Questa settimana, non si sono registrate grosse novità nell’industria
europea degli Etf, ma qualche spunto interessante che potrebbe delineare
il futuro prossimo di questo “frenetico” mercato sono arrivati
dalla Svizzera e dagli Stati Uniti.
Il colosso elvetico bancario e del risparmio gestito Ubs non ha ottenuto
pari successo con la piattaforma Etf lanciata alla fine del 2001, che
con una decina di fondi-indice quotati su tre diverse Borse europee
ha raccolto appena poco più di 1,5 miliardi di euro di asset
(pari al 1,5% di share). Sembra che questo modesto risultato sia alla
base dell’operazione di ristrutturazione che ha interessato alcuni
degli Etf armonizzati gestiti da Ubs Global Asset Management, quelli
correlati agli indici forniti da Dow Jones Indexes. Ubs ha deciso di
utilizzare dei nuovi benchmark forniti da Msci Barra per rilanciare
la piattaforma Etf, come spiega Christian Gast, Head di Ubs Exchange
Traded Funds: “Noi siamo fortemente convinti che la decisione
di lanciare Ubs-Etf basati su indici Msci aumenterà notevolmente
l’attrattiva della nostra gamma di prodotti. Gli indici Msci ci
permettono d’offrire ai nostri abituali investitori benchmark
di alta qualità. A confronto con il range di prodotti pre-esistenti
(quelli basati su indici Dow Jones, ndr.), gli indici Msci assicurano
una più elevata copertura di mercato e grazie a ciò un
potenziale maggiore di diversificazione, a beneficio dei nostri clienti”.
Il cambio di benchmark ha forse permesso a Ubs di far passare in secondo
piano il delisting di due fondi, presumibilmente dovuto allo scarso
patrimonio e successo ottenuti: l’Ubs-Etf Dj Us Large Cap (Isin:
Lu0136237327) e l’Ubs-Etf Dj Us Technology (Isin: Lu0136240115),
entrambi quotati sul Suisse Exchange, sul Swx Europe (ex Virt-x) e sulla
Deutsche Boerse. Gli asset di questi due fondi, proprio in questi giorni,
andranno a confluire nell’Ubs-Etf Dj Industrial Average (Isin:
LU0136234654), che a sua volta, cambiando benchmark, sarà ridenominato
Ubs-Etf Msci Usa. L’indice Msci Usa è composto da oltre
600 azioni e copre circa l’85% dell’intera capitalizzazione
di mercato statunitense; il costo annuo dell’Etf sarà di
appena lo 0,30%. Gli altri Etf interessati dall’operazione di
restyling sono l’Ubs-Etf Dj Japan Titans 100 (Isin: Lu0136240974),
che diverrà Ubs-Etf Msci Japan ed avrà un costo dello
0,50% annuo, l’Ubs-Etf Dj Japan Titans 100 I (Isin: Lu0258212462),
riservato ai clienti istituzionali, che diverrà Ubs-Etf Msci
Japan I ed avrà un costo annuale dello 0,30%, e l’Ubs-Etf
Dj Germany Titans 30 (Isin: LU0147308422), quotato sulla sola Borsa
di Francoforte, che diverrà Ubs-Etf Msci Emu (composto da circa
300 titoli dell’Unione Monetaria Europea) ed il cui costo sarà
pari allo 0,50% annuo. Tutti gli Etf che cambieranno benchmark manterranno
lo stesso codice Isin e saranno avviati alle negoziazioni sulle rispettive
Borse il prossimo 25 aprile (sono infatti stati sospesi dal 14 aprile
scorso).
