund (ticker: HKG) e il NETS TOPIX Index Fund (ticker: TYI). I costi totali dei tre ETF, che prevedono la distribuzione di un dividendo almeno con cadenza annuale, ammontano ad un massimo dello 0,48% annuo.
Gli ETF di NETS (Northern Exchange Traded Shares), che comprende attualmente un totale di 18 fondi (ammessi alla negoziazione, ma non ancora in quotazione) sono al momento tutti indicizzati a singoli mercati azionari stranieri (non U.S.), sviluppati ed emergenti, e sono costituiti sotto la forma di Maryland business trust.
Il numero di ETF con listing primario sul NYSE, la Borsa con la maggior quota di mercato negli USA, è salito a 258.
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