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 Newsletter XXX, anno V, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 16 Dicembre 2009
° ETF_Italia: energia pulita e basse emissioni di CO2 con i fondi quotati su ETFplus.

In questi giorni si è discusso molto a Bruxelles e Copenaghen di energia pulita e riduzione delle emissioni di carbonio, e sono state annunciate delle iniziative molto importanti.
La commissione Ue ha assegnato 1 miliardo di euro a sei progetti per la costruzione d’impianti atti a trattenere e stoccare le polveri di carbonio e 565 milioni di euro a nove progetti per la realizzazione d’impianti eolici off-shore, che contribuiranno al rilancio dell’economia e alla riduzione delle emissioni di Co2 in Europa. Al vertice internazionale sui cambiamenti del clima, Pechino si è detta disposta a tagliare entro i prossimi 10 ani del 40-45% le emissioni inquinanti, ma ha invitato gli Stati Uniti e gli altri paesi più industrializzati a un aumento della percentuale di riduzione di Co2.
Il presidente Obama ha dichiarato che quella dell’energia pulita sarà una delle tre aree d’intervento della sua amministrazione per rilanciare l’economia statunitense.
Le società che sono maggiormente impegnate nella produzione di fonti d'energia rinnovabile e che contengono le emissioni di gas serra potrebbero rappresentare dunque una buona opportunità d'investimento nel 2010.
In Borsa Italiana sono quotati quattro diversi Etf che consentono di ottenere un’esposizione globale ai diversi settore dell’energia verde (eolica, geotermica, idrica, solare, biocarburanti, etc.) e un Etf che investe nelle principali società Usa con basse emissioni di carbonio.

Il PowerShares Global Clean Energy Fund (Isin: Ie00b23d9133) è l’Etf maggiormente diversificato. Ha un costo totale annuo (Ter) dello 0,75% e distribuisce un dividendo semestrale. Replica l’andamento del WilderHill New Energy Global Innovation Index (Nex), costituito da 87 azioni di 23 differenti paesi, tra cui. Stati Uniti (32,2%), Germania (11,4%), Spagna (8,2%), Hong Kong (6,5%) e Giappone (6,2%). I settori più rappresentativi sono quelli dell’energia eolica (28,6%) e solare (28%).

L’iShares S&P Global Clean Energy (Isin: Ie00b1xnhc34) ha un Ter dello 0,65% e paga un dividendo ogni sei mesi. È correlato al S&P Global Clean Energy Index (Spgtclen), composto da 30 delle maggiori società quotate nelle Borse internazionali attive nei seguenti macrosettori delle energie verdi: industria (59,5%), utilities (29,8%) e tecnologia (10,8%). I paesi con la maggiore esposizione sono: Stati Uniti (23,7%), Cina (21%), Germania (12,7%), Spagna (9,5%) e Brasile (5,6%).

Il Lyxor Etf New Energy (Isin: Fr0010524777) ha un Ter dello 0,60% e distribuisce un dividendo annuale. Mira a replicare le performance del World Alternative Energy Cw Index (Waexpc), che include le 20 maggiori e più liquide azioni, selezionate da Sam Group a livello globale, operanti nel settore delle energie rinnovabili. I primi cinque paesi rappresentati nell’indice sono: Spagna (23