Barclays Global Investors ha recentemente ampliato la propria offerta
europea di Etf obbligazionari, portando a 27 il numero di fondi-indice
quotati, con il lancio dell'iShares € Covered Bond (Isin: Ie00B3B8Q275)
e dell'iShares Global Inflation-Linked Bond (Isin: Ie00B3B8Q275) nella
piattaforma multi-currency del London Stock Exchange. I due fondi, una
vera è propria novità in Europa, appartengono alla Sicav
iShares Plc III e sono armonizzati. L'iShares € Covered Bond può
essere negoziato sia in sterline (con codice Scov) sia in euro (con
codice Icov), ha un costo annuo dello 0,20% e paga un dividendo ogni
sei mese. Questo Etf mira a replicare l’andamento del Markit iBoxx
Euro Covered Index, un benchmark attualmente costituito da un paniere
di 27 obbligazioni con un livello di credito molto elevato (93% Aaa
e 7% Aa, secondo la classificazione di S&P’s), emesse tipicamente
da istituti finanziari e garantite da mutui ipotecari residenziali o
commerciali, da prestiti ad amministrazioni pubbliche o titoli del debito
pubblico. Per poter essere inclusi nell’indice, i covered bond
devono avere un rating minimo pari all’investment grade (Bbb-,
secondo S&P’s), una cedola fissa, una scadenza minima di 12
mesi alla data di ribilanciamento (mensile) ed un importo minimo d’emissione
pari ad 1 milione di euro, fattore che sarà poi utilizzato nella
ponderazione dei titoli costituenti l’indice. La distribuzione
geografica degli emittenti vede oggi ai primi tre posti la Spagna (37,1%),
la Germania (30,9%) e la Francia (19%), seguite con pesi residuali (tra
il 4-2%) da Irlanda, Regno Unito, Norvegia e Olanda. La scadenza media
dei titoli è di 5,4 anni, così distribuita: 39,4% 1-3y,
24,5% 3-5y, 17,6% 5-7y, 8% 7-10y, 9,7% 10-15y e 0,8% oltre i 15 anni.
La duration dell’indice è di 4,45 anni, il coupon medio
è del 4,17% e lo yield del 5,27%. Il Markit iBoxx Euro Covered
Index ha una correlazione pressoché massima con un benchmark
governativo globale europeo di pari duration, ma può offrire
uno yield un poco superiore a parità di rischio di credito, mentre
nei confronti dell’Msci Europe Index (azionario europeo) la correlazione
è prossima allo zero, a sottolineare la buona diversificazione
offerta da un Etf ad esso correlato in un portafoglio d’investimento.
L'iShares Global Inflation-Linked Bond può essere negoziato in
tre differenti valute: sterlina (Sgil), euro (Egil) e dollaro (Igil),
la valuta di riferimento del fondo. Ha un costo annuo dello 0,25% e
prevede la capitalizzazione dei dividendi. Obiettivo del fondo è
conseguire le performance totali (dividendi compresi, quindi) del Barclays
World Government Inflation-Linked Bond Index attraverso una replica
ottimizzata del benchmark, utilizzando ovvero un paniere di 33 delle
90 obbligazioni governative indicizzate all’inflazione che costituiscono
l’indice. Sono le più rappresentative e liquide nel panorama
mondiale, e includono emissioni con varie scadenze, denominate nelle
rispettive valute locali, dei governi degli Stati Uniti (36,9%), Regno
Unito (23,1%), Francia (15,7%), Italia (8%), Giappone (6,1%), Canada
(2,9%), Svezia (2,7%), Germania (2,1%), Grecia (1,9%) e Australia (0,6%).
