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_Newsletter XIX, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 26 Maggio 2008
° ETF_Europa: quotato il primo ETF short sulle obbligazioni governative dell'Eurozona.
Deutsche Bank pare proprio aver intenzione di recuperare in fretta il ritardo dell’entrata in Europa con le piattaforme db x-trackers, spinta, probabilmente, anche dagli ottimi risultati conseguiti in 14 mesi di attività. E lo fa proseguendo nel segno dell’innovazione finanziaria, con il lancio, per prima al mondo, di un Etf inversamente correlato al mercato dei titoli di Stato dell’Eurozona, il db x-trackers II Short iBoxx € Sovereigns Eurozone Total Return Index Etf (Isin: Lu0321463258), e di un Etf indicizzato al mercato obbligazionario governativo emergente, coperto dal rischio di cambio, il db x-trackers II Emerging Markets Liquid Eurobond Index Etf (Isin: Lu0321462953).
Entrambi i fondi sono armonizzati Ucits III e trattati dal 14 maggio scorso sul segmento Xtf della Deutsche Boerse.
Il primo Etf ha un costo annuo di appena 15 punti base (0,15%) ed offre una remunerazione, su base annua, pari a due volte il tasso Eonia (European Overnight Index Average, attualmente attorno al 4%) meno lo 0,15%. Oltre la performance, ovviamente, derivante dalla posizione short (di vendita allo scoperto) su di un paniere di titoli di Stato dell’Eurozona, così come misurata dal benchmark: lo Short iBoxx € Sovereigns Eurozone Tr Index. Questo Etf ben si adatta alla copertura di posizioni sul mercato obbligazionario governativo con duration approssimativa di 6 anni, oppure all’impiego in strategie long-short, con scommesse sulla curva dei tassi a breve o lungo termine. Più semplicemente, un investitore potrebbe essere interessato all’acquisto di questo Etf durante le fasi di rialzo dei tassi d’interesse, in presenza di tensioni inflazionistiche e ripresa della crescita economica, perché beneficerebbe del calo dei prezzi dei bond, che si tramuterebbero per lui in rendimenti positivi, avendo assunto una posizione corta sugli stessi (quando i tassi aumentano, i prezzi delle obbligazioni scendono, e viceversa).
Il secondo Etf ha un costo annuo dello 0,55% e prevede il reinvestimento dei proventi. Mira a replicare l’andamento dell’indice Deutsche Bank Emerging Markets Liquid Eurobond Euro, un benchmark di tipo total return, coperto dal rischio di cambio, costituito da un paniere di 40 obbligazioni emesse da stati sovrani o dotati di sovranità speciale di mercati emergenti. Gli emittenti, provenienti dai paesi dell’America Latina, Asia, Europa dell’Est, Africa e Medio Oriente, non possono essere più di 15. I bond, non più di 10 per emittente, rigorosamente a tasso fisso e con montanti minimi del controvalore di 150 milioni di dollari, hanno una scadenza compresa tra i 5 ed i 30 anni (ma saranno preferiti quelli con scadenza attorno ai 9 anni), e possono essere denominati in 5 differenti valute: euro, sterline, dollari statunitensi, dollari canadesi e yen. Devono inoltre vantare un merito di credito uguale o superiore alla B-/B3 (S&P/Moody’s) ed un rating massimo di A-/A3. Nella ponderazione dei componenti dell’indice, rivisto una volta l’anno ma ribilanciato mensilmente, sono tenuti in considerazione sia l’ammontante complessivo in circolazione sia fattori di liquidità e di credito dell’organismo emittente.
