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_Newsletter XXII, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 16 Giugno 2008
° ETF_Europa: gli investitori istituzionali europei non utilizzano al meglio le potenzialità offerte dagli ETF.

Una ricerca condotta da EDHEC Risk and Asset Management Research Centre e iShares, il maggior provider mondiale di ETF, rivela che l’utilizzo degli ETF è in gran parte limitato a replicare passivamente i principali indici di mercato senza sfruttare completamente le potenzialità offerte dagli ETF di stile o più specializzati, anche se sono uno strumento ormai ampiamente utilizzato dagli investitori. L’indagine realizzata da EDHEC per il 2008 ha, inoltre, messo in evidenza che la gran parte degli investitori istituzionali non trae vantaggio dalle possibilità offerte dal trading sugli ETF, dalla possibilità di andare short o dall'utilizzarli per il prestito titoli. Gli autori della ricerca credono che un valore aggiunto degli ETF sia la loro possibilità di essere venduti e acquistati come azioni, il che li rende uno strumento ideale per la costruzione dei portafogli. Lo studio dimostra, inoltre, che una simile gestione dei rischi comporta benefici significativi.
Commentando i risultati, Axel Lomholt, responsabile prodotti ETF di iShares, ha detto: “Dalla ricerca emerge che c’è ancora del lavoro da fare per educare il mercato sulle reali potenzialità degli ETF e che gli investitori possono trarre ulteriori benefici utilizzandoli in maniera più sofisticata, particolarmente nel settore del securities lending, della vendita short e del trading”. “La ricerca di EDHEC conferma comunque che gli ETF sono diventati uno strumento d’investimento di primo piano e che sono usati in misura sempre maggiore e più articolata dagli investitori. Continueremo a lavorare a stretto contatto con i clienti per promuovere gli ETF e per educarli alla molteplicità delle opportunità di utilizzo per aggiungere valore al portafoglio”.
L’indagine europea per il 2008 realizzata da EDHEC riguarda l’uso che gli investitori istituzionali europei fanno degli ETF. Il sondaggio si basa su un questionario che è stato indirizzato a esponenti dell’industria nel periodo compreso fra il 29 gennaio e il 21 aprile di quest’anno, cui hanno partecipato 111 istituzioni finanziarie con sede in Europa.

Questi i sette punti chiave dell’indagine:

1. Prevalgono gli indici di mercato più importanti nell’utilizzo di ETF
Il 94% degli intervistati ha dichiarato che quando utilizza gli ETF per costruire la componente core del portafoglio usa prodotti che replicano gli indici principali, mentre solo il 19% usa ETF che replicano indici azionari più di nicchia. Ne deriva che la possibilità di utilizzare gli ETF per costruire un portafoglio ottimale composto da differenti stili o segmenti azionari è largamente sottostimata.

2. Gli ETF nella componente satellite
Gli ETF sono attualmente utilizzati nei portafogli come componente satellite. Il 54% di chi ha risposto dichiara di utilizzare gli ETF nella componente satellite, percentuale analoga a quanti dichiarano di utilizzarla come componente core. Si tratta di un risultato interessante, dal momento che uno dei primi precetti dell’approccio core-satellite prevede l’utilizzo di strumenti attivi nella parte satellite. Tuttavia la sovraperformance di quest’ultima componente può essere generata dall’esposizione a differenti forme di beta (titoli small-cap, titoli value, credit risk, etc) piuttosto che alpha.

3. ETF per asset alternativi in crescita

I risultati della ricerca dimostrano una sostanziale crescita dell’interesse per ETF e prodotti che investono in asset alternativi. La percentuale degli intervistati che utilizza gli ETF per investire in commodity, settore immobiliare e hedge funds è considerevolmente aumentata rispetto all’indagine del 2006. Per ogni asset class alternativa indicata la percentuale di coloro che utilizzano gli ETF va dal 30 al 50%. Nel 2006 solo una percentuale fra il 5% e il 15% utilizzava come strumento di investimento gli ETF. Sembra quindi che i prodotti lanciati recentemente nel settore immobiliare, nelle commodity e che investono in prodotti hedge siano ampiamente utilizzati dagli investitori europei e dai gestori.

4. ETF focalizzati su investimenti azionari
Gli ETF sono ancora ampiamente utilizzati per investimenti di tipo azionario. Infatti rappresentano una componente superiore del 20% nei portafogli degli intervistati. Per gli investimenti obbligazionari gli ETF non superano il 10% degli asset totali. Il risultato è la conferma che la percentuale degli intervistati utilizza gli ETF per determinate asset class. Il 78% utilizza gli ETF per investimenti di tipo azionario mentre meno della metà fa uso degli ETF per investire in obbligazioni, in commodity e nel settore immobiliare.

