ETFplus.net Invesco PowerShares
 Newsletter XXVIII, anno V, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 24 Novembre 2009
° ETF_Europa: due nuovi ed esclusivi ETF armonizzati sbarcano nella Borsa di Parigi.

Due nuovi Etf armonizzati sono stati quotati lunedì scorso nella Borsa di Parigi da Lyxor International Am, e nuovi sono pure i benchmark obbligazionari cui sono correlati: l'EuroMts Aaa Government e il Markit iBoxx € Liquid Non-Financials.

Il Lyxor Etf EuroMts Aaa Government Bond (Isin: Fr0010820258) ha un costo totale annuo dello 0,165% e capitalizza i dividendi. Il benchmark di riferimento è stato lanciato da EuroMts meno di un mese fa, per fornire agli investitori un indice investibile sui titoli di Stato con il massimo livello di rating e i più bassi livelli e movimenti di spread. È costituito da oltre 110 obbligazioni governative emesse da uno dei paesi dell’Eurozona per un ammontare minimo di due miliardi di euro, con un livello di credito pari alla tripla “A”.
Al 30 ottobre 2009, la scadenza media dei 114 titoli era di 4,7 anni, il tasso d’interesse medio delle cedole era del 4,24% e la duration modificata di 6,2 anni. La distribuzione geografica delle emissioni era la seguente: 40,7% Germania, 39,2% Francia, 10,3% Paesi Bassi, 7,6% Austria, 2,3% Finlandia.
L’EuroMts Aaa Government Index (EMTX3a) è calcolato ogni 15 secondi e ha tre fixing giornalieri; lo storico è disponibile dal 31 dicembre 1998 sul sito di EuroMts, così come la composizione che è rivista mensilmente.

Il Lyxor Etf Euro Corporate Bond ex Financials (Isin: Fr0010814236) ha un costo totale dello 0,20% annuo e prevede il reinvestimento dei dividendi. Mira a replicare le performance dell’indice Markit iBoxx € Liquid Non-Financials Total Return (IB8B), attualmente costituito da 20 obbligazioni societarie di aziende non appartenenti al comparto finanziario, con un merito di credito almeno pari all’investment grade (Bbb-/Baa3 secondo la classificazione di S&P’s/Moody’s). Per poter entrare a far parte dell’indice, i corporate bond devono essere denominati in euro, emessi per un ammontare minimo di 750 milioni di euro da non più di tre anni e non meno di due, e avere una scadenza residua minima di 1,5 anni. Non è ammesso più di un bond per emittente, per garantire un sufficiente livello di diversificazione e ridurre il rischio di default.
Al 30 ottobre 2009, la duration dell’indice era di 4,1 anni, il coupon medio del 5,1% e la scadenza media dei titoli di 4,7 anni. Tra i primi settori economici figuravano: la sanità (29,9%), l'automobile e parti (18,4%), i servizi al consumatore (15,6%), le telecomunicazioni (15,2%), i beni e servizi industriali (7,9%).
La revisione del benchmark avviene con cadenza trimestrale, nei mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: Invesco PowerShares
Invesco PowerShares
° ETF_Italia: Invesco PowerShares sugli indici FTSE RAFI.

