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_Newsletter XVI, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 5 Maggio 2008
° ETF_Italia: 4 nuovi fondi correlati ad indici obbligazionari JPMorgan al via su ETFplus.

Una nuova famiglia di Etf obbligazionari sponsorizzata da JpMorgan sarà avviata alle negoziazioni domani, martedì 6 maggio, sul mercato Etfplus di Borsa Italiana. Sono 4 fondi che replicano le performance total return di alcuni sotto-indici realizzati da JpMorgan per rappresentare al meglio il mercato dei bond governativi dell’area Emu, sulle diverse scadenze: 13 mesi-3 anni il JpMorgan Etf Gbi Emu 1-3Y, 3-5 anni il JpMorgan Etf Gbi Emu 3-5Y, 5-7 anni il JpMorgan Etf Gbi Emu 5-7Y e 7-10 anni il JpMorgan Etf Gbi Emu 7-10Y.
I differenziali massimi di prezzo tra le proposte denaro e lettera, fissati dalla Borsa, crescono all’aumentare delle scadenze, e vanno dallo 0,15% allo 0,30%. I quantitativi minimi di ciascuna proposta (bid e ask) esposti nel book di negoziazione sono stati fissati per tutti gli Etf a 25mila quote. Jp Morgan Securitites Ltd è lo Specialista designato a garanzia della liquidità degli strumenti, mentre Banca Imi Spa opera in qualità di market maker.
Le commissioni annue, pari a 15 punti base (0,15%), sono le più basse tra quelle richieste per un Etf obbligazionario di pari natura. I dividendi sono capitalizzati nei fondi, a pieno beneficio degli investitori.
Nella composizione degli indici, che sono ribilanciati mensilmente per soddisfare i criteri di composizione relativi al sottostante, i titoli di Stato emessi dai singoli paesi sono pesati secondo la capitalizzazione di mercato, devono essere a tasso fisso ed avere un rating minimo pari alla tripla “B” (Fitch, Standard & Poor's). Il numero dei componenti varia a un minimo di 32 per la scadenza 5-7Y ad un massimo di 50 per l’indice 1-3Y. Al momento, manca un Etf sulla scadenza maggiore, quella oltre i 10 anni, che è composta da un paniere di 59 bond.
Paolo Zuolo, responsabile per JpMorgan del team di Structured Investments Distributor Marketing per l’Italia, Grecia e Turchia ha così commentato: “Abbiamo sviluppato questa nuova serie di Etf in risposta ad una chiara domanda da parte di investitori italiani ed internazionali per strumenti d’investimento che consentono l’esposizione a benchmark obbligazionari con specifiche scadenze. Gli investitori possono, così, accedere alla performance dei principali bond governativi Europei in modo semplice ed efficiente, scegliendo gli strumenti più adatti alle strategie d’investimento”.
I 4 Etf sono stati quotati sulla Borsa di Parigi il 29 aprile scorso, ed in Italia entreranno in diretta competizione con gli Etf similari distribuiti da: Deutsche Bank, che ha ben 9 classi distinte di fondi indicizzati a bond governativi con varie scadenze ed atitoli legati all'inflazione dell'Eurozona (e globale), Lyxor, che ne ha 7, ed iShares che ne ha 5 sui titoli di Stato dell'area Euro, 3 sui Treasury ed 1 sui Gilt. Gli Etf obbligazionari di iShares, inoltre, hanno tutti la peculiarità di distribuire periodicamente i dividendi, contraddistinguendosì così dagli altri competitor, che prevedono nella totalità dei casi il reinvestimento dei proventi. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: iShares
° ETF_Italia: Lyxor contro iShares per le 100 maggiori blue chip inglesi.

Un nuovo Etf indicizzato al mercato azionario inglese sarà presto disponibile sul mercato domestico Etfplus. Borsa Italiana ha infatti annunciato, la scorsa settimana, di aver ammesso alla quotazione il Lyxor Etf Ftse 100 (Isin: Fr0010438127), un fondo a distribuzione dei dividendi, gestito da Lyxor Am con una commissione annua dello 0,30%.
L’Etf è quotato in sterline inglesi, dal maggio 2007, sulla Borsa di Londra, dove ha già raccolto circa £95 milioni. In Italia, la valuta di negoziazione sarà l’euro, ma il rischio di cambio Eur/Gbp per un investitore italiano non verrà meno, ovviamente.
L'indice Ftse 100 è costituito dalle 100 maggiori e più liquide blue chip del Regno Unito, che rappresentano complessivamente circa l'81% dell'intera capitalizzazione del mercato Uk. Le 5 maggiori industrie rappresentate nel benchmark sono quella del petrolio e gas (19%), delle banche (17,3%), delle risorse di base (12,5%), delle telecomunicazioni (7,4%) e della sanità (7,2%). I 5 principali titoli dell’indice sono: Hsbc (7,3%), Bp (7,2%), Vodafone (5,9%), Royal Dutch Shell (4,6%) e Glaxosmithkline (4,4%).
Il Lyxor Etf Ftse 100 entrerà in diretta competizione con l’iShares Ftse 100 (Isin: Ie0005042456) di Bgi, che ha una commissione annua superiore, pari allo 0,40%; ma nel conteggio dei costi finali gli investitori dovranno anche tener conto degli spread dei due Etf, il differenziale di prezzo tra le proposte denaro e lettera che è implicitamente pagato al momento della negaziozione di un prodotto quotato e che potrebbero essere diversi tra loro, nonché della sua variazione rispetto all'iNAV (intraday Net Asset Value) dell'Etf.

° ETF_USA: arrivano i primi ETF di ETF, la vera alternativa ai fondi di fondi.
Invesco PowerShares Capital Management LLC ha annunciato di essere prossima al lancio di tre nuovi ed innovativi ETF, i primi “ETF di ETF” al mondo, costruiti con tre diversi profili di rischio/rendimento.
Si tratta di tre ETF di tipo bilanciato, pensati per un investimento globale di lungo periodo, dove il peso delle componenti azionarie ed obbligazionarie sono state così predefinite: 60% Az. e 40% Obbl. per il PowerShares Autonomic Balanced NFA Global Asset Portfolio (ticker: PCA), 75% Az. e 25% Obbl. per il PowerShares Autonomic Balanced Growth NFA Global Asset Portfolio (ticker: PAO), 90% Az. e 10% Obbl. per il PowerShares Autonomic Growth NFA Global Asset Portfolio (ticker: PTO).
I tre ETF utilizzano quale benchmark tre indici-portafoglio costruiti da New Frontier Advisors secondo una metodologia proprietaria denominata “Resampled Efficiency”. L’avvio alle negoziazioni è previsto per giovedì 15 maggio sull’American Stock Exchange.
Sergio Trezzi, responsabile per il Sud Europa di Invesco, in un'intervista rilasciata a Borsa&Finanza, ha dichiarato che i costi totali annui di questi tre ETF saranno estremamente bassi, appena dello 0,25%, perché il sottostante di questi fondi non sarà rappresentato da singoli ETF ma da un indice che ne replica l'andamento. Un indice costituito per il 70% da ETF della casa (Invesco PowerShares) e per il restante 30% da ETF di altri asset manager. Ed è ottimista sul fatto che, entro l'estate del 2009, similari prodotti (armonizzati) potranno arrivare anche sul mercato italiano.
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