| Credit Suisse Asset Management (Csam) è l’undicesimo
emittente di Etf ad essere entrato in Borsa Italiana.
Il colosso elvetico ha una quindicinale esperienza in gestioni indicizzate
e ha lanciato il primo Etf nella Borsa di Zurigo nel marzo 2001, ma
è stato nel luglio scorso che ha dato un forte segnale al mercato,
con il rilancio della piattaforma di Etf "Xmtch" e il lancio
di sedici nuovi fondi. Quindici di questi e altri due Etf in quotazione
già da qualche anno nel Six Swiss Exchange, a partire da stamani,
lunedì 19 ottobre, possono essere negoziati in euro nel mercato
Etfplus, che si avvicina così ai 400 prodotti quotati.
Alcuni di questi Etf sono correlati a indici già utilizzati da
altri competitor e hanno un costo totale (Ter) annuo di poco superiore
alla media, ma come ha sottolineato Oliver Shupp, direttore nell’unità
di asset management di Credit Suisse, non sono 2-3 punti base nel Ter
a far la differenza, quanto piuttosto l’efficienza nella replica
e un basso tracking error (deviazione delle performance dell’Etf
dal benchmark) che, grazie all’esperienza e alle strategie di
trading del gruppo, Csam è certa di poter dare agli investitori.
In merito ai sottostanti, Shupp afferma che sono stati selezionati i
principali e più diffusi benchmark azionari e obbligazionari
A7?? che meglio si prestano alla costruzione di un portafoglio composto da
una parte “core” (centrale) e una “satellite”
(di contorno). Prossimamente, forse già entro la fine dell’anno,
una seconda tranche di Etf amplierà l’offerta di questa
tipologia di prodotti e ne introdurrà di nuovi, che potrebbero
essere correlati a indici di materie prime, tematici e alternativi.
Nel rispetto di un approccio “core-satellite”,
ecco dunque che Csam ha lanciato quattro Etf legati alle società
a maggiore capitalizzazione (large cap) degli Stati Uniti,
Regno Unito, Giappone e dell’area Emu (Unione monetaria europea)
e quattro alle aziende di piccole dimensioni (small cap), tutti
nuovi sottostanti per il mercato italiano, mentre per l’area dei
paesi emergenti ha optato per un indice esteso quale l’Msci Emerging
Markets, utilizzato anche da Deutsche Bank, Lyxor e iShares.
Gli investitori, potranno finalmente attuare quelle rotazioni di “misura”,
tra large e small cap, anche sui mercati degli Usa
e del Giappone, che negli ultimi 6-12 mesi hanno visto nettamente premiare
le piccole aziende, cresciute a ritmi perfino doppi rispetto alle blue
chip.
L’approccio “core-satellite” è stato
mantenuto anche per i primi Etf obbligazionari lanciati in Borsa, correlati
agli indici Markit iBoxx sui titoli governativi dei paesi dell’area
Euro e del Tesoro Usa, suddivisi per scadenze (1-3 anni, 3-7 anni e
7-10 anni), e su quelli indicizzati all’inflazione dell’Eurozona
e degli Stati Uniti.
NA7??essun indice esteso, dunque, per dare la possibilità all’investitore
dì scegliere su quale tratto della curva (breve, medio, lungo)
posizionarsi e un maggior ventaglio di scadenze sui Treasury, che potrebbero
essere anche utilizzati per un’esposizione alla valuta americana.
[di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
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Esistono almeno due grosse scuole di pensiero riguardo
agli indici di mercato.
La prima, non solo per nascita ma anche per diffusione, è quella
nota col termine "market cap", che guarda alla capitalizzazione
di Borsa dei suoi componenti sia per la selezione sia per la ponderazione
degli stessi.
La seconda, di più recente introduzione, è quella "fundamental",
che utilizza uno o più fattori fondamentali delle società,
quali il valore contabile, i flussi di cassa, i ricavi, i dividendi
distribuiti, per stabilirne il peso all'interno di un indice. Gli indici
FTSE RAFI, sviluppati congiuntamente da FTSE International Ltd e Research
Affiliates Llc, sono una famiglia molto ampia di benchmark che utilizza
tutti e quattro i sopra citati fattori per ponderare i suoi componenti,
gli stessi che costituiscono i rispettivi indici FTSE a capitalizzazione
di mercato.