Invesco PowerShares, che in Italia è presente con 13 diversi
ETf, dai fondamentali ai tematici a quelli così detti di “seconda
generazione”, ha lanciato negli Stati Uniti i suoi primi 4 Etf
(non armonizzati) a gestione attiva. Il PowerShares Active Mega Cap
Fund (ticker: Pma) è costituito da una trentina di azioni Usa
a larghissima capitalizzazione, selezionate tra oltre 200 tramite un
modello proprietario di Invesco Institutional che analizza una serie
fattori rispondenti a 4 concetti fondamentali: andamento degli utili,
trend dei prezzi, processo di gestione, valore relativo. Il PowerShares
Active Low Duration Fund (ticker: Plk) investe in un paniere di obbligazioni
del Tesoro, di agenzie e società Usa con duration media inferiore
ai 3 anni. Il PowerShares Active AlphaQ Fund (ticker: Pqy) ed il PowerShares
Active Alpha Multi-Cap Fund (ticker: Pqz) investono in 50 titoli selezionati
da Aer Advisors Inc, tra circa 3mila azioni con una capitalizzazione
di mercato superiore ai 400 milioni di dollari quotati sulle Borse statunitensi,
tramite una metodologia proprietaria che analizza fattori quali: forte
crescita degli utili, basse valutazioni di mercato e flussi positivi
di cassa. Nel primo caso, almeno il 95% degli asset del fondo sono investiti
in titoli quotati sul Nasdaq. Bruce Bond, presidente e CEO di Invesco
PowerShares, ha così commentato il lancio dei nuovi prodotti:
“Noi crediamo che l’avvento degli ETF a gestione attiva
abbia la possibilità di cambiare il modo in cui le persone investiranno
in futuro, modificando il panorama degli investimenti così come
lo conosciamo oggi. L’introduzione degli ETF attivi amplia ulteriormente
l’impegno in corso di PowerShares nel fornire ai consulenti d’investimento
un’innovazione finanziaria d’eccellenza”. [di Marco
Ciatto, da e per Borsa & Finanza]
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| ° ETF_Italia:
balzo del patrimonio delle ETC, nel mese di marzo, su
ETFplus. |
| Sul mercato
ETFplus di Borsa Italiana, a fine marzo 2008, il turnover
dei 242 (+21) ETF quotati è diminuito del 2,6%
nel numero di contratti e del 14,5% in termini di controvalore,
rispetto al mese precedente. Il patrimonio netto totale
è lievemente diminuito, dello 0,17%, a 53,97
miliardi di euro.
Il numero di contratti sulle 47 ETC è sceso del
3,1% a quota 18.507, ed il controvalore dei volumi è
diminuito del 10,8% a 161,1 milioni di euro. Il patrimonio
netto totale è, invece, balzato del 68,7% ad
oltre 5,15 miliardi di euro.
Il Lyxor ETF Euro Cash è stato nuovamente l’ETF
più trattato del mese, con volumi superiori ai
400 milioni di euro e con una quota di mercato del 10,8%,
seguito dal Lyxor ETF DJ Euro STOXX 50 e dal iShares
DJ Euro STOXX 50, rispettivamente con il 9% ed il 7,7%
di market share.
L’asset class che tra gli ETF ha attratto i maggiori
volumi è stata ancora quella azionaria dei mercati
sviluppati, con una quota del 48,9%, seguita dagli obbligazionari
e monetari (26,9%) e dagli azionari dei mercati emergenti
(14,9%).
La miglior performance del mese tra gli ETF, calcolata
sui prezzi di riferimento, è stata rilevata sullo
SGAM ETF XBear S&P/MIB, che ha chiuso il mese in
progresso del 10,2%, la peggiore sul iShares MSCI Turkey,
in flessione del 23%. Nella classifica dei rendimenti
delle ETC, invece, troviamo ai due estremi il +6,4%
del ETFS Heating Oil ed il pesante –27,9% del
ETFS Sugar.
Per gli approfondimenti, è possibile scaricare
il report mensile di Marzo, dopo aver effettuato il
login, dalla sezione "DATI > Statistiche Italia"
del sito ETFplus.it. |
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| ° ETF_USA:
Northern Trust debutta sul NYSE con 3 nuovi ETF. |
Northern Trust
Global Investments, dopo aver debuttato nell'industria
degli ETF americana, sull'AMEX, con i suoi primi 3 fondi-indice,
il NETS FTSE 100 Index Fund (ticker: LDN), il NETS S&P/ASX
200 Index Fund (ticker: AUS) ed il NETS DAX Index Fund
(ticker: DAX), mercoledì 16 aprile, ha lanciato
altri 3 nuovi ETF, ma sulla piattaforma elettronica NYSE
Arca: il NETS CAC 40 Index Fund (ticker: FRC), il NETS
Hang Seng Index Fund (ticker: HKG) e il NETS TOPIX Index
Fund (ticker: TYI). I costi totali dei tre ETF, che prevedono
la distribuzione di un dividendo almeno con cadenza annuale,
ammontano ad un massimo dello 0,48% annuo.
Gli ETF di NETS (Northern Exchange Traded Shares), che
comprende attualmente un totale di 18 fondi (ammessi alla
negoziazione, ma non ancora in quotazione) sono al momento
tutti indicizzati a singoli mercati azionari stranieri
(non U.S.), sviluppati ed emergenti, e sono costituiti
sotto la forma di Maryland business trust.
Il numero di ETF con listing primario sul NYSE, la Borsa
con la maggior quota di mercato negli USA, è salito
a 258.
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