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Comunicato del nostro Sponsor: iShares

5. Scarso uso delle caratteristiche avanzate degli ETF
A lternative come securities lending, opzioni di trading e short-selling sugli ETF sono utilizzati da una percentuale minima degli intervistati. Anche se sono stati inclusi coloro che hanno espresso l’intenzione di utilizzarli in futuro, non più del 13% sono attuali o potenziali fruitori di alcuna di queste strategie. Le performance inverse degli ETF, al contrario, sono o saranno utilizzate da più del 30% degli intervistati. Il numero degli investitori che ha dichiarato di voler utilizzare nel futuro questi strumenti è superiore al numero degli attuali fruitori a dimostrazione che per il futuro ci si può aspettare un'ulteriore crescita.

6. Gli ETF e i Future sono i principali strumenti indicizzati
E’ stato chiesto agli intervistati di comparare gli ETF ai future, ai fondi indicizzati tradizionali ed ai total return swap attraverso un certo numero di criteri. In termini di liquidità, trasparenza e costo gli ETF sono notevolmente avvantaggiati anche se sono considerati meno dei future relativamente ad altri criteri. Gli ETF sono considerati il miglior strumento in termini di gamma di indici disponibili e asset class. I future sono forse i più seri rivali degli ETF anche se gli ETF vengono preferiti per il loro basso costo, i minori impedimenti funzionali, i regimi regolamentari e di prezzo più favorevoli.

7. L’indicizzazione è in aumento. Gli ETF ne beneficeranno molto senza danneggiare altri strumenti indicizzati.
Agli intervistati è stato infine chiesto d'identificare gli strumenti che utilizzeranno maggiormente in futuro. L’intenzione di utilizzare in futuro gli ETF, i future, i total return swap e fondi indicizzati dimostra che l’uso di questi strumenti è destinato a crescere in tutte le categorie indicate. Inoltre, gli ETF sono lo strumento che beneficerà di più dall’incremento nell’uso di strumenti indicizzati. Il 69% ha intenzione di aumentare l'utilizzo degli ETF mentre solo il 3% ha intenzione di ridurlo. Per i future, il 36% degli intervistati incrementerà il loro impiego mentre il 9% ha intenzione di ridurlo. Per i total return swap, solo il 18% ha espresso l’intenzione di incrementare il loro utilizzo e il 9% di ridurlo. I fondi indicizzati sono l’unico strumento per il quale un aumento in futuro non è previsto: il 23% intende aumentarne l’utilizzo, mentre il 19% a diminuirlo.

Confrontando i risultati con l’indagine condotta da EDHEC nel 2006, emerge che la percezione dei vantaggi degli ETF è rimasta uguale ma il loro utilizzo sta aumentando in tutte le asset class. L’utilizzo degli ETF nel settore azionario è aumentato da 45% al 78%. Per le altre asset class, gli ETF sono utilizzati dal 50% degli intervistati rispetto al precedente 30% contro un 15% emerso dalla precedente indagine.
Il livello di soddisfazione di coloro che utilizzano gli ETF è rimasto elevato o in leggero aumento per i settori equity e obbligazionario. Per gli ETF e i prodotti a loro similari che investono in asset class alternative il livello di soddisfazione è aumentato significativamente. Soprattutto l’indagine condotta nel 2008 sottolinea il continuo e progressivo trend emerso dalla precedente ricerca condotta nel 2006. (fonte: EDHEC)

° ETF_Italia-Europa: iShares annuncia il pagamento di dividendi per alcuni ETF.
iShares ha reso noto l'ammontare dei proventi che saranno staccati da 2 ETF del gruppo il prossimo 25 giugno (data ex-dividendo):

- USD 0.0835, iShares MSCI Japan (ISIN: IE00B02KXH56)
- USD 0.4495, iShares JPMorgan $ Emerging Markets Bond Fund (ISIN: IE00B2NPKV68).

I dividendi saranno posti in pagamento a partire dal 23 luglio 2008.

Per gli ETF iShares S&P SmallCap 600 (ISIN: IE00B2QWCY14) e iShares MSCI Japan SmallCap (ISIN: IE00B2QWDY88) non è prevista, invece, la distribuzione di alcun dividendo.
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