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Deutsche Bank
_Newsletter XVII, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 12 Maggio 2008
° ETF_Italia: ecco il nuovo monetario di DB che paga il dividendo.

Un nuovo Etf di liquidità emesso da Deutsche Bank è stato avviato alle quotazioni su Borsa Italiana, venerdì 9 maggio: il db x-trackers II Eonia Total Return Index Etf (Classe 1D). Il fondo si differenzia dal suo omonimo lanciato nel novembre dello scorso anno, il db x-trackers II Eonia Tri (Classe 1C) esclusivamente per il trattamento dei proventi, che in questo caso ne prevede la capitalizzazione. L’Etf di Classe 1D, infatti, distribuisce al detentore delle quote un dividendo una volta l’anno, nel mese di ottobre. Una novità introdotta da Deutsche Bank a seguito di alcune richieste da una parte della clientela istituzionale (fondi assicurativi, fondi pensione, etc.) e che va incontro anche all’esigenza di alcuni investitori privati, che preferiscono poter contare su un pagamento periodico dei proventi. Ai tassi attuali, si tratta pur sempre di una cedola lorda superiore al 4%, circa il 3,55% netto, grazie ad un regime di tassazione vantaggioso, rispetto ai conti corrente e depositi, del 12,5% anziché del 27%.
L’Etf ha una commissione annua dello 0,15% e mira a replicare il rendimento, al netto dei costi, dell’Eonia Total Return Index. Questo indice, prodotto dalla stessa Deutsche Bank, è rappresentativo dell’andamento di un deposito remunerato su base giornaliera al tasso Eonia (Euro Over Night Index Average). Calcolato dalla Banca Centrale Europea, l’Eonia riflette la media ponderata per montanti dei tassi effettivamente trattati sul mercato monetario interbancario dell’Eurozona, rilevati da un campione di 57 primarie banche per depositi fino al giorno di apertura seguente (overnight). L’indice, pertanto, non espone l’investitore ad un rischio di tasso, a contrario dei titoli a tasso fisso, avendo una durata così breve (meno di 1 giorno), né può assumere un andamento negativo data la solidità del sistema finanziario e creditizio della nostra regione.
Il db x-trackers II Eonia è dunque un ottimo strumento per l’impiego della liquidità, nel breve e lungo periodo, ed una migliore alternativa ai fondi comuni monetari, come dimostrano gli asset che il fondo di classe 1C ha raccolto in poco più di 6 mesi, vicini ormai ai 3 miliardi di euro. Si rammenta, che anche Lyxor ha quotato su Borsa Italiana un Etf monetario similare, ma a capitalizzazione dei dividendi, indicizzato ad un conto remunerato al tasso Eonia, il Lyxor Etf Euro Cash, che ha raggiunto un patrimonio di quasi €1,7 mld. [di Marco Ciatto, da e per Borsa & Finanza]

cod. ISIN
ETF
cod. Borsa
dividendi
Spread1
Ter2
LU0290358497 db x-trackers II EONIA TRI 1C XEON
Reinvestiti
0.10%
0.15%
LU0335044896 db x-trackers II EONIA TRI 1D XEOD
Distribuiti
0.10%
0.15%
FR0010510800 Lyxor ETF Euro Cash
LEONIA
Reinvestiti
0.10%
0.15%
Note: 1 differenziale massimo prezzi bid/ask, 2 costo totale annuo
Comunicato del nostro Sponsor: Deutsche Bank
Deutsche Bank
° ETF_Italia: tutti gli ETF per andare contro corrente.

