| |
|
| Newsletter XXIX, anno V, dalla redazione
di ETFplus.net |
Edizione del 1 Dicembre 2009 |
|
|
| ° ETF_Europa: "cash
based" e "swap based", due diverse metodologie di replica
degli ETF. |
| Credit Suisse, mercoledì 25 novembre, ha quotato
sedici Xmtch Etf nella Borsa di Francoforte. Sono gli stessi che ha
lanciato in Borsa Italiana, ma la valuta di quotazione per gli Etf legati
alle obbligazioni e azioni statunitensi e al mercato azionario dei paesi
emergenti è il dollaro anziché l’euro, mentre i
due fondi indicizzati alle large e small cap inglesi sono stati denominati
in sterline. Nella valuta dell’euro sono rimasti gli Etf correlati
ai bond governativi e alle azioni a bassa capitalizzazione dell’Eurozona,
e quelli indicizzati alle large e small cap giapponesi.
Nello stesso giorno del cross-listing, Credit Suisse ha tenuto a Milano
un workshop nella splendida cornice della Pinacoteca Ambrosiana dove
un economista del gruppo ha presentato una dettagliata relazione sull’economia
globale, che di fatto ne supporta la se pur lenta ripresa, e allontana
lo spettro di uno scenario a “W”.
Ma si è parlato soprattutto di Etf, con un’interessante
comparativa dei fondi correlati ai diversi benchmark obbligazionari
quotati in Borsa Italiana, delle strategie core-satellite tramite Etf
su small e large cap, e delle diverse metodologie di replica degli Etf.
Sempre più spesso, infatti, si parla di Etf “cash based”
e “swap based”, ovvero a replica fisica o sintetica; ma
cosa significa?
Nel primo caso, comune a Credit Suisse, iShares, Rbs e Invesco PowerShares,
il gestore dell’Etf acquista tutti i componenti del benchmark
con le medesime ponderazioni. Oppure un campione molto significativo
(replica fisica ottimizzata) di essi, quando il numero di titoli sottostanti
è molto elevato o se alcuni di essi non sono sufficientemente
liquidi. Il costo della replica sarebbe troppo alto e produrrebbe un
sensibile tracking error (deviazione dal benchmark). Questi Etf sono
molto trasparenti e non espongono l’investitore a un rischio di
controparte, se non nel caso in cui il gestore utilizzi il prestito
titoli per ridurre i costi del fondo; attività, però,
solitamente garantita da un collaterale.
Nella seconda metodologia di replica, utilizzata da Lyxor, Deutsche
Bank, Etf Securities e JpMorgan, l’esatta performance del benchmark
è garantita all’Etf da una (o più) controparte tramite
l’utilizzo di strumenti derivati (swap). Il rischio massimo per
l’investitore è, per la normativa Ucits III, pari al 10%
della Nav del fondo, ma l’emittente lo neutralizza, totalmente
o in massima parte, ponendo un basket di titoli (collaterale) a garanzia
dello swap. Qualche emittente, come EasyEtf e CASAM, utilizza entrambe
le strutture, secondo la tipologia di sottostante; gli ETF sulle materie
prime, per esempio, sono tutti “swap based”.
Entrambe le metodologie costruttive sono solide e valide. In estrema
sintesi, si può dire che i costi impliciti (di turnover, spread,
trattamento dei dividendi, etc.) tendenzialmente superiori negli Etf
a replica fisica rispetto a quelli a replica sintetica sono giustificati
da una garanzia totale sul patrimonio (dove il gestore non ricorra al
prestito titoli), e che solo per somme molto rilevanti potrebbe probabilmente
accadere di voler diversificare l’investimento su entrambe le
strutture. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
|
|
Comunicato del nostro Sponsor: LYXOR
AM |
| |
|
| ° ETF_Italia: si riducono
gli spread su azioni e corporate bond, meno quelli sui titoli di Stato. |
Dalle ultime statistiche diffuse da Borsa Italiana sui
differenziali medi di prezzo delle proposte di acquisto e vendita degli
ETF quotati nel mercato ETFplus, emerge che gli spread sui fondi correlati
a indici azionari, di materie prime e delle obbligazioni societarie
continuano a restringersi di mese in mese. Si contraggono in minor misura
quelli degli ETF correlati a indici azionari tematici e ai bond governativi,
mentre si registra un lieve rialzo per la categoria degli azionari fondamentali
e del private equity.