Se doveste avventurarvi per un lungo viaggio, scegliereste un’automobile del 1957 o una superaccessoriata berlina del 2009? Preferireste vedere la finale di Champions League della vostra squadra del cuore con un televisore del 1957 oppure con un tv ad alta definizione di nuova generazione?
Probabilmente, a parte gli appassionati delle auto d’epoca e, forse, qualche nostalgico, le risposte sarebbero scontate. Non è così, invece, nell’ambito dei benchmark dei principali mercati azionari.
La maggior parte di essi, infatti, sono stati messi a punto negli anni sessanta e settanta a cominciare dall’S&P500. Quest’ultimo, introdotto nel 1957, utilizzava le tecnologie più all’avanguardia allora disponibili ed è stato il primo indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato: da allora la comunità degli investitori ha adottato la ponderazione in base alla capitalizzazione di mercato quale metodologia sottostante per la quasi totalità degli indici, nonché per quelli relativi ai fondi indicizzati e agli ETF (Exchange-Traded Fund ) disponibili.
Il punto è che quella metodologia, che appare obsoleta e superata dalle attuali tecnologie e dagli straordinari progressi compiuti sui mercati finanziari, è fonte di problemi. Questo perché la speculazione di mercato può essere causa di una significativa distorsione dei prezzi dei titoli (il cosiddetto mispricing), che consiste nel sovrappesare i titoli sopravvalutati e nel sottopesare quelli sottovalutati. Un clamoroso esempio di tale fenomeno si è verificato durante la bolla tecnologica del 1999-2000, quando le società operanti in Internet influirono sulle capitalizzazioni di mercato, con ponderazioni dell’indice di molto eccedenti il valore delle società consolidate.
Una soluzione per superare queste problematiche è fornita dagli indici ponderati in base ai fondamentali. Essi costituiscono una sostanzialmente evoluzione rispetto ai precedenti benchmark in quanto si prefiggono di assegnare i pesi dell’indice in base alla reale dimensione finanziaria di una società e non alla sua capitalizzazione di mercato. Tale indicizzazione si basa su ponderazioni del portafoglio ricavate dai fondamentali della società (vendite, patrimonio netto, flussi di cassa e dividendi) e non su ponderazioni di portafoglio determinate dalle inefficienze della valutazione di mercato.
Gli indici ponderati in base ai fondamentali si prefiggono di individuare il reale valore di ogni società, utilizzano indicatori fondamentali non soggetti a oscillazioni dei prezzi di mercato. Inoltre le performance sono influenzate soltanto in misura minore dalle “bolle” finanziarie e permettono di evitare di sovrappesare i titoli sopravvalutati, operazione che costituisce un potenziale difetto degli indici a capitalizzazione di mercato.
Gli indici FTSE RAFI, in particolare, offrono i vantaggi di una strategia di gestione qualitativa unitamente ai punti salienti dell’investimento passivo: minori costi di rotazione, selezione trasparente basata su regole precise, e mantenimento di un’elevata capacità di investimento.

«Non ricerchiamo il target price dei titoli che compongono i nostri indici bensì il loro valore puntuale, ricavato in base ai principali valori di bilancio che sono ponderati nell’arco degli ultimi 5 anni. E, dopo 12 mesi, lo andiamo a ricalcolare per ribilanciare l’intero paniere» sottolinea Michael Larsen product specialist e associate director di RAFI. Con questo approccio sistematico si evitano le esposizioni eccessive ai titoli più sopravvalutati garantendo una liquidità analoga a quella degli indici ponderati in base alla capitalizzazione di mercato.
Per chi sceglie i fondi indicizzati, è essenziale selezionare un indice che corrisponda agli obiettivi d'investimento prefissati. E’ per questa precisa ragione che Invesco PowerShares offre una gamma di ETF con obiettivi di investimento che vanno oltre la pura e semplice replica del mercato e che hanno come indici sottostanti di riferimenti quelli sviluppati da FTSE RAFI. La ragione? Gli ETF basati su questi specifici indici, ponderati in base ai fondamentali, offrono l’opportunità di realizzare rendimenti superiori con minori rischi rispetto agli ETF basati su benchmark ponderati in base alla capitalizzazione, in quanto slegati dall’andamento irrazionale del mercato.
«Sulla base delle analisi che abbiamo condotto applicando rigorosamente il metodo degli indici sui fondamentali dal 1985 a oggi è emerso che l’extra rendimento ottenibile rispetto agli indici tradizionali che adottano il metodo a capitalizzazione è compreso tra il 2% e il 4% annuo» sottolinea Michael Larsen. Risultati che tendono ad ampliarsi relativamente ai mercati meno efficienti come, per esempio, il segmento delle small cap internazionali (dove il valore aggiunto stimato si attesta intorno al 5%) e le Borse dei Paesi emergenti (per le quali l’extra performance attesa supera i 10 punti percentuali). La puntuale conferma di questi dati stimati in base al back test degli ultimi 25 anni giunge dalle performance effettivamente realizzate sul campo dagli indici.
Per esempio, il FTSE RAFI US 1000 dal 28/11/2005 al 30/6/2009 ha realizzato un extra rendimento del 3% annuo rispetto al corrispettivo indice a capitalizzazione di mercato Russell 1000, mentre dal 4/5/2006 al 30/6/2009 il FTSE RAFI Europe ha realizzato una extra performance del 4,2% annua rispetto all’Msci Europe, indice di mercato a capitalizzazione.

