| Deutsche Bank ha completato (per il momento, almeno)
la gamma di Etf settoriali Short legati alle principali azioni europee,
con il lancio di quattro nuovi fondi armonizzati nelle Borse di Londra
(Lse) e Francoforte (Xetra), avviati alle quotazioni, rispettivamente,
venerdì 11 e martedì 15 settembre: il db x-trackers Dj
Stoxx 600 Basic Resources Short Daily Etf (Isin: Lu0412624354), il db
x-trackers Dj Stoxx 600 Industrial Goods Short Daily Etf (Isin: Lu0412624511),
il db x-trackers Dj Stoxx 600 Insurance Short Daily Etf (Isin: Lu0412624602)
e il db x-trackers Dj Stoxx 600 Utilities Short Daily Etf (Isin: Lu0412624867).
I fondi sono negoziati in sterline nella Borsa Inglese e in euro in
quella tedesca, e a breve saranno ammessi anche nel mercato Etfplus
di Borsa Italiana, segmento Etf Strutturati, dove già sono quotati
cinque Etf Short settoriali sulle azioni europee dei comparti: bancario,
sanitario, tecnologico, delle telecomunicazioni e del petrolio e gas.
I nuovi fondi, che mirano a replicare su base giornaliera la performance
inversa delle principali azioni dei sottoindici europei delle risorse
di base, dei beni industriali, delle assicurazioni e delle utilities,
hanno un costo totale annuo dello 0,50% e capitalizzano i proventi.
L’investitore rinuncia in questo caso ai dividendi, perché
assume con questi Etf una posizione corta, di vendita allo scoperto
delle azioni sottostanti (i benchmark infatti sono Total Return), ma
in compenso beneficia di un interesse sul capitale investito pari a
due volte l’Eonia, meno un tasso variabile dovuto al prestito
titoli. L’Eonia è calcolato come media ponderata dei tassi
overnight applicati a tutte le operazioni di finanziamento non garantite
concluse nel mercato interbancario dalle principali banche europee,
e attualmente è attorno allo 0,35%.
Questi Etf sono particolarmente interessanti perché consentono
a un investitore di mantenere comunque un’esposizione al mercato
azionario europeo, tramite un fondo indicizzato al Dj Stoxx 600, al
Msci Europe o allo S&P 350 Europe, per esempio, sottopesando o escludendo
anche totalmente quei settori industriali che presentano le minori prospettive
di crescita, oppure che hanno già fatto registrare sostanziosi
rialzi. È il caso, quest’ultimo, del comparto dei bancari,
che dai minimi dello scorso marzo è balzato di ben il 120%, a
fronte di un incremento prossimo al 50% dell’indice esteso Stoxx
600, e che non a caso molti gestori hanno iniziato ad alleggerire nei
loro portafogli. Come dimostra l’ultima ricerca settimanale di
Barclays Global Investors sugli Etf correlati ai 18 subsettori azionari
europei, che evidenzia come nella sola ultima settimana di settembre,
complessivamente, i fondi indicizzati al Dj Stoxx 600 Banks abbiano
registrato deflussi per 53,8 milioni di dollari, che salgono a $84,5
mln da inizio mese. La ricerca evidenzia al contempo come gli investitori
si stiano spostando verso settori più difensivi, sanità,
telecomunicazioni e assicurativi in primis, che hanno riportati flussi
netti positivi per $53,8 mln, $63,3 mln e $34,3 mln, da inizio settembre.
[di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
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Nelle ultime settimane si è assistito all’annuncio
e alla collocazione di diverse nuove emissioni obbligazionarie di tipo
corporate (societarie), che hanno riscosso un grande successo tra gli
investitori. Il perché è presto detto: con i tassi d’interesse
attuali ai minimi storici (al 1% quelli della Bce), i titoli di Stato
rendono ben poco, e con le Borse che salgono pressoché senza
sosta da sei mesi ormai, il livello di rischio degli investitori si
mantiene basso. I differenziali dei corporate bond con rating minimo
pari all’investment grade (Bbb-/Baa per S&P/Moody’s)
sulle obbligazioni governative di pari durata si sono molto ristretti
dai picchi del marzo scorso, ma il premio è ancora allettante
rispetto al rischio di default delle società emittenti.
Alcune di queste emissioni, però, possono essere riservate ai
soli operatori professionali ed altre risultare di difficile e oneroso
accesso agli investitori retail o vendute per importi minimi di molte
migliaia di euro. Un’alternativa semplice, economica e ben diversificata
per accedere a questi strumenti è data da due Etf quotati in
Borsa Italiana: l’iShares € Corporate Bond (Isin: Ie0032523478)
e il Lyxor Etf Euro Corporate Bond (Isin: Fr0010737544).
Hanno entrambi un costo totale annuo dello 0,20%, mentre i dividendi
sono distribuiti con cadenza trimestrale nel primo fondo e capitalizzati
nel secondo; in ogni caso a esclusivo beneficio dell’investitore.
Replicano il medesimo benchmark, il Markit iBoxx Eur Liquid Corporates
Index, che è costituito da 40 obbligazioni a cedola fissa, emesse
per importi minimi di 750 milioni di euro da un pari numero di società
con sedi in diversi paesi del mondo e appartenenti a differenti settori
industriali.
I titoli, tutti di rating minimo pari alla tripla B, per poter entrare
a far parte dell’indice devono avere una scadenza minima di 18
mesi e non devono essere trascorsi più di 3 anni dalla loro emissione.
La revisione e ponderazione dei componenti è trimestrale e basata
sulle caratteristiche di qualità, grandezza (dell’emissione)
e liquidità. Al momento, sono solo due i bond di società
italiane inclusi nel benchmark, con pesi attorno al 2%-2,5%: Atlantia
5,625% 06/05/2016 (Isin: Xs0427290357) e UniCredit 4,875% 12/02/2013
(Isin: Xs0345983638).
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La recente impennata dei prezzi dell'oro, che la scorsa
settimana puntava a raggiungere i massimi storici del marzo 2008 (oltre
1.030 dollari l'oncia), e del gas naturale, che al contrario stava indirizzandosi
verso i minimi storici di fine 2001-inizi 2002, ha prodotto un grande
fermento tra molti trader di materie prime che si sono rivolti alle
ETC quotate in Borsa Italiana per prendere posizione su queste due materie
prime. E non sono mancati, come sempre, gli scambi sulle ETC correlate
al petrolio, principalmente Crude Oil e Brent.
Sono stati così registrati nel segmento ETC di ETFplus, nel giro
di 5 sedute, ben 3 nuovi record storici di contratti conclusi in una
sola giornata di Borsa. Il primo venerdì 11 settembre con 3.110
contratti, il secondo lunedì 14 con 3.543 contratti e il terzo
mercoledì 17 con 3.744 contratti.
Nella settimana del 14-18 settembre, le 67 ETC quotate su ETFplus hanno
generato scambi per complessivi 172,6 milioni di euro e un totale di
15.516 contratti. Ben il 55% dei volumi sono stati registrati da due
ETC sul Natural Gas, tradizionale long e a leva long. Ecco le prime
5 ETC per controvalore dei volumi (tra parentesi le percentuali di contratti):
- ETFS
NATURAL GAS, 57,2 mln euro (32,4%),
- ETFS LEVERAGED NATURAL GAS,
32,8 mln euro (22,4%),
- ETFS CRUDE OIL, 13,8 mln euro
(6,9%),
- ETFS GOLD BULLION SECURITIES,
12 mln euro (3,2%),
- ETFS GOLD BULLION SECURITIES,
8,1 mln euro (5,7%).
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