Si segnala che in Europa c’è un solo altro Etf armonizzato indicizzato ai titoli di Stato dei paesi emergenti, non coperto però dal rischio di cambio: l’iShares JpMorgan $ Emerging Markets Bond (Isin: Ie00B2Npkv68), quotato in Usd e Gbp sulla Borsa di Londra. Ha un costo annuo dello 0,45% e distribuisce un dividendo mensilmente. Il benchmark di riferimento, il Jpmorgan Embi Global Core Index, una sorta di proxy del ben noto Embi+, è costituito da 35 obbligazioni a tasso fisso e variabile emesse da stati sovrani ed entità dotate di sovranità speciale (quasi-sovereign) per importi minimi complessivi di $1 mld. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
Comunicato del nostro Sponsor: LYXOR AM
Lyxor ETF Euro Cash
° ETF_Italia: in arrivo un nuovo emittente, con una piattaforma di 10 ETF e alcune interessanti novità.

Abn Amro Bank Nv è il prossimo Sponsor di Etf che quoterà, presumibilmente a breve, la propria famiglia di fondi-indice sul mercato Etfplus di Borsa Italiana. La notizia si è appresa dall’ultima newsletter del 19 maggio della Consob, che ha autorizzato in data 13 maggio 2008 la pubblicazione del documento di quotazione relativo a dieci nuovi Etf commercializzati in Italia, emessi dalla Market Access Sicav.
Questa Sicav è costituita da 16 comparti, ma solo 10 di questi sono stati già quotati sulle Borse di Francoforte, Vienna e Zurigo, gli stessi che è lecito pensare saranno avviati su Borsa Italiana, mentre sono 9 quelli attualmente scambiati sul listino di Amsterdam.
Di questi 10 Etf, 3 sono correlati ad indici di materie prime aggregate, il Market Access Jim Rogers International Commodity Index Fund (Isin: Lu0249326488), il Market Access Rici-Metals Index Fund (Isin: Lu0259320728), il Market Access Rici-Agriculture Index Fund (Isin: Lu0259321452).
Un Etf replica le performance di un paniere di azioni di società Usa che operano nell’industria mineraria dell’oro e che non attuano alcuna strategia di protezione dalle fluttuazioni dei prezzi della materia stessa, il Market Access Amex Gold Bugs Index Fund (Isin: Lu0259322260).
I rimanenti 6 Etf seguono l’andamento di paesi e regioni emergenti: il Market Access Dow Jones Turkey Titans 20 Index Fund (Isin: Lu0269999362), il Market Access Ftse/Jse Africa Top 40 Index Fund (ISIN: Lu0270000028), il Market Access South-East Europe Traded Index Fund (Isin: Lu0259329869), il Market Access DaxGlobal Asia Index Fund (Isin: Lu0259323235), il Market Access DaxGlobal Bric Index Fund (Isin: Lu0269999792), il Market Access DaxGlobal Russia Index Fund (Isin: Lu0269999958).

° ETF_USA: ecco i primi "ETF di ETF" al mondo.
Investire in un paniere di ETF in modo da creare delle asset allocation efficienti, secondo diversi profili di rischi dell'investitore finale, e costruirci sopra un indice da utilizzare quale benchmark per il lancio di nuovi ETF. E' quanto ha realizzato Invesco PowerShares per il mercato degli Stati Uniti, lanciando i primi tre ETF di ETF, il 20 maggio scorso, sull’American Stock Exchange: il PowerShares Autonomic Balanced NFA Global Asset Portfolio (ticker: PCA), il PowerShares Autonomic Balanced Growth NFA Global Asset Portfolio (ticker: PAO), il PowerShares Autonomic Growth NFA Global Asset Portfolio (ticker: PTO).
Si tratta di tre ETF bilanciati (equity-bond), non armonizzati (come tutti quelli quotati in USA), che replicano indici-portafoglio costruiti da New Frontier Advisors secondo una metodologia proprietaria denominata “Resampled Efficiency”. Si distinguono l’un l’altro per la diversa ponderazione delle componenti azionarie (rispettivamente al 60%, 75% e 90%) ed obbligazionarie (rispettivamente al 40%, 25% e 10%), tutte costituite da ETF per lo più della stessa casa (ma non solo).
I costi totali annui degli ETF ammontano rispettivamente allo 0,75%, 0,82% e 0,86%; i dividendi sono distribuiti con cadenza trimestrale.
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