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_Newsletter XXVII, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 22 Luglio 2008
° ETF_Europa: EasyETF amplia l'offerta sugli U.S. con due nuovi indici market cap.

Axa Investment Managers e Bnp Paribas hanno avviato alle contrattazioni 5 nuovi fondi armonizzati sulla Borsa di Parigi, la scorsa settimana.
L’EasyEtf EuroMts Eonia (Isin: Fr0010616268), il primo fondo di liquidità per la joint venture francese, è correlato all’EuroMts Eonia Investable Index, il medesimo benchmark utilizzato da Lyxor International Am per il Lyxor Etf Euro Cash (Isin: Fr0010510800). Questo indice riflette il rendimento totale di un deposito remunerato al tasso Eonia (Euro OverNight Index Average, il tasso di riferimento del mercato interbancario per i finanziamenti overnight non garantiti calcolato dalla European Banking Federation), rinnovato giornalmente. Ha un costo annuo dello 0,20% - 5 punti base in più rispetto all’Etf di Lyxor – e capitalizza i proventi nel fondo. Con i tassi attuali attorno al 4,25%, questo Etf offre un rendimento del 3,50% netto, grazie ad una favorevole imposta del 12,5%, ben inferiore al 27% che grava sui Conti Correnti e sui Depositi.
Per un investitore italiano, però, sia per il più elevato costo annuo dello strumento sia per le maggiori commissioni di negoziazione dello Euronext, è preferibile investire nell’Etf di Lyxor o nei due Etf proposti da Deutsche Bank su Borsa Italiana, anch’essi offerti con un Ter annuale dello 0,15%: il db x-trackers II Eonia Tri Etf (Classe 1C) ed il db x-trackers II Eonia Tri Etf (Classe 1D), che a differenza del primo distribuisce un dividendo una volta l’anno.
L’EasyEtf S&P 100 € (Isin: Fr0010616300) e l’EasyEtf S&P 100 $ (Isin: Fr0010618843) sono denominati, rispettivamente, in euro e dollari statunitensi, hanno un costo annuo dello 0,35% e prevedono la capitalizzazione dei dividendi. Sono i primi Etf europei ad essere indicizzati al S&P 100 Index (Oex), che è costituito dalle 100 maggiori azioni Usa, tra quelle che compongono il più noto S&P 500. Questi titoli devono avere almeno $5 miliardi di capitalizzazione ed il 50% di libero flottante, e aver quotate in Borsa anche delle opzioni sulle società stesse, pena la rimozione dall’indice. L’S&P 100 rappresenta il 58% circa della capitalizzazione del S&P 500 ed il 45% dell’intero mercato statunitense. È molto ben diversificato, in termini settoriali, dove emergono su tutti i titoli tecnologici (18%), i finanziari (17%), gli energetici (15%), i beni di consumo non-ciclici (13%) e gli industriali (12%). Il ribilanciamento ha luogo solo quando viene meno una delle condizioni sopra riportate o a seguito di operazioni di fusione o acquisizione. Il fatto che siano disponibili numerose e diverse opzioni (di tipo americano, europeo, mini...) su quest’indice nel Chicago Board Options Exchange (Cboe) dà modo all’investitore di attuare strategie di copertura ed ai market maker l’opportunità di semplici ed efficienti arbitraggi.
L’EasyEtf Russell 1000 € (Isin: Fr0010616292) e l’EasyEtf Russell 1000 $ (Isin: Fr0010618835) sono quotati, rispettivamente, in euro e dollari statunitensi, hanno un costo annuo dello 0,40% e reinvestono periodicamente i dividendi. Sono i primi Etf europei correlati all’indice Russell 1000 (Riy), che misura le performance di un migliaio di azioni Usa a larga capitalizzazione e rappresenta il 92% circa dell’intero mercato statunitense. La ponderazione dei titoli avviene secondo la capitalizzazione di Borsa corretta per l’effettivo flottante ed è rivista una volta l’anno, al 31 di maggio. Ottima la diversificazione settoriale offerta dall’indice, che vede tra i primi 5 comparti i titoli energetici (13%), le materie di base (12%), le utilities (11%), i servizi di telecomunicazioni (11%) ed i beni di consumo non-ciclici (10%). Sull’indice Russell 1000 sono disponibili sia opzioni, quotate nel Cboe e nell’International Securities Exchange, sia contratti future, negoziati nell’Intercontinental Exchange, e ad ampliare le possibili strategie concorrono entrambe le tipologie di derivati sulle versioni “growth” e “value” del Russell 1000.
In termini di volatilità e rendimenti, il Russell 1000 ha fatto registrare risultati molto simili allo S&P 500, sia nel breve sia nel medio-lungo termine, ed una performance sistematicamente superiore a quella del S&P 100 (soprattutto a 5 anni, 29% vs. 14%), che dalla sua ha una deviazione standard annuale solo di poco inferiore (12,4% vs. 12%). [di Marco Ciatto, da e per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: JPMorgan
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° EIAMS_2008: REIT, ETF e SRI si fanno strada nei portafogli dei gestori europei.