Tra i pregi che sono riconosciuti agli indici fundamental,
il primo è certamente quello di evitare che un titolo molto rappresentativo
in termini di capitalizzazione possa, in forza del suo già notevole
peso all'interno di un benchmark, acquisire una sempre maggiore quota
di mercato sulla scia di bolle, speculazioni o di un trend al rialzo.
Basti ricordare cosa accadde nell'ottobre del 2008 al titolo Volkswagen,
che in breve tempo arrivò a pesare quasi 1/3 del DAX, oppure
a titoli come Amazon e Yahoo! durante la bolla di Internet.
Le performance che gli indici FTSE RAFI hanno conseguito nei primi nove
mesi dell'anno sono state per lo più sensibilmente superiori
a quelle dei rispettivi benchmark market cap, soprattutto nei
mercati più efficienti (paesi sviluppati e aziende a larga capitalizzazione)
e quando il trend ha girato al rialzo, come evidenziato nella tabella
sottostante.
| Indice |
valuta |
1m |
3m |
Ytd |
| FTSE RAFI Italy 30 |
EUR |
5.25% |
26.01% |
32.95% |
| FTSE MIB |
EUR |
5.14% |
23.65% |
25.54% |
| FTSE RAFI Europe |
EUR |
4.15% |
27.12% |
45.38% |
| MSCI Europe |
EUR |
2.73% |
17.95% |
25.11% |
| FTSE RAFI Developed Europe Mid-Small |
USD |
4.97% |
25.78% |
60.49% |
| MSCI Europe Small Cap |
USD |
5.06% |
23.24% |
56.03% |
| FTSE RAFI US 1000 |
USD |
4.15% |
27.13% |
40.25% |
| S&P 500 |
USD |
3.73% |
15.61% |
19.26% |
| FTSE RAFI Developed 1000 |
EUR |
2.55% |
21.75% |
35.29% |
| MSCI World |
EUR |
2.08% |
12.69% |
18.78% |
| Note: Performance a 1mese, 3 mesi
e inizio anno, al 30 settembre 2009. |
Nel mercato ETFplus di Borsa Italiana sono quotati i seguenti ETF
promossi da Invesco Power Shares e Lyxor AM correlati ad alcuni benchmark
della famiglia FTSE RAFI, che possono ben rappresentare un complemento
al classico investimento in ETF su indici market cap e offrire un maggior
grado di diversificazione del portafoglio.
|
cod.
ISIN |
ETF |
cod.
Borsa |
Ter |
| IE00B23LNP94 |
PowerShares FTSE RAFI Italy
30 Fund |
PTI |
0.50% |
| IE00B23D8X81 |
PowerShares FTSE RAFI Europe
Fund |
PEF |
0.50% |
| FR0010400770 |
Lyxor ETF FTSE RAFI Europe |
REU |
0.60% |
| IE00B23D8Y98 |
PowerShares FTSE RAFI Developed
Europe Mid-Small Fund |
PWD |
0.50% |
| IE00B23D8S39 |
PowerShares FTSE RAFI US 1000
Fund |
PFT |
0.39% |
| FR0010400804 |
Lyxor ETF FTSE RAFI US 1000 |
RUSA |
0.60% |
| IE00B23D8W74 |
PowerShares FTSE RAFI Developed
1000 Fund |
PXF |
0.50% |
| Note: Ter
= costo totale annuo |
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A seguito del notevole successo che ETF e ETC stanno
riscontrando in Italia, anche quest'anno il TOL Expo, in collaborazione
con ETF Consulting, ha organizzato l'ETF Day, una giornata
dedicata all'approfondimento e al miglior impiego di questi strumenti.
La mattina di giovedì 29 ottobre, dalle
ore 9:30 alle ore 13:15, vedrà infatti succedersi gli interventi
degli stessi emittenti, che illustreranno le diverse strategie d'investimento
con gli ETF e ETC e analizzeranno le varie asset class disponibili in
Borsa Italiana. I lavori saranno coordinati da Marco Ciatto, A.u. di
ETF Consulting Srl e direttore del portale ETFplus.net.
L'ETF Day proseguirà poi nel pomeriggio dalle ore 14 alle ore
18 presso l'ETF Corner, lo stand di ETFplus.net, che
avrà il piacere di ospitare gli emittenti di ETF e ETC. Gli investitori
avranno così l'esclusiva opportunità di rivolgere loro
domande sulle presentazioni del mattino e chiedere informazioni su specifici
prodotti.
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