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 Newsletter XIV, anno VI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 8 Giugno 2010
° ETF_Italia: infranta la soglia dei 500 strumenti quotati su Etfplus.

Venerdì 4 giugno, un nuovo emittente di Etf ha fatto il suo debutto nell'Etfplus, che ha infranto, così, la soglia dei 500 strumenti quotati: Ubs Global Asset Management.
Il gestore svizzero ha avviato alle negoziazioni 16 Ubs Etf, introducendo - novità assoluta - i primi fondi di taglio istituzionale. Sono tutti Etf a replica fisica - completa o a campionatura - correlati a indici Msci regionali (area Emu, Europa, Pacifico ex-Giappone, mondo) e paese (Stati Uniti, Canada, Giappone), e al ben noto Euro Stoxx 50, molti dei quali disponibili nelle due classi “A” e “I”.
La sigla "I", che sta per istituzionale, è la novità più interessante introdotta nel mercato italiano che non mancherà di raccogliere i favori degli investitori professionali e dei privati più facoltosi, perché sono ben sette gli Etf appartenenti a questa nuova classe, le cui quote hanno un valore unitario mille volte superiore ai corrispettivi fondi di classe “A” (pensati più per il retail), e il cui costo totale annuo è sensibilmente inferiore, dal 33% al 56% in meno.
Christian Gast, direttore esecutivo e  responsabile Ubs Etf di Ubs Global Asset Management, in occasione del lancio ha dichiarato: “L'espansione sul mercato italiano di Ubs Etf è parte di una più ampia strategia che vede gli Ubs Etf negoziati oggi su cinque Borse europee - Borsa Italiana, Six, Deutsche Boerse Xetra, Boerse Stuttgart, Nyse Euronext – e l'intenzione di allargare significativamente nei prossimi mesi la gamma di offerta su azioni, commodity e reddito fisso."
Pietro Poletto, responsabile del mercato Etfplus di Borsa Italiana, ha commentato: "L’arrivo sul mercato Etfplus di un emittente dello standing di Ubs rappresenta un’ulteriore conferma del consolidato profilo internazionale del mercato italiano degli Etf. Grazie ai 16 Etf di Ubs, Etfplus supera i 500 strumenti in quotazione: un traguardo che testimonia l’accresciuta capacità del nostro mercato di rispondere concretamente alle sempre maggiori esigenze d'investimento da parte degli investitori sia istituzionali che retail."

Martedì 8 giugno, invece, nel mercato Etfplus, segmento Oicr aperti strutturati - classe 2, saranno introdotti i primi Etf a leva lunga e corta sulle principali blue chip italiane, gestiti da Etfs Fund Company plc: l’Etfx Ftse Mib Super Short Strategy (2x) Fund (cod. Isin: IE00B4TG8N52, cod. Borsa: ITS2) e l’Etfx Ftse Mib Leveraged (2x) Fund (cod. Isin: IE00B4V5WD83, cod. Borsa: ITL2).
I fondi capitalizzano i proventi, hanno un costo totale annuo dello 0,60% e mirano a replicare su base giornaliera la performance, rispettivamente, del Ftse Mib Super Short Strategy Index (Bbg code: TFMIBI2E) e del Ftse Mib Leveraged Index (Bbg code: TFMIBL2E).
Il Ftse Mib Leveraged Index è un indice Total Return a leva finanziaria che mira ad assicurare il doppio della modifica percentuale giornaliera nel livello dell'indice Ftse Mib, meno una parte proporzionale di interesse calcolato applicando il tasso Euro Over Night Index Average (Eonia) e i costi per il reperimento di capitali da reinvestire nel portafoglio dell’indice per creare posizioni con leva finanziaria.
Il Ftse Mib Super Short Strategy Index è un indice Total Return a leva finanziaria con esposizione short (allo scoperto), che mira ad assicurare su base inversa il doppio della modifica percentuale giornaliera nel livello dell'indice Ftse Mib, più una parte proporzionale di interesse calcolato applicando il triplo del tasso Eonia, meno i costi dell’assunzione in prestito dei titoli associati con il mantenimento di posizioni allo scoperto.
Con questo nuovo lancio, salgono a quota 438 gli Etf negoziati nell’Etfplus.

Comunicato del nostro Sponsor: Credit Suisse
Credit Suisse ETF
° ETF_Europa: le valute come asset class per diversificare il portafoglio.