Dall’edizione 2008 dell'European Institutional Asset Management Survey (EIAMS) è emerso, come trend ben definito, il maggiore peso dell'allocazione degli investimenti nel settore immobiliare, confermandosi principale settore d'investimento in molti mercati europei. Secondo l’EIAMS, che segue lo sviluppo degli investimenti alternativi a partire dal 2002, il settore immobiliare sta emergendo come la più importante forma alternativa d'investimento nel periodo di tempo considerato. Gli Exchange-Traded Fund (ETF) e gli investimenti Socially Responsible Investing (SRI) stanno emergendo come potenziali nuove "storie di crescita": mediamente, entrambe questi settori d'investimento stanno incontrando un favore crescente da parte delle istituzioni europee che quest'anno hanno partecipato al sondaggio. La maggior parte degli investitori istituzionali europei che hanno partecipato al sondaggio hanno in programma di aumentare l’allocazione del loro portafoglio verso l’ azionario e nell’immobiliare, nonché in altri investimenti alternativi.
Al sondaggio di quest'anno, che per la prima volta Invesco ha condotto in cooperazione con Investment & Pensions Europe (IPE), hanno preso parte 115 organizzazioni, in rappresentanza di un patrimonio totale gestito di quasi 550 miliardi di dollari Usa. Nel sondaggio, condotto sotto la direzione di IPE, il campione di intervistati è stato ampliato, includendovi organizzazioni del Regno Unito e dell'Irlanda, dell'Europa Centrale e dell'Est e dei Paesi Nordici. La proporzione dei fondi pensione è risultata maggiore rispetto a due anni fa. Poiché l'EIAMS punta a monitorare soprattutto i trend emergenti tra gli investitori di dimensioni medio-piccole, queste organizzazioni hanno anche rappresentato la maggior parte del campione. “Questo sondaggio non punta a rivelare il comportamento delle “megaistituzioni”, cosa che molti altri sondaggi fanno già egregiamente, ma a capire come ragionano le istituzioni piccole e medie”, spiega Liam Kennedy, caporedattore di IPE.
Mediamente, nel complesso dei Paesi scrutinati, gli investitori hanno allocato il 32 per cento dei loro assets in azioni, il 51 per cento nei titoli a reddito fisso e circa il 5 per cento in ciascuno dei seguenti tre settori: immobiliare, cash e investimenti alternativi. I cambiamenti per il prossimo anno evidenziano i seguenti trend: continuazione della crescita sostenuta in tutti i settori di investimento alternativi, disinvestimento negli Stati Uniti e investimento in Asia.
“Gli investimenti alternativi sono diventati sempre di più un’importante componente dei portafogli in quanto permettono di diversificare attraverso una bassa correlazione con i mercati azionari e con un rendimento potenziale allettante”, commenta Yves van Langenhove, responsabile di Institutional Business Western Europe di Invesco. Tra i settori d’investimento alternativi, risulta che le istituzioni scrutinate investono maggiormente nel settore immobiliare; addirittura, in alcuni Paesi, tale settore è già la classe d'investimento principale. I fondi pensione svizzeri, ad esempio, investono il 22% del loro patrimonio totale nell'immobiliare, seguiti dai fondi britannici e irlandesi, che investono il 9% in beni immobili, mentre i fondi pensione tedeschi, italiani e del Benelux allocano più del 7% in questa classe d'investimento. A livello europeo, i fondi pensione di dimensioni grandi e medie investono mediamente il 10% nell'immobiliare.
Un ulteriore settore di successo è quello degli ETF, il cui peso è aumentato in modo significativo nei portafogli delle istituzioni europee e che sono stati utilizzati dalla metà circa degli investitori di maggiori dimensioni e da un quarto dei fondi di dimensioni piccole e medie scrutinati dall'EIAMS. “Si può probabilmente affermare che gli ETF siano ormai decollati”, osserva Yves van Langenhove. Le strategie d’indicizzazione basata sui fondamentali, un tema contemplato per la prima volta nel sondaggio di quest'anno, sono state utilizzate da appena un quarto degli intervistati, mentre il 10 per cento circa stanno valutando la possibilità di utilizzarle in futuro.
Gli investimenti SRI sono un altro tema interessante che si sta delineando nel panorama europeo dell'asset management. Due quinti delle istituzioni scrutinate nel sondaggio di quest'anno portano avanti strategie SRI e di corporate governance. “Questo dato rappresenta un notevole aumento rispetto al 2006, quando solo un quinto degli intervistati ha dichiarato di avere una posizione in 'SRI”, spiega van Langenhove. “Anche se ciò può essere in parte dovuto alla maggiore presenza dei fondi pensione nel campione di questo sondaggio, il dato rispecchia anche la maggiore consapevolezza delle responsabilità delle aziende, dovuta a un ruolo più attivo degli azionisti, da parte degli investitori istituzionali.” [fonte: INVESCO Ltd.]

° ETF_Italia: molti i dividendi staccati dagli ETF di iShares a fine mese.
iShares Plc. ha 9 ETF quotati in Borsa Italiana che mercoledì 30 luglio quoteranno ex-provento. Ecco gli importi pro quota dei dividendi comunicati dalla società che saranno distribuiti agli azionisti a partire dal 27 agosto prossimo:

- 0,3171 EUR dal iShares MSCI Europe [ISIN: IE00B1YZSC51]
- 0,5319 EUR dal iShares DJ Euro STOXX 50 [ISIN: IE0008471009]
- 0,8959 EUR dal iShares DJ STOXX 50 [ISIN: IE0008470928]
- 0,3868 USD dal iShares FTSE/Macquarie Global Infrastructure 100 [ISIN: IE00B1FZS467]
- 0,2226 USD dal iShares FTSE EPRA/NAREIT Asia Property Yield Fund [ISIN: IE00B1FZS244]
- 0,2590 USD dal iShares FTSE EPRA/NAREIT US Property Yield Fund [ISIN: IE00B1FZSF77]
- 0,0750 GBP dal iShares FTSE EPRA/NAREIT UK Property Fund [ISIN: IE00B1TXLS18]
- 0,2639 USD dal iShares FTSE EPRA/NAREIT Global Property Yield Fund [ISIN: IE00B1XNH568]
- 0,047954 USD dal iShares MSCI Korea [ISIN: IE00B0M63391].

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