Société Générale Index ha sviluppato una
nuova generazione di indici intelligenti e innovativi, disegnati per
offrire agli investitori l’accesso all’ingegneria finanziaria
e alla ricerca di Société Générale. La famiglia
di prodotti è costituita da due distinte categoria:
- gli indici beta-research, per un’esposizione a nuove tematiche
d’investimento e a mercati alternativi;
- gli indici alpha-research, per ottenere un sovrarendimento rispetto
ai tradizionali indici di mercato, basati su strategie sistematiche
o discrezionali.
Yannick Daniel, Head of Indexes di Société Générale
Index, ha risposto ad alcune domande.
- Che cos’è la ricerca quantitativa?
La ricerca quantitativa è spesso posta in contrapposizione alla
ricerca fondamentale. La differenza sostanziale è che la ricerca
quantitativa, essendo un modello sistematico, può essere utilizzata
per monitorare un gran numero di titoli automaticamente, mentre la ricerca
fondamentale, per sua natura, può essere applicata ad un piccolo
paniere di azioni. La ricerca quantitativa, sebbene non contempli l’impiego
di fattori qualitativi, non può essere però ridotta ad
un semplice modello matematico. Essa, infatti, integra matrici economiche
ed è di supporto alla lettura dei fondamentali. L’obiettivo
non è quello d’individuare le azioni più performanti,
ma di estrapolare sulla base di un modello comportamentale quei titoli
che gli investitori con più probabilità andranno a selezionare,
talvolta per motivi irrazionali.
La ricerca quantitativa è più efficace in presenza di
mercati efficienti, dove le informazioni circolano liberamente ed hanno
meno valore . I sovrarendimenti non sono generati da una maggiore quantità
d’informazioni, bensì da un approccio più sistematico.
I mercati efficienti sono quelli dei paesi sviluppati.
- Potrebbe brevemente descrivere le caratteristiche del modello
WISE?
Il WISE (Winning Investment Strategies in Europe) è un puro modello
di stock-piking. Non guarda alla direzione dei mercati né ai
trend dei paesi o dei settori economici. Il suo obiettivo è fornire,
attraverso un approccio sistematico, un guadagno, corretto per il rischio,
con una volatilità inferiore a quella del mercato europeo. Si
prefigge di essere una fonte di alpha (sovraperformance rispetto al
benchmark) e di ottimizzare il rapporto rischio/rendimento, in altre
parole, di generare un maggior ritorno con un rischio minore.
Gli indici SGI WISE sono basati su questo modello e utilizzano un approccio
“investment grade”; l’universo investibile è
costituito dalle azioni europee con una capitalizzazione di mercato
superiore ai 3 miliardi di euro.
Sono due gli indici costruiti sul modello WISE:
- SGI WISE Long, costituito dalle azioni con il miglior ranking dell’universo
investibile;
- SGI WISE Long/Short, che sulla base della graduatoria fornita dal
modello assume posizioni lunghe e corte, secondo il punteggio assegnato
ai titoli.
- Quali sono i rischi associati a questo approccio quantitativo?
Questa strategia d’investimento è basata su un modello
di stock-piking che identifica segali di acquisto/vendita che in passato
hanno mostrato una forte solidità, sebbene non vi sia garanzia
che i rendimenti passati si ripetano in futuro. Come in tutti i processi
sistematici, alcune configurazioni di mercato e cambiamenti nei modelli
di comportamento possono invalidare il processo e renderlo inefficace.
- Che allocazione ha questa strategia all’interno di
un portafoglio? Per un investitore istituzionale? Per un privato?
La strategia quantitativa si adatta a tutti gli investitori che desiderano
diversificare le sorgenti di rendimento del proprio portafoglio utilizzando
un modello sistematico insensibile a tutte le forme d’interazione
o di emozione umana. Per gli operatori professionali, il Lyxor ETF WISE
Quantitative Strategy può essere parte di quella componente “satellite”
del portafoglio, che mira a sovraperformare i mercati europei (con l’obiettivo
di un beta più elevato nelle fasi di mercato al rialzo, e di
un beta più basso in presenza di trend ribassisti). Questa tipologia
d’investimento è pensata per un orizzonte di medio-lungo
termine (in ottica buy-and-hold) e può anche rientrare nella
parte “core” di una strategia dinamica di portafoglio. Gli
investitori potranno così trarre beneficio da una fonte di rendimento
molto meno onerosa rispetto ad altri fondi che mirano a sovraperformare
i mercati.
Si ringrazia Lyxor AM e Société Générale
Index per la presente pubblicazione, di cui abbiamo curato la traduzione. |
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| ° ETF/ETC_Europa:
i-Sec apre agli ETF e alle ETC; importante svolta nel
mercato del securities lending europeo. |
Gli ETF e le
ETC possono, come le azioni, essere ceduti o presi a prestito
per essere venduti allo scoperto.
Chi ne cede momentaneamente la proprietà riceve
una remunerazione che spesso può coprire anche
totalmente i costi totali dello strumento, attività
sempre più spesso messa in pratica da fondi pensioni
e assicurativi, per esempio, che hanno orizzonti d’investimento
di lungo periodo.
Chi li prende in prestito, invece, ha l’opportunità
di puntare sul ribasso di mercati o specifiche asset class
sui quali, per esempio, potrebbero non essere disponibili
derivati.
Il mercato del borrowing and lending, però,
è ben poco sviluppato e liquido, o almeno così
è stato sino a pochi giorni fa, quando è
stata lanciata da ICAP Plc una piattaforma elettronica
di securities lending dedicata agli ETF europei
su i-Sec.
Negli Stati Uniti il tasso d’utilizzo del prestito
titoli per gli ETF nel primo trimestre dell’anno
è stato del 40%, mentre in Europa non ha raggiunto
il 5%. Roy Zimmerhansl, Head of Securities Lending di
ICAP, afferma che l’utilizzo di questa piattaforma
potrà incrementare sensibilmente la liquidità
degli ETF, anche se saranno necessari 6-12 mesi prima
che se ne possano riscontrare i benefici.
L’iniziativa con ICAP è partita da Deutsche
Bank e iShares, cui si sono presto unite Lyxor AM, AXA
IM/BNP Paribas e ETF Securities; anche le ETC, infatti,
saranno presto inserite nella piattaforma, al momento
aperta ai mercati di Francia, Germania, Olanda, Italia,
Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Giappone.
Per accedere alla piattaforma, la società/banca
interessata deve essere in possesso di un securities
lending agreement con almeno uno degli utilizzatori
di i-Sec.
Gli operatori professionali che desiderassero avere maggiori
informazioni sul servizio fornito da ICAP possono scrivermi
al seguente indirizzo email: m.ciatto@etfconsulting.com
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