Le valute, oltre che strumento finanziario di copertura e, soprattutto, di speculazione, sono una vera e propria asset class d’investimento che può aiutare a migliorare l’efficienza del portafoglio.
Nel primo caso, l’investitore ricorrere direttamente al mercato Forex, oppure scommette sull’andamento di un cambio monetario attraverso contratti future o forward, opzioni, warrant, certificati e, da qualche mese, per mezzo delle Exchange Traded Currency Pair, che hanno la stessa struttura delle Etc, ma al sottostante, anziché avere materie prime, hanno una coppia di valute. Per operare con successo, però, si deve prevedere quale moneta si apprezzerà sull’altra, cosa non affatto semplice sul mercato dei cambi, che è molto incerto e volatile, soprattutto negli ultimi mesi.
Meglio affidarsi, dunque, a delle strategie attuate da professionisti e che prevedono la combinazione di più valute, per ottenere una migliore diversificazione, che ritroviamo in alcuni Etf armonizzati, quotati da Deutsche Bank nella Borsa tedesca. Tra questi, il più completo, perché riunisce tre diverse strategie in un unico prodotto, è il db x-trackers Currency Returns Etf (Isin: LU0328474472).
È denominato in euro, ha un costo totale annuo dello 0,30% e capitalizza i proventi. Mira a replicare le performance del Deutsche Bank Currency Returns Index, che è a sua volta composto da tre indici equiponderati di strategia sulle valute dei paesi del G10.
Il Currency Valuation Index è costituito da una posizione lunga di contratti forward a 3 mesi sulle tre valute “sottovalutate” e di una corta di forward a 3 mesi sulle tre valute più “sopravvalutate”, confrontando la media mobile a tre mesi del tasso di cambio della valuta contro dollaro, per verificare se è inferiore o superiore al Purchasing Power Parities (Parità di potere d'acquisto) dell‘ultimo trimestre.
Il Currency Momentum Index acquista tramite forward a 1 mese le tre valute che hanno avuto la migliore performance a 12 mesi nei confronti del dollaro statunitense, e vende forward a 1 mese le tre valute che hanno registrato la peggiore performance a 12 mesi contro Usd.
Il Currency Carry Index, infine, ha una posizione lunga di forward a 3 mesi sulle tre valute con i più alti tassi d‘interesse ed una corta di forward a 3 mesi sulle tre valute con i più bassi tassi d‘interesse.
Inserendo una quota del 5-10% di questo Etf in un portafoglio azionario, è possibile alzarne la frontiera efficiente, riducendo la volatilità complessiva e migliorando il rendimento, perché la correlazione col mercato equity è bassa, attorno a 0,35. [di Marco Ciatto, per Borsa&Finanza]

° ETF_Europa: nuove regole per gli indici settoriali europei di Stoxx.

Stoxx Ltd ha reso noto che, a partire dalla revisione di settembre, ai pesi dei componenti negli indici Stoxx Europe 600 Supersector sarà posto un tetto massimo su base trimestrale, per garantire l’adeguatezza alle direttive comunitarie Ucits III in termini di diversificazione di portafoglio.
Questa modifica consente ai prodotti d’investimento passivi correlati agli indici Stoxx Europe 600 Supersector di replicarne meglio la performance, pur nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Il primo componente di ciascun indice Stoxx Europe 600 Supersector non potrà avere un peso superiore al 30%, e tutti i rimanenti titoli potranno raggiungere un peso massimo del 15%. Questi parametri saranno sufficienti a garantire l’adeguatezza agli standard Ucits III, che richiedono una ponderazione massima del 35% per un singolo componente ed un limite di peso del 20% per tutti gli altri titoli. Nessun’altra modifica interesserà questi indici.
Stoxx ha comunicato, inoltre, che lancerà una gamma di indici Supersector senza vincoli di peso che continuerà a seguire la corrente metodologia degli indici Stoxx Europe 600 Supersector. Serviranno da parametro di confronto per gli investitori, e pertanto porteranno la dicitura “Benchmark” nella loro nuova denominazione.

Solo in Borsa Italiana, sono ben 49 gli Etf del segmento Standard dell'Etfplus indicizzati alla gamma degli Stoxx Europe 600 Supersector, emessi da Deutsche Bank, Lyxor, iShares (De), Etf Securities, e 9 quelli del segmento Strutturati, tutti promossi da Deutsche Bank.


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