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 Newsletter XXI, anno V, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 21 Settembre 2009
° ETF_Europa: 4 nuovi short ETF quotati nelle Borse di Londra e Francoforte.

Deutsche Bank ha completato (per il momento, almeno) la gamma di Etf settoriali Short legati alle principali azioni europee, con il lancio di quattro nuovi fondi armonizzati nelle Borse di Londra (Lse) e Francoforte (Xetra), avviati alle quotazioni, rispettivamente, venerdì 11 e martedì 15 settembre: il db x-trackers Dj Stoxx 600 Basic Resources Short Daily Etf (Isin: Lu0412624354), il db x-trackers Dj Stoxx 600 Industrial Goods Short Daily Etf (Isin: Lu0412624511), il db x-trackers Dj Stoxx 600 Insurance Short Daily Etf (Isin: Lu0412624602) e il db x-trackers Dj Stoxx 600 Utilities Short Daily Etf (Isin: Lu0412624867). I fondi sono negoziati in sterline nella Borsa Inglese e in euro in quella tedesca, e a breve saranno ammessi anche nel mercato Etfplus di Borsa Italiana, segmento Etf Strutturati, dove già sono quotati cinque Etf Short settoriali sulle azioni europee dei comparti: bancario, sanitario, tecnologico, delle telecomunicazioni e del petrolio e gas. I nuovi fondi, che mirano a replicare su base giornaliera la performance inversa delle principali azioni dei sottoindici europei delle risorse di base, dei beni industriali, delle assicurazioni e delle utilities, hanno un costo totale annuo dello 0,50% e capitalizzano i proventi. L’investitore rinuncia in questo caso ai dividendi, perché assume con questi Etf una posizione corta, di vendita allo scoperto delle azioni sottostanti (i benchmark infatti sono Total Return), ma in compenso beneficia di un interesse sul capitale investito pari a due volte l’Eonia, meno un tasso variabile dovuto al prestito titoli. L’Eonia è calcolato come media ponderata dei tassi overnight applicati a tutte le operazioni di finanziamento non garantite concluse nel mercato interbancario dalle principali banche europee, e attualmente è attorno allo 0,35%.
Questi Etf sono particolarmente interessanti perché consentono a un investitore di mantenere comunque un’esposizione al mercato azionario europeo, tramite un fondo indicizzato al Dj Stoxx 600, al Msci Europe o allo S&P 350 Europe, per esempio, sottopesando o escludendo anche totalmente quei settori industriali che presentano le minori prospettive di crescita, oppure che hanno già fatto registrare sostanziosi rialzi. È il caso, quest’ultimo, del comparto dei bancari, che dai minimi dello scorso marzo è balzato di ben il 120%, a fronte di un incremento prossimo al 50% dell’indice esteso Stoxx 600, e che non a caso molti gestori hanno iniziato ad alleggerire nei loro portafogli. Come dimostra l’ultima ricerca settimanale di Barclays Global Investors sugli Etf correlati ai 18 subsettori azionari europei, che evidenzia come nella sola ultima settimana di settembre, complessivamente, i fondi indicizzati al Dj Stoxx 600 Banks abbiano registrato deflussi per 53,8 milioni di dollari, che salgono a $84,5 mln da inizio mese. La ricerca evidenzia al contempo come gli investitori si stiano spostando verso settori più difensivi, sanità, telecomunicazioni e assicurativi in primis, che hanno riportati flussi netti positivi per $53,8 mln, $63,3 mln e $34,3 mln, da inizio settembre. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

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° ETF_Italia: corporate bond ETF per una cedola più sostanziosa.