Nel mercato ETFplus di Borsa Italiana sono quotati i seguenti ETF promossi da Invesco Power Shares e Lyxor AM correlati ad alcuni indici della famiglia FTSE RAFI, che possono ben rappresentare un complemento al classico investimento in ETF su indici market cap e offrire un maggior grado di diversificazione del portafoglio.

cod. ISIN
ETF
cod. Borsa
Ter
dividendi
IE00B23LNP94
PowerShares FTSE RAFI Italy 30 Fund
PTI
0.50%
trimestrali
IE00B23D8X81
PowerShares FTSE RAFI Europe Fund
PEF
0.50%
trimestrali
FR0010400770
Lyxor ETF FTSE RAFI Europe
REU
0.60%
annuali
IE00B23D8Y98
PowerShares FTSE RAFI Developed Europe Mid-Small Fund
PWD
0.50%
trimestrali
IE00B23D8S39
PowerShares FTSE RAFI US 1000 Fund
PFT
0.39%
trimestrali
FR0010400804
Lyxor ETF FTSE RAFI US 1000
RUSA
0.60%
annuali
IE00B23D8W74
PowerShares FTSE RAFI Developed 1000 Fund
PXF
0.50%
trimestrali
Note: Ter = costo totale annuo
° ETF_Italia: giorni contati per gli ETF Beta1 di Eurizon.

Il 19 novembre, il Consiglio di Amministrazione di Beta1 ETFund plc ha deliberato di sottoporre all'Assemblea Straordinaria dei soci la proposta di liquidazione volontaria della Società.
La motivazione è da ricercarsi nel limitato ammontare delle masse gestite dai tre comparti quotati nel mercato ETFplus: Beta1-MSCI Euro (cod. ISIN: IE0074344205, cod. Borsa: B1EU), Beta1-Ethical Index Euro (cod. ISIN: IE0074344429, cod. Borsa: B1ET), Beta1-MSCI Pan Euro (cod. ISIN: IE0077933707, cod. Borsa: B1PE).
La Società ha deliberato di convocare l’Assemblea Straordinaria dei soci per la data del 14 dicembre 2009, ore 18:00 italiane, presso la sede sociale in Riverside One, Sir John Rogerson’s Quay, Dublino 2, con il seguente ordine del giorno:

  • proposta di liquidazione volontaria della Società: deliberazioni inerenti e conseguenti;
  • nomina della società Gannon Kirwan & Co – con sede in 85 Upper George’s Street, Dun Laoghaire, Dublino – nella persona di Mr. Brian Gannon, quale liquidatore;
  • autorizzazione del liquidatore a distribuire il ricavato della liquidazione fra gli azionisti in danaro o in natura, come ritenuto più opportuno.
Ogni possessore di dieci o più Azioni di Sottoscrizione e ogni possessore di Azioni di Partecipazione ha diritto di partecipare e votare nell’Assemblea. Gli azionisti potranno prendere parte all’Assemblea sia di persona sia designando un procuratore, facendo pervenire in tal caso alla Società – al più tardi entro 48 ore prima dell’inizio dell’Assemblea – apposito modulo disponibile presso Eurizon Capital SGR S.p.A. e presso i soggetti autorizzati a svolgere i servizi di negoziazione sul mercato.

Sino al 14 dicembre 2009 compreso, le quote dei suddetti comparti potranno essere scambiate in Borsa Italiana, nel mercato ETFplus, ovvero rimborsate attraverso i Partecipanti Autorizzati sul Mercato Primario, eccezionalmente anche senza il blocco minimo di 25.000 unità previsto come da prospetto, ma dietro pagamento del 3% (sul NAV) di commissione di rimborso, come da Statuto (solo per gli operatori istituzionali e solo sul Mercato Primario, via OTC e non in Borsa).
Se, come altamente presumibile, l’Assemblea (sono sufficienti due soci e il 75% dei voti espressi) approverà la proposta di liquidazione, i tre comparti saranno cancellati dal listino di Borsa Italiana il giorno stesso.
Coloro che dovessero trovarsi ancora in possesso di quote di uno qualsiasi dei tre ETF dopo l’eventuale cancellazione dal listino, si vedranno rimborsate le quote spettanti all’ultimo valore NAV disponibile, senza alcun aggravio di costi; Eurizon Capital SGR S.pA., infatti, in qualità di gestore della Società e responsabile della commercializzazione dei prodotti, sosterrà interamente tutti i costi e gli oneri della liquidazione.


Nota: riceve questa Newsletter in quanto utente registrato del sito www.ETFplus.it o www.ETFplus.net
Se ha difficoltà nella visione della presente email, può scaricare la newsletter dal seguente Url: http://www.etfplus.net/servizi_newsletter.php
Se non desidera più ricevere questi comunicati da parte della redazione, è pregato d'inviare una email a: cancellazione@ etfplus.it, utilizzando l'account di posta elettronica con cui si è registrato, con oggetto: "revoca iscrizione".
Si rammenta che la suddetta cancellazione implica la rimozione completa dei suoi dati dal nostro database, impedendole di fatto il futuro accesso alle aree protette del sito web www.ETFplus.net

© 2009 - ETF Consulting Srl - All rights reserved