Sino a qualche mese fa, per poter scommetere sul ribasso dei mercati o per coprire una posizione azionaria di un portafoglio, alcuni investitori (quelli più esperti) potevano far uso di future ed opzioni, strumenti abbastanza complessi da monitorare e che richiedono somme non proprio modeste, altri di certificati, prodotti che non vantano però una pari liquidità e trasparenza, e che spesso possono avere spread molto elevati. Ma da qualche mese, per tutti gli investitori c'è una terza opzione: gli ETF.
Sul mercato ETFplus di Borsa Italiana, infatti, sono stati quotati alcuni ETF che producono un rendimento inverso a quello del mercato di riferimento - ogni punto percentuale di perdita si traduce per il possessore in un guadagno del 1% - maggiorato di una quota pari a due volte, o tre volte, se è adottata una leva del 200%, il tasso EONIA (Euro Overnight Index Average) calcolato su base giornaliera (360 giorni). Il vantaggio che si ottiene da questa tipologia di ETF è dunque doppio: la copertura di una posizione precedentemente aperta, che non si è così costretti a smobilizzare, incorrendo in una perdita in conto capitale, o più semplicemente una speculazione sul ribasso del mercato di riferimento, ed una remunerazione che al tasso odierno sui depositi overnight nell'Eurozona può variare dal 8,1% al 12,2%.
Ad oggi, sono solo due gli emittenti che hanno quotato su Borsa Italiana ETF capaci di produrre rendimenti inversi a quelli del mercato, con approcci differenti: Deutsche Bank e SGAM AI.
L’offerta di Deutsche Bank comprende ben 8 ETF correlati ad indici “short” azionari sulle blue chip dell’Eurozona, tedesche e americane, e su alcune sub-industrie europee: il db x-trackers DJ EURO STOXX 50 SHORT ETF (ISIN: LU0292106753), il db x-trackers SHORTDAX ETF (ISIN: LU0292106241), il db x-trackers S&P 500 SHORT ETF (ISIN: LU0322251520), il db x-trackers DJ STOXX 600 BANKS SHORT ETF (ISIN: LU0322249037), il db x-trackers DJ STOXX 600 HEALTH CARE SHORT ETF (ISIN: LU0322249466), il db x-trackers DJ STOXX 600 OIL & GAS SHORT ETF (ISIN: LU0322249623), il db x-trackers DJ STOXX 600 TECHNOLOGY SHORT ETF (ISIN: LU0322250043) ed il db x-trackers DJ STOXX 600 TELECOMMUNICATIONS SHORT ETF (ISIN: LU0322250126). La commissione totale annua è per tutti i prodotti pari allo 0,50%.
SGAM AI, invece, è sbarcato in tempi recenti a Piazza Affari, con due ETF che consentono di puntare sul ribasso del mercato domestico con una leva massima del 100% e del 200%, che sono, rispettivamente: lo SGAM ETF Bear S&P/MIB (ISIN: FR0010446146) e lo SGAM ETF XBear S&P/MIB (ISIN: FR0010446666). Il costo totale annuo dei due ETF è dello 0,60%. La particolarità di questi fondi è di non replicare passivamente un indice inversamente correlato al mercato, ma di fornire all’investitore una performance opposta a quella del S&P/MIB, attraverso la vendita di contratti future, soggetta ad una leva variabile tra 0,75 e 1 nel caso del Bear ETF, e compresa tra 1,5 e 2 se riferita al XBear ETF. Quanto ampia possa essere la leva utilizzata è decisione di un comitato di gestione di SGAM AI, che si riunisce ogni trimestre per valutare il mercato sotto un profilo qualitativo e quantitativo, cercando di anticiparne la tendenza e la volatilità.
Possiamo anticipare, però, che in tempi relativamente brevi avremo almeno un altro emittente della partita, e nuovi ETF inversamente correlati ai mercati, che amplieranno ulteriormente le strategie d'investimento.

° ETF_USA vs. Europa: calano gli asset nel 1° trimestre 2008, ma non in Europa.
Morgan Stanley ha recentemente pubblicato un’analisi dell’industria europea e statunitense degli Etf, aggiornata alla fine del primo trimestre di quest’anno, che evidenzia un andamento contrastante a tutto vantaggio del vecchio continente.
Il patrimonio degli Etf, in Usa, infatti, è calato del 8% nei primi tre mesi dell’anno, mentre in Europa gli asset sono cresciuti del 5,7% (in euro valuta); il tutto, a fronte di un ribasso dell’indice Msci Ac World, calcolato in valuta locale, del 12,2%, nel medesimo periodo. Un ottimo risultato per l’industria europea degli Etf, che vanta anche un maggior numero di fondi quotati da inizio anno rispetto agli Stati Uniti: 56 a 11.
Il patrimonio degli Etf a stelle e strisce è circa 4 volte superiore a quello dei fondi-indice europei, rispettivamente pari a 534,5 miliardi di dollari e $145,2 mld, ma gli Etf in Europa stanno crescendo costantemente a ritmi più elevati, in termini di asset e per numero di prodotti. La situazione, però, potrebbero presto cambiare, poiché negli Stati Uniti sono oltre 400 gli Etf in attesa di quotazione, mentre in Europa sono meno di 60.
Un’altra indicazione molte interessante arriva dalla percentuale di posizioni short aperte sugli Etf dagli investitori Usa, operazione alla portata anche di molti investitori retail e che in Europa, purtroppo, è riservata (di fatto) a pochi operatori professionali, sia per i costi sia per le modalità d’esecuzione. Orbene, alla fine di marzo 2008, ammontava al 19,2% la percentuale di quote di Etf vendute al ribasso, in aumento del 16,1% rispetto a dicembre 2007. Una pratica incentivata anche dal tasso di remunerazione che un investitore può ricevere dalla controparte per il prestito titoli, che in taluni casi può ampiamente coprire i costi dello strumento.
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