Nelle ultime settimane si è assistito all’annuncio e alla collocazione di diverse nuove emissioni obbligazionarie di tipo corporate (societarie), che hanno riscosso un grande successo tra gli investitori. Il perché è presto detto: con i tassi d’interesse attuali ai minimi storici (al 1% quelli della Bce), i titoli di Stato rendono ben poco, e con le Borse che salgono pressoché senza sosta da sei mesi ormai, il livello di rischio degli investitori si mantiene basso. I differenziali dei corporate bond con rating minimo pari all’investment grade (Bbb-/Baa per S&P/Moody’s) sulle obbligazioni governative di pari durata si sono molto ristretti dai picchi del marzo scorso, ma il premio è ancora allettante rispetto al rischio di default delle società emittenti.
Alcune di queste emissioni, però, possono essere riservate ai soli operatori professionali ed altre risultare di difficile e oneroso accesso agli investitori retail o vendute per importi minimi di molte migliaia di euro. Un’alternativa semplice, economica e ben diversificata per accedere a questi strumenti è data da due Etf quotati in Borsa Italiana: l’iShares € Corporate Bond (Isin: Ie0032523478) e il Lyxor Etf Euro Corporate Bond (Isin: Fr0010737544).
Hanno entrambi un costo totale annuo dello 0,20%, mentre i dividendi sono distribuiti con cadenza trimestrale nel primo fondo e capitalizzati nel secondo; in ogni caso a esclusivo beneficio dell’investitore.
Replicano il medesimo benchmark, il Markit iBoxx Eur Liquid Corporates Index, che è costituito da 40 obbligazioni a cedola fissa, emesse per importi minimi di 750 milioni di euro da un pari numero di società con sedi in diversi paesi del mondo e appartenenti a differenti settori industriali.
I titoli, tutti di rating minimo pari alla tripla B, per poter entrare a far parte dell’indice devono avere una scadenza minima di 18 mesi e non devono essere trascorsi più di 3 anni dalla loro emissione.
La revisione e ponderazione dei componenti è trimestrale e basata sulle caratteristiche di qualità, grandezza (dell’emissione) e liquidità.
Al momento, sono solo due i bond di società italiane inclusi nel benchmark, con pesi attorno al 2%-2,5%: Atlantia 5,625% 06/05/2016 (Isin: Xs0427290357) e UniCredit 4,875% 12/02/2013 (Isin: Xs0345983638).

° ETC_Italia: nuovi record di scambi su ETFplus, sul rialzo di oro e gas naturale.

La recente impennata dei prezzi dell'oro, che la scorsa settimana puntava a raggiungere i massimi storici del marzo 2008 (oltre 1.030 dollari l'oncia), e del gas naturale, che al contrario stava indirizzandosi verso i minimi storici di fine 2001-inizi 2002, ha prodotto un grande fermento tra molti trader di materie prime che si sono rivolti alle ETC quotate in Borsa Italiana per prendere posizione su queste due materie prime. E non sono mancati, come sempre, gli scambi sulle ETC correlate al petrolio, principalmente Crude Oil e Brent.
Sono stati così registrati nel segmento ETC di ETFplus, nel giro di 5 sedute, ben 3 nuovi record storici di contratti conclusi in una sola giornata di Borsa. Il primo venerdì 11 settembre con 3.110 contratti, il secondo lunedì 14 con 3.543 contratti e il terzo mercoledì 17 con 3.744 contratti.

Nella settimana del 14-18 settembre, le 67 ETC quotate su ETFplus hanno generato scambi per complessivi 172,6 milioni di euro e un totale di 15.516 contratti. Ben il 55% dei volumi sono stati registrati da due ETC sul Natural Gas, tradizionale long e a leva long. Ecco le prime 5 ETC per controvalore dei volumi (tra parentesi le percentuali di contratti):

  • ETFS NATURAL GAS, 57,2 mln euro (32,4%),
  • ETFS LEVERAGED NATURAL GAS, 32,8 mln euro (22,4%),
  • ETFS CRUDE OIL, 13,8 mln euro (6,9%),
  • ETFS GOLD BULLION SECURITIES, 12 mln euro (3,2%),
  • ETFS GOLD BULLION SECURITIES, 8,1 mln euro (5,7%).
   


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