Ci sono alcuni Etf che, più di altri in Europa, hanno raccolto
nuovi asset da inizio anno, nonostante il ribasso generalizzato dei
mercati e l’aumentata volatilità delle Borse: sono gli
Etf monetari, o di liquidità. Sono ben 5 quelli già disponibili
sul mercato Etfplus di Borsa Italiana, 3 dei quali indicizzati all’Eonia
(European Overnight Index Average): il db x-trackers II Eonia Tri Etf
Classe 1C (Isin: LU0290358497), a capitalizzazione dei dividendi, ed il db x-trackers
II Eonia Tri Etf Classe 1D (Isin: LU0335044896), a distribuzione annuale dei proventi,
promossi da Deutsche Bank, ed il Lyxor Etf Euro Cash (Isin: FR0010510800),
sponsorizzato da Lyxor International Am, che prevede il reinvestimento
degli utili. L’Eonia è un tasso rappresentativo della media
ponderata per montanti dei tassi effettivamente trattati sul mercato
monetario interbancario dell’Eurozona durante la giornata per
depositi fino al giorno di apertura seguente (overnight). E’ calcolato
dalla Banca Centrale Europea sulle operazioni concluse da un panel di
57 grandi banche, e diffuso dalla Federazione Bancaria Europea. Da inizio
anno, il tasso medio dell’Eonia è risultato del 4,03%,
ed è sulla base di questo valore percentuale che gli Etf sopra
citati si sono rivalutati giorno dopo giorno, al lordo dello 0,15% (sempre
su base annua) delle commissioni totali di gestione e di uno spread
massimo dello 0,01%, rispettivamente in acquisto e in vendita. Lo spread,
ovvero il differenziale denaro-lettera pagato dall’investitore
al market maker al momento della contrattazione, è stato recentemente
oggetto di un’accurata ed approfondita analisi mensile da parte
di Borsa Italiana, che ne ha rivelato esattamente i valori per ogni
categoria di Etf attualmente disponibile e per 4 differenti importi
di controvalore. L’ultima voce costi che deve essere tenuta in
considerazione è quella relativa alla negoziazione, che varia
però sensibilmente da un intermediario all’altro, soprattutto
se si opera on-line, e se si hanno delle commissioni massime fisse.
Chiaramente, in questo caso, maggiore sarà l’investimento,
minore sarà l’onere a carico dell’investitore. Considerati,
dunque, tutti i costi enunciati sopra, e la tassazione del 12,5% sulle
plusvalenze, l’interesse netto pagato da un Etf indicizzato all’Eonia
risulta circa del 3,3%. Appare, quindi, chiaro il motivo del successo
di questi fondi, cui sono confluiti oltre 3,6 miliardi di euro in questi
primi 8 mesi di quotazione, e che da inizio anno sono nelle classifiche
dei primi 10 Etf più trattati di Borsa Italiana. La sovraperformance
su base annua rispetto alla media dei fondi comuni d’investimento,
così come misurata dall’indice Fideuram dei Fondi di “Liquidità
Area Euro” è esattamente di un punto percentuale, da inizio
anno. Eppure, nei primi 4 mesi del 2008, Assogestioni ha registrato
una raccolta netta in questa categoria di fondi, che vanta asset per
oltre 91 miliardi di euro, di €523 milioni, ma nel solo mese di
aprile ha contato deflussi per ben 1,48 miliardi di euro; che sia il
segnale di un’inversione di tendenza? Potrebbe essere, dati la
maggior flessibilità e rendimento degli Etf, ma sicuramente si
tratta di un lungo cammino e che richiede ancora tanta formazione (ed
informazione) ed una maggiore indipendenza dell’investitore dalle
reti e dalle banche. L’industria degli Etf e del risparmio gestito,
però, se la dovranno vedere con le ultime aggressive proposte
d’alcune banche a caccia di liquidità e nuovi clienti.
Ma attenzione, perché i tassi sui conti correnti che pubblicizzano
sono al lordo della tassazione del 27%, che nel caso di depositi vincolati
per 3, 6, 12 mesi può, in taluni casi (solo se investiti in pronti
contro termine), scendere al 12,5%, come per gli Etf. [di Marco Ciatto,
da e per Borsa & Finanza]
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| ° ETC_Europa:
l'alta volatilità del greggio spinge gli scambi
delle short ETC. |
ETF Securities,
pioniere e leader mondiale nello sviluppo delle Exchange
Traded Commodities (ETC), ha registrato nelle ultime sedute
forti investimenti nell'ETFS Short Crude Oil (ISIN: JE00B24DK975),
si legge in una nota diffusa oggi. Questa esclusiva ETC,
quotata sul London Stock Exchange, che rappresenta una
delle poche alternative d’investimento per puntare
sul ribasso dei prezzi del petrolio, ha riscosso notevole
successo tra gli investitori, raccogliendo 130 milioni
di dollari di attivo gestito (AUM).
Dalla sua quotazione nel 22 febbraio 2008, l'ETFS Short
Crude Oil ha visto crescere settimanalmente i volumi scambiati.
In particolare, in quattro giorni dell’ultima settimana,
gli scambi di questa ETC hanno raggiunto quasi i 100 milioni
di dollari, con un picco di 50 milioni in un solo giorno,
nel quale questa è stata inoltre l’ETC più
trattata in Europa.
Il considerevole aumento d’interesse per l’ETFS
Short Crude Oil, prosegue la nota, indica che un maggior
numero di investitori sta usando le ETC short come hedging
sul rischio dei prezzi delle materie prime nei portafogli
azionari. Il successo delle short ETC, inoltre, è
spiegabile analizzando il mandato di molti investitori
istituzionali ad essere “Long only” nei loro
fondi d’investimento. Le short ETC, infatti, essendo
acquistate (e non vendute alla scoperto) dagli investitori
con questo tipo di mandato rientrano tra gli asset detenibili.
“Il notevole interesse per ETFS Short Crude Oil
è sintomo di un’importante domanda di prodotti
short da parte degli investitori”, afferma Nik Bienkowski,
Chief Operating Officer di ETF Securities. "Gli ETC Short
permettono l’accesso diretto a strategie d’investimento
che precedentemente erano praticabili solo dagli investitori
esperti. Adesso ogni investitore può beneficiare
dell’apprezzamento o del deprezzamento delle commodity
attraverso gli ETC.”
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