A partire da stamani, martedì 27 luglio, sarà possibile negoziare i seguenti cinque Etf promossi da Deutsche Bank nel segmento Oicr indicizzati - classe 2 del mercato Etfplus di Borsa Italiana. Assieme ai codici di negoziazione, in tabella sono riportati i costi totali annui (Ter) dei fondi e gli obblighi dell'operatore specialista Deutsche Bank Ag London Branch, in termini di quote minime esposte (Ems) in denaro e lettera e di differenziali massimi (Spread) delle proposte di prezzo bid/ask.
| ISIN |
ETF |
TIDM |
Ter |
EMS |
Spread |
| LU0476289466 | db x-trackers MSCI Mexico TRN Index ETF | XMEX | 0.65% | 38,000 | 2.50% |
| LU0476289540 |
db x-trackers MSCI Canada TRN Index ETF |
XCAN |
0.35% |
4,600 |
1.50% |
| LU0489336965 | db x-trackers FTSE EPRA/NAREIT Eurozone Real Estate ETF | XREU | 0.35% | 10,900 | 1.50% |
| LU0489337690 |
db x-trackers FTSE EPRA/NAREIT Developed Europe Real Estate ETF |
XDER |
0.40% |
13,650 |
1.70% |
| LU0490618542 | db x-trackers S&P 500 ETF | XSPX | 0.20% | 11,250 | 1.00% |
Con questo nuovo lancio, Deutsche Bank introduce nel mercato italiano i suoi due Etf immobiliari che offrono un'esposizione ai principali Reit (Real Estate Investment Trust) e società immobiliari di Europa e dell'Eurozona, tramite i benchmark sviluppati congiuntamente da Ftse Group e Nareit. In termini geografici, la maggiore concentrazione di titoli, in termini di capitalizzazione, è su Regno Unito (34,5%), Francia (29,6%) e Paesi Bassi (9,9%) per ciò che concerne l'indice sviluppato europeo, e Francia (56,6), Paesi Bassi (18,8%) e Germania (6,9%) nel caso dell'indice ristretto ai paesi dell'area Euro.
I due Etf correlati alle più rappresentative azioni del mercato del Canada e degli Stati Uniti impiegano gli autorevoli benchmark di Msci e Standard and Poor's, capaci di catturare le performance, rispettivamente, di circa l'85% e il 75% della capitalizzazione di mercato complessiva di questi paesi. In termini settoriali, sono i finanziari (33,6%), gli energetici (26,4%) e le materie di base (20,2%) le industrie nettamente più rappresentative del mercato canadese, mentre l'indice S&P 500 appare molto più diversificato, con ben sette dei 10 settori economici sopra la ponderazione del 10%, in ordine decrescente: informatica, finanza, salute, beni di prima necessità, energia, industria e beni voluttuari.
Il db x-trackers Msci Mexico Trn Index Etf, infine, è una novità assoluta nell'Etfplus, perché nessun altro fondo sino a oggi offriva l'esposizione al mercato azionario messicano, nello specifico al segmento delle large e mid cap, composto da appena 21 titoli, quelli maggiormente liquidi. La distribuzione settoriale è concentrata su sei sole industrie economiche: telecomunicazioni (37,5%), beni di consumo primari (25,3%), materiali (15,2%), beni discrezionali (9,9%), finanza (6,3%) e industria (5,8%).
Il numero di Etf quotati in Borsa Italiana ha raggiunto così quota 447.
|
Etflab Investment GmbH ha lanciato, martedì 20 luglio, nello Xetra (Deutsche Boerse) e nella Borsa di Stoccarda due nuovi Etf armonizzati Ucits III, ampliando così a quota 35 l’offerta di fondi indicizzati nel mercato tedesco.
L’Etflab Msci Emerging Markets è denominato in euro, ha un costo totale (Ter) annuo dello 0,65% e prevede il reinvestimento dei dividendi. La tipologia di replica è quella sintetica, perfezionata, dunque, tramite contratti swap stipulati con la controparte DekaBank Deutsche Girozentrale, la controllante di Etflab e market maker designato a garanzia della liquidità di entrambi gli strumenti. Mira a replicare le performance dell’indice Msci Emerging Markets Total Return in dollari, che a fine giugno 2010 era composto da oltre 750 titoli di 21 diversi paesi emergenti, di cui i principali sono: Hong Kong (19%), Brasile (15,5%), Corea del sud (13,6%), Taiwan (10,9%), India (8,2%), Sudafrica (7,3%), Federazione Russa (6,4%), Messico (4,4%) e Malesia (3%). Tra i maggiori settori economici, vi sono la finanza (23,4%), l’energia (14,1%), i materiali di base (14%) e l’informatica (12,7%), seguiti dalle telecomunicazioni (8,4%), l’industria (7,7%), i beni di prima necessità (6,6%) e i beni voluttuari (6,6%).
L’Etflab Msci China è, invece, un fondo a replica fisica completa, acquista, cioè, tutti i medesimi componenti del benchmark, e nelle stesse proporzioni, per seguirne il più fedelmente possibile l’andamento. È negoziato in euro, ha un Ter annuo dello 0,65% e può distribuire un dividendo sino a quattro volte l’anno (ma l’unico termine fissato è quello del mese di marzo).
L’indice di riferimento è l’Msci China (Price) Index in dollari di Hong Kong, capace di coprire con i suoi 123 componenti l’85% circa dell’intera capitalizzazione del mercato cinese, inteso come società quotate nella Borsa di Hong Kong di classe H, B, Red Chip e P Chip. Si tratta del benchmark più rappresentativo ed esteso, tra tutti quelli impiegati sino a oggi dagli Etf europei, del mercato azionario cinese libero da vincoli per gli investitori stranieri, e il fondo di Etflab è il primo a utilizzarlo.
A fine giugno 2010, le principali industrie dell’indice erano le banche (22,7%), l’energia (16,8%), i servizi di telecomunicazione (13,3%), le assicurazioni (9,7%), l’immobiliare (5,5%), i materiali (5%) e i beni strumentali (4,5%). [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza] |
Lunedì 19 luglio, Ubs Global Asset Management ha lanciato nella Borsa svizzera il primo di una nuova famiglia di Etf di diritto irlandese a replica sintetica, armonizzato Ucits III, che grazie all’utilizzo di contratti swap assicura un tracking error vicino a zero e commissioni molto competitive: l’Ubs Etf plc - Ftse 100 Sf A (Isin: IE00B3X0KQ36). A copertura dello swap, Ubs - che sino a oggi aveva lanciato in Europa solo Etf a replica fisica - mantiene un collaterale, costituito da titoli Ucits compliant, del controvalore pari ad almeno il 105% del Nav dell’Etf.
Il fondo è negoziato in sterline inglesi, ha un costo totale annuo dello 0,30% e capitalizza i dividendi. Mira a replicare l’andamento del Ftse 100 Total Return Index, il più noto benchmark del mercato azionario del Regno Unito, rappresentato dalle 100 maggiori e più liquide blue chip quotate nel London Stock Exchange.
I titoli finanziari (21,5%), del petrolio e gas (17,4%), dei beni per il consumatore (12,9%) e dei materiali (12,7%) sono i principali settori economici dell’indice; seguono quelli della sanità (9,4%), dei servizi per il consumatore (8,9%), delle telecomunicazioni (7%), degli industriali (4,7%), delle utility (4,2%) e della tecnologia (1%).
|