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SGAM ETF
_Newsletter XX, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 3 Giugno 2008
° ETF_Europa: investire nelle infrastrutture, semplice come acquistare un ETF.

Il settore delle infrastrutture è stato uno dei temi in cui iShares ha per prima creduto, e che ha reso facilmente a portata di mano degli investitori, nel novembre 2006, con il lancio di un Etf sulla Borsa di Londra: l’iShares Ftse/Macquaire Global Infrastructure 100 (Isin: Ie00B1Fzs467).
Questo Etf, dal marzo 2007 quotato anche sul mercato domestico Etfplus, ha un costo annuo dello 0,65% e distribuisce un dividendo ogni tre mesi. L’indice di riferimento è costituito da 100 titoli di aziende quotate quasi esclusivamente sulle Borse di mercati sviluppati internazionali, che operano in infrastrutture destinate ai vari sub-settori industriali: elettricità (54,2%), multi-utilities (25,9%), distribuzione di gas (9,7%), servizi di trasporto (3,6%), acqua (3%), condutture (2,2%) e apparecchiature di telecomunicazioni (1,6%). Europa e Stati Uniti, rispettivamente con il 47,3% ed il 35,7%, sono le due maggiori aree d’esposizione, seguite dal Giappone (8%), Canada (3,2%) e Hong Kong (3%).
La stessa iShares, nel febbraio di quest’anno, ha proposto un nuovo Etf sempre legato all’industria delle infrastrutture, ma focalizzato sull’area dei mercati emergenti: l’iShares S&P Emerging Markets Infrastructure (Isin: Ie00B2Npl135). L’Etf, che ha un costo dello 0,74% annuo ed un dividendo distribuito semestralmente, è quotato per il momento solo sul listino londinese, e replica un indice composto di soli 30 titoli, quelli più liquidi e rappresentativi di quest’asset class. I tre macro settori sono: utilities (43,5%), industriali (36,8%) ed energia (19,8%). I paesi con la maggiore ponderazione del benchmark sono: Hong Kong (35%), Russia (12,1%), Lussemburgo (11,6%), Repubblica Ceca (10,4%), Brasile (10%) e Corea del sud (5,9%).
Sempre a febbraio di quest’anno, l’offerta sulle infrastrutture globali è arrivata da Deutsche Bank, con il lancio del db-x trackers S&P Global Infrastructure Etf (Isin: Lu0322253229), che da marzo è quotato anche su Borsa Italiana. I costi sono contenuti allo 0,60% annuo ed i dividendi sono reinvestiti nel fondo al momento del loro stacco. Il benchmark, di tipo total return, è composto di 75 titoli, ognuno dei quali non può avere un peso superiore al 5%. Rispetto all’indice Ftse/Macquaire utilizzato da iShares, si rileva nell’indice fornito da S&P una sottoesposizione agli Usa di circa il 12% ed un’esposizione all’Australia e alla Cina in misura, rispettivamente, del 9% e 2%. In termini settoriali, la ponderazione è così ripartita: 41% utilities, 39% industriali, 20% energia.
L’unica offerta, ad oggi, specializzata sul settore delle infrastrutture in Europa è appannaggio di Axa Im e Bnp Paribas Am, che in marzo hanno lanciato sulla Borsa di Francoforte l’EasyEtf Nmx Infrastructure Europe (Isin: Lu0315455286), unitamente alla versione estesa (quella globale): l’EasyEtf Nmx30 Infrastructure Global (Isin: Lu0315440411).
I due Etf, da pochi giorni quotati anche sul circuito Euronext di Parigi, hanno un costo annuo dello 0,55% e prevedono il reinvestimento dei dividendi. L’indice Nmx Infrastructure Europe è costituito da soli 16 titoli, per 1/3 rappresentativi del mercato del Regno Unito e per 2/3 di quello dell’Eurozona (Italia 28%, Spagna 17%, Francia 11%, Portogallo 6%, Olanda 4%). I settori più rappresentativi sono quelli delle autostrade (37%), delle reti energetiche (20%) e dell’acqua (17%), degli aeroporti (12%), del gas e petrolio (9%). L’indice Nmx30 Infrastructure Global, oltre ai 16 titoli sopra citati ne incorpora altri 14, ripartiti tra America del nord (25%) e del sud (5%) ed Asia/Pacifico (16%). La suddivisione settoriale vede così cambiare la propria ponderazione: 28% autostrade, 27% gas e petrolio, 13,5% telecomunicazioni, 11,6% reti energetiche, 11,3% acqua e 8,3% aeroporti.
Tutti gli Etf citati sono armonizzati secondo le più recenti Direttive Ucits III. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: SGAM ETF
SGAM ETF
° ETF_Italia: intervista ad Alberto Massa (SGAM AI) sugli short ETF quotati su ETFplus.
SGAM AI è approdata a Borsa Italiana nel febbraio di quest'anno con tre ETF, due dei quali consentono di puntare sul ribasso del mercato domestico con una leva massima del 100% e del 200%, rispettivamente, lo SGAM ETF Bear S&P/MIB (ISIN: FR0010446146) e lo SGAM ETF XBear S&P/MIB (ISIN: FR0010446666).
Quanto ampia possa essere la leva utilizzata dai due ETF è decisione di un comitato di gestione di SGAM AI, che si riunisce ogni trimestre per valutare il mercato sotto un profilo qualitativo e quantitativo, cercando di anticiparne la tendenza e la volatilità. ETFplus.it ha incontrato Alberto Massa, responsabile della distribuzione degli ETF di SGAM Alternative Investment in Italia, all'ITForum '08 di Rimini; ecco cosa ci ha raccontato.