La duration dell’indice è di 9,71 anni, il coupon medio
è del 2,13% e lo yield del 1,61%. Gli inflation-linked bond ammessi
alla selezione dall’indice devono avere un rating minimo pari
ad Aa- (secondo S&P’s), che scende alla A- se emessi da governi
dell’Eurozona, un ammontare complessivo circolante di 4 miliardi
di dollari, una durata residua di 12 mesi alla data di ribilanciamento
(mensile). Il Barclays World Government Inflation-Linked Bond Index
ha una correlazione molto elevata (0,89) con un benchmark governativo
globale quale il Lehman Global Aggregate, che presenta comunque una
duration sensibilmente inferiore (5,52 anni), ma può offrire
una buona protezione dai rialzi inflattivi, mentre nei confronti dell’Msci
World Index (azionario globale) la correlazione è addirittura
negativa (-0,31). [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
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ETF_Europa: il primo ETF esposto all'area del Golfo guarda
al Kuwait e sbarca a Parigi. |
Lyxor International
Am ha da pochi giorni avviato alle negoziazioni nella
piattaforma multi-currency Etf della Borsa di Londra il
primo fondo armonizzato europeo indicizzato ad uno dei
più importanti mercati dell’area del Golfo:
il Lyxor Etf Ftse Coast Kuwait 40 (Isin: Fr0010614834).
Sviluppato in collaborazione con Coast Investment &
Development Company, questo Etf ha un costo annuo dello
0,65%, prevede il pagamento di un dividendo con cadenza
annuale e può essere negoziato sia in sterline
(con codice Lkuw) sia in dollari (con codice Lkuu). Obiettivo
del fondo è replicare l’andamento del Ftse
Coast Kuwait 40 Index, un indice a capitalizzazione del
flottante di Borsa, che misura le performance delle maggiori
e più liquide azioni del mercato kuwaitiano. Sono
40 i titoli sottostanti, al 30 giugno 2008, che rappresentano
approssimativamente il 65% dell’intera Borsa locale,
settorialmente distribuiti tra banche (32,2%), telecomunicazioni
e IT (22,1%), investimenti (17,4%), industriali (8,5%),
immobiliare (5,5%), logistica e trasporti (4,5%), petrolio
e chimica (3,8%). Da segnalare, la rilevante posizione
di Mobile Telecommunications Co, che nell’indice
ha un peso del 20,2%. Il Kuwait è la sesta nazione
più ricca al mondo e la quinta più ampia
riserva mondiale di petrolio. Ha un settore bancario in
forte crescita e di elevata qualità creditizia,
un comparto delle telecomunicazioni tra i più tecnologici
al mondo e sono numerose le infrastrutture in costante
sviluppo, che mirano ad attrarre sempre più capitali
e turismo. |
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| ° ETF_Italia:
un tris di ETF in arrivo su ETFplus per i Treasury US,
Jap ed emergenti. |
Lunedì
4 agosto, si è appreso dalla newsletter settimanale
della Consob che, con decisione del 23 luglio 2008, è
stata autorizzata la pubblicazione dei documenti di quotazione
relativi a tre nuovi Etf obbligazionari gestiti da Jp
Morgan Structured Fund Management: il JpMorgan Etf Gbi
Local Us, il JpMorgan Etf Gbi Local Japan ed il JpMorgan
Etf Gbi Embi Global Core.
I primi due fondi sono
una vera novità, molto attesa, per il mercato europeo,
ed offrono un’esposizione, rispettivamente, alle
maggiori e più liquide emissioni governative degli
Stati Uniti (134 in totale) e del Giappone (218, il numero
più elevato tra tutti i paesi); titoli di Stato
con diverse scadenze e durata residua superiore ai 12
mesi. Entrambi i benchmark, sottoindici del Jp Morgan
Global Bond Index (600 componenti), riflettono il valore
dei titoli comprensivo delle cedole maturate e reinvestite
nell’indice secondo una media pesata per la loro
capitalizzazione. Il terzo fondo utilizza, invece, il
medesimo benchmark dell’iShares JpMorgan $ Emerging
Markets Bond Fund (Etf quotato a Londra in Usd e Gbp dal
febbraio di quest’anno), il Jp Morgan Embi Global
Core Index, costituito da 35 emissioni di debito denominate
in dollari, a tasso fisso e variabile, d’importo
minimo complessivo pari ad $1 miliardo e con una vita
residua di almeno due anni, relative a stati sovrani o
ad entità dotate di sovranità speciale (quasi-sovereign).
Prima che in Borsa Italiana, la quotazione di questi tre
Etf è attesa sul circuito Euronext di Parigi, forse
già dalla prossima settimana.
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