| Giovedì 29 ottobre, Deutsche Bank ha lanciato
in Borsa Italian altri sette Etf, che hanno permesso a Etfplus di superare
la soglia dei 400 strumenti quotati: cinque nel segmento degli Etf Strutturati
e due nel segmento Standard. Al primo gruppo appartengono quattro db
x-trackers inversamente correlati ai settori economici europei Dj Stoxx
delle risorse di base, beni industriali, assicurativi, utilities, e
un fondo che replica in maniera speculare le performance dell’indice
“cinese” Hsi. Al secondo, un Etf sulle azioni Usa a più
bassa emissione di Co2 e uno legato a un paniere ottimizzato di materie
prime. Questi ultimi tre fondi sono delle vere e proprie novità
per il mercato italiano e meritano un approfondimento.
Il db x-trackers Hsi Short Daily Index Etf è l’unico Etf
armonizzato al mondo che consente di puntare sul ribasso delle azioni
più liquide e a maggior capitalizzazione trattate nel segmento
principale della Borsa di Hong Kong. Il fondo, su base giornaliera e
al netto dei costi, riflette la performance inversa dell’Hang
Seng Index, oltre a un interesse pari a due volte l’Hibor (il
tasso a cui le banche di Hong Kong si prestano il denaro per operazioni
overnight) e sottratte le imposte di bollo dovute al ribilanciamento
del portafoglio. L’indice Hsi è composto attualmente da
42 titoli, nessuno dei quali può avere un peso superiore al 15%,
ponderati per la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante;
è ribilanciato ogni tre mesi. Il settore finanziario, con una
quota del 60%, è in assoluto quello più rappresentativo,
e precede i comparti delle telecomunicazioni (9,9%), del petrolio e
gas (8,9%) e dell’industria (7,3%).
Il db x-trackers S&P U.S. Carbon Efficient Etf offre l’esposizione
a un numero di titoli appartenenti all’S&P 500 non superiore
a 375, con il più basso “Carbon Footprint”, calcolato
da Trucost Plc sulle emissioni annuali di gas serra delle società,
espresse in tonnellate di biossido di carbonio equivalente (Co2e), diviso
per il fatturato annuo.
Il db x-trackers Db Commodity Booster – Dj-Ubsci Etf, infine,
consente d’investire nelle stesse 19 materie prime che compongono
il noto Dow Jones Ubs (ex Aig) Commodity Index, utilizzando però
contratti future con scadenze che possono estendersi sino ai 13 mesi.
L’obiettivo è massimizzare i ritorni quando i prezzi dei
contratti a più breve scadenza sono superiori a quelli di più
lunga durata (backwardation), e cercare di limitare le perdite laddove
i prezzi dei contratti future a più lunga scadenza sono maggiori
rispetto a quelli di più breve durata (contango). L’Etf
offre una copertura dal rischio di cambio dollaro/euro tramite un contratto
currency forward rinnovato mensilmente. [di Marco Ciatto, per Borsa
& Finanza]
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Venerdì 23 ottobre, EuroMTS ha annunciato la
creazione di un nuovo benchmark che potrà essere utilizzato quale
sottostante di ETF, prodotti strutturati e strumenti derivati: l’EuroMTS
AAA Government Index (EMTX3a).
Il nuovo indice misura il rendimento totale (dividendi compresi) di
un paniere di titoli governativi emessi dai paesi dell’Eurozona
per un ammontare minimo di 2 miliardi di euro, listati nel circuito
MTS, con rating pari alla tripla A e durata residua di almeno 1 anno.
Al 30 settembre 2009, erano ben 114 i titoli in portafoglio, emessi
dai seguenti 5 paesi dell'area Euro: Germania (41%), Francia (39%),
Olanda (10%), Austria (8%) e Finlandia (2%).
La duration dell’indice era pari a 6,21 anni, il dividend yield
del 3,27% e la scadenza media dei titoli era di 8,34 anni.
La correlazione con l’indice EuroMTS Global è molto elevata,
essendo le caratteristiche dei due indici molto simili tra loro, a esclusione
del rating dei sottostanti, ovviamente.
La base di calcolo dell’EuroMTS AAA Government Index è
stata fissata al 31 dicembre 1998 al valore di 100 punti. È calcolato
in tempo reale dalle ore 9:00 alle 17:30 e sono disponibili ben tre
fixing giornalieri, alle ore: 11:00, 16:00 e 17:30.
Jack Jeffery, direttore esecutivo di MTS Group, commentando il lancio
del nuovo benchmark ha detto: “Costruito sui solidi punti di forza
della famiglia di indici del reddito fisso EuroMTS, questo indice fornirà
un riferimento trasparente per gli investitori che sono alla ricerca
di rendimenti sui tassi d’interesse di elevata qualità,
con una minima volatilità dello spread”.
Isabelle Bourcier, responsabile globale degli ETF di Lyxor, ha dichiarato:
“Basato sui livelli di credito più elevati ma con emittenti
governativi diversificati, questo nuovo indice offre una bassa volatilità
unita a un rendimento ottenuto su un portafoglio di bond puro. Reputiamo
che sia un attraente sottostante per un prossimo ETF”.
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Secondo la recente analisi sull'industria degli ETF
condotta e pubblicata da BGI, il patrimonio degli ETF e delle ETC in
Europa ammontava, alla fine del terzo trimestre dell'anno, a 139,5 e
11,2 mld di euro, rispettivamente.
La crescita degli asset da inizio anno, pertanto, è stata del
36,1% per gli ETF e del 119,2% per le ETC, a fronte di un rialzo dell'indice
MSCI World (in euro) del 16,5% e dell'indice DJ-UBSCI (in euro) del
3,6%. Sono i livelli più alti registrati dall'aprile 2000, quando
i primi ETF furono quotati in Europa.
Nello stesso periodo, il numero degli ETF quotati è passato da
632 a 783 (+23,9%), superando il numero dei fondi indicizzati quotati
negli Stati Uniti. È salito anche il numero delle ETC quotate,
da 125 di fine dicembre 2008 a 148 di fine settembre 2009 (+18,4%).
Da inizio anno, complessivamente, è cresciuta anche la media
giornaliera degli scambi in Europa, di circa il 12,9%, passata dagli
1,63 miliardi di euro agli 1,84 mld euro. Un dato parziale, si ricorda,
giacché la maggior parte delle Borse (quella Italiana compresa)
non riporta i volumi OTC (Over the Counter), che certamente sono ben
più elevati rispetto a quelli eseguiti sul Mercato Secondario.
Un'altra nota particolrmente interessante riguarda il costo medio totale
(Ter) degli ETF azionari europei, sceso allo 0,37% annuo, che è
sensibilmente più basso rispetto al Ter medio di un tradizionale
fondo passivo (0,87%) e di un OICR attivo (1,75%) di pari asset class.
La ricerca di BGI, infine, riporta un interessante dato sui flussi netti
positivi di ETF e fondi comuni d'investimento in Europa, che nei primi
otto mesi del 2009 sono stati pari, rispettivamente, a 16,5 miliardi
di euro e 122,4 mld di euro. In termini percentuali, la crescita del
patrimonio degli ETF è stata nettamente superiore a quella dei
fondi, alla luce dei dati sull'AUM (Asset under Management) di fine
agosto 2009, che era pari a 134,6 miliardi di euro per gli ETF e a 6.540
mld di euro per i fondi (dato EFAMA, che copre oltre il 95% dell'industria
dei fondi UCITS e non-UCITS europea). L'incremento dei flussi netti
sul patrimonio è infatti del 12,3% per gli ETF e del 1,9% per
i fondi.
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