ETFplus.it: Com'è nata l'idea degli short ETF? Come risposta alle esigenze degli investitori retail, che hanno molte difficoltà ad assumere posizioni corte su un indice, oppure avete tenuto conto anche delle esigenze degli operatori professionali?
Alberto Massa: Il nostro obiettivo è quello di rendere accessibili strategie complesse, come ad esempio quella ribassista o di copertura, a tutte le tipologie di investitori, considerando che la maggior parte di loro non può usare strumenti derivati (ad esempio i future) per costruire autonomamente tali strategie. Penso ai privati, ma anche a Private Banker, Fondazioni Bancarie e GPF. Fino ad ora, un cliente privato italiano che aveva una visione negativa, per esempio, sull'indice S&P/MIB, non poteva far altro che vendere le azioni di quell'indice, se ne era in possesso, ma non poteva investire sul ribasso di quel mercato. I nostri ETF, lo SGAM ETF Bear S&P/MIB e lo SGAM ETF XBear S&P/Mib, sono i primi che consentono a tutti gli investitori di guadagnare dall'andamento negativo del mercato azionario italiano, attraverso uno strumento semplice, trasparente e poco costoso come l'ETF. E' bene comunque sottolineare che questi strumenti strutturati sono pensati prima di tutto per investitori istituzionali o per investitori privati dotati di solida esperienza.
ETFplus.it: Troviamo brillante l'idea di uno short ETF a leva 2; perché avete deciso di lanciare anche uno short ETF sul medesimo indice (S&P/MIB) a leva 1?
Alberto Massa: Abbiamo iniziato anche noi con uno short ETF a semplice leva 1 (SGAM ETF Bear), ma ci siamo presto accorti che la maggior parte degli operatori, pur avendo necessità di copertura, si trova costantemente in una situazione in cui il cash disponibile è sempre una risorsa scarsa. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di lanciare il primo, e fino ad ora unico, short ETF a leva 2, che permette di implementare le stesse strategie dello short ETF (a leva 1, ndr.), ma con un sostanziale risparmio, fino al 50% di cash impiegato.
ETFplus.it: Dopo i primi short ETF, a leva 1 e 2, sul benchmark domestico, l'S&P/MIB, ed i buoni risultati sin qui ottenuti, pensate di lanciare a breve altri ETF su Borsa Italiana? Possiamo attenderci il cross-listing degli short e leveraged ETF quotati a Parigi?
Alberto Massa: Entro la fine del primo semestre vogliamo lanciare altri ETF per raggiungere i 7-8 prodotti quotati su Borsa Italiana. Da un lato proseguiremo sulla strada tracciata con i tre ETF legati all'indice S&P/Mib con il lancio di tre trackers (ETF, ndr.), due short ed uno a leva, legati all'andamento del DJ Euro STOXX 50. Dall'altro è in programma il lancio di due ETF a capitale protetto che permettono all'investitore italiano una migliore gestione del rischio, con un'esposizione verso l'indice variabile, con in linea di principio una minore indicizzazione in presenza di mercati "Orso" e una più marcata con mercati "Toro". Il nostro obiettivo in Europa è quello di raggiungere entro fine anno il raddoppio delle masse gestite, andando oltre quota 1 miliardo di euro.
° ETF_Italia-Europa: l'indice MarketGrader 40 supera brillantemente il primo esame.
La revisione del febbraio scorso che ha interessato l’indice MarketGrader 40, uno dei benchmark utilizzati da Spa Etf Europe per i suoi fondi indicizzati quotati su Borsa Italiana, si è rivelata nettamente vincente sul S&P 500, alla fine del suo primo trimestre 2008 (che va dal 19 febbraio al 20 maggio*). La crescita delle 40 azioni statunitensi selezionate da MarketGrader, infatti, è stata di ben l’8,36% in questi tre mesi, quasi 4 volte superiore al rialzo fatto segnare dalle 500 blue chip di S&P’s, ferme ad un +2,21%. La notevole sovraperformance dell’indice MarketGrader 40 sul S&P 500 è da ricondursi all’esclusiva metodologia di selezione dei titoli sottostanti, basata su 24 indicatori societari (di crescita, valore, utili e flussi di cassa), che ha portato ad un sovrappeso dei comparti energetico, tecnologico, dei materiali di base e degli industriali (rispetto al S&P 500) – tutti settori che hanno ottenuto le migliori performance nel periodo preso in considerazione - e ad un sottopeso dei titoli finanziari, rivelatisi invece quelli che più hanno sofferto in questo trimestre. Con la nuova revisione del 20 maggio scorso (tra parentesi i dati attuali relativi all’S&P 500), il settore dell’energia è passato da un peso del 30% al 25% (15%), il tecnologico dal 25% al 30% (16%), gli industriali dal 10% al 20% (12%) ed i materiali sono rimasti invariati al 7,5% (4%), mentre i finanziari sono scesi al 2,5% (16%) dal 12,5% precedente. Il modello di MarketGrader, dunque, “scommette” ancora sulla crisi dei bancari e sui consumi che sembrano poter sostenere le industrie e la tecnologia; al 19 di agosto, si potrà vedere se saranno state rispettate queste previsioni.
Si ricorda agli investitori, che questa tipologia d’investimento è da valutarsi, ad ogni modo, in un arco temporale di almeno 3-5 anni, e si rammenta che di solito a fronte di una maggiore performance si rileva spesso una maggiore volatilità, come nel caso dei due indici qui presi a confronto. La deviazione standard annua, su base giornaliera*, del MarketGrader 40 Index è infatti del 27,9%, quella del S&P 500 del 21,8%.
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