Nello specifico, a fine ottobre 2008, lo spread medio degli ETF correlati
alle blue chip italiane e tedesche è sceso, rispettivamente a
6 e 8 punti base (0,06% e 0,08%), quello degli ETF strutturati semi-attivi
(i Levaraged, XBear e Bear di Lyxor, ex-SGAM) ad appena 10 punti base
(bps), quello degli azionari emergenti a 30 bps e quello degli ETF su
indici di materie prime a soli 28 bps, una contrazione di oltre il 30%
rispetto agli spread medi dei mesi scorsi.
Qui di seguito sono riportate le prime 10 categorie azionarie e quelle
obbligazionarie di ETF, così come classificate da Borsa Italiana,
con i più bassi livelli di spread medio rilevati nel mese di
ottobre:
- Azionario Italia, 0.06%
- Azionario Germania, 0.08%
- Azionario Semi attivi, 0.10%
- Azionario Eurozona, 0.11%
- Azionario Stati Uniti, 0.13%
- Azionario Svizzera, 0.14%
- Azionario Short mercati sviluppati, 0.14%
- Azionario Regno Unito0.15%
- Azionario Leveraged, 0.15%
- Azionario Cina (Hong Kong), 0.19%
|
- Liquidità, 0.02%
- Obbligazionario corporate Euro, 0.07%
- Obbligazionario governativo Euro, 0.12%
- Obbligazionario Short, 0.17%
- Obbligazionario governativo non-Euro, 0.25%
- Derivati creditizi, 0.26%
- Obbligazionario governativo paesi emergenti, 0.40%
- Obbligazionario corporate USD, 0.52%
- Obbligazionario governativo globale, 0.60%
|
È interessante notare, come siano storicamente bassi gli spread
degli ETF sulle obbligazioni societarie Euro (7 bps), molto più
ristretti anche di quelli legati ai titoli di Stato dell'Eurozona (12
bps). Esattamente un anno fa, nel bel mezzo della crisi finanziaria,
dopo il fallimento di Lehman Brothers, gli spread sui corporate bond
erano balzati a 83 bps dai 43 bps di settembre 2008, mentre quelli sui
government bond (Euro) erano, rispettivamente a 15 (Ott'08) e 12 punti
base (Set'08).
Probabilmente, in un simile contesto di tassi ai minimi storici, la
forte liquidità che è arrivata sui corporate bond dagli
investitori alla ricerca di rendimenti superiori a quelli dei titoli
di Stato ha portato ad un restringimento sempre maggiore degli spread
sulle obbligazioni societarie. Al contrario, gli spread degli ETF sui
bond governativi sono tendenzialmente aumentati, un po' su tutte le
scadenze, ma soprattutto su quelle più lunghe. Il fatto che complessivamente
non si noti questa variazione dalle statistiche di Borsa, lascia pensare
che gli asset, almeno rispetto a un anno fa, siano più concentrati
sulla parte breve della curva, proprio per la metodologia di calcolo
adottata*.
Note: dati forniti da Borsa Italiana ottenuti
mediante osservazioni del book a 5 livelli effettuate ogni cinque muniti
durante i giorni di negoziazione del mese oggetto di analisi. Lo spread
è calcolato come differenza tra il prezzo in
acquisto e quello in vendita, divisi per la loro media semplice, a cui
sarebbe stato possibile effettuare una transazione per un importo d'investimento
pari ad euro 5.000.
*La media indicata per ciascuna asset class è la media ponderata
sugli Asset Under Management depositati in Monte Titoli di ciascun ETF. |
|
| ° ETF_Mondo: in forte crescita
il numero di operatori professionali che utilizzano ETF. |
La scorsa settimana sono stati resi noti ieri i dati
raccolti ed elaborati dal team “ETF Research and Implementation
Strategy” di Barclays Global Investors, guidato da Deborah Fuhr,
sugli utilizzatori professionali di ETF, a livello globale.
La ricerca rivela che alla fine del 4° trimestre del 2008 sono stati
2.926 gli investitori istituzionali in tutto il mondo ad aver riferito
di utilizzare uno o più ETF; una crescita del 12% su base annua,
e del 1.673% negli ultimi undici anni.
Questi investitori sono distribuiti su 42 differenti paesi, e se non
sorprende che tra i maggiori cinque vi siano, nell'ordine decrescente,
Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Svizzera, altrettanto non si può
dire della Spagna, che si inserisce al 4° posto (prima della Svizzera),
dove il mercato degli ETF non è mai decollato. È evidente
che non sia la Borsa domestica a influenzare le scelte degli investitori,
che trovano nel resto d’Europa un’offerta di ETF almeno
pari a quella del nord America.
I gestori di patrimoni di clienti privati e istituzionali sono la categoria
più rappresentativa, con una quota del 74%, seguiti dai gestori
di fondi hedge, che rappresentano il 15% del totale degli operatori
professionali.
Gli ETF in assoluto più utilizzati sono quotati negli Stati Uniti:
lo SPDR S&P 500 (ticker: SPY), l’iShares MSCI EAFE (ticker:
EFA), l’iShares MSCI Emerging Markets (ticker: EEM) e l’iShares
Russell 2000 (ticker: IWM).
A livello di ETF europei, l'Italia è al settimo posto della
classifica delle istituzioni che detengono uno o più fondi, in
massima parte società di gestione e del risparmio, banche e trust.
Dei 20 ETF più utilizzati, 12 sono di iShares, 6 di Lyxor, 1
di Deutsche Bank e 1 di Credit Suisse. I mercati di riferimento sono
quelli dell'Eurozona (DJ Euro STOXX 50, DAX, CAC 40), dell'Europa (DJ
STOXX 50, FTSE 100, SMI), dei mercati emergenti (MSCI EM Markets, MSCI
Brazil, MSCI India, MSCI Estern Europe, CECE, MSCI Taiwan, DJ RusIndex
Titans 10, MSCI AC Far East ex-Japan), oltre all'S&P 500, il TOPIX
e l'indice di liquidità EONIA.
Deborah Fuhr ha dichiarato: “ Durante il terremoto finanziario
del 2008, gli investitori sono diventati più attenti riguardo
al rischio di controparte, alla trasparenza, alla liquidità e
all’utilizzo dei prodotti derivati e strutturati. Di conseguenza,
l’utilizzo di ETF per ottenere un’esposizione alla liquidità,
al reddito fisso, alle materie prime e agli indici azionari è
divenuto molto più popolare”.
|
| |
Nota: riceve questa Newsletter in quanto utente registrato
del sito www.ETFplus.it o www.ETFplus.net |
| Se ha difficoltà
nella visione della presente email, può scaricare la newsletter dal seguente
Url: http://www.etfplus.net/servizi_newsletter.php |
Se non desidera
più ricevere questi comunicati da parte della redazione, è pregato d'inviare
una email a: cancellazione@ etfplus.it, utilizzando l'account di posta
elettronica con cui si è registrato, con oggetto: "revoca iscrizione".
Si rammenta che la suddetta cancellazione implica la rimozione completa
dei suoi dati dal nostro database, impedendole di fatto il futuro accesso
alle aree protette del sito web www.ETFplus.net
|
| © 2009 - ETF Consulting Srl - All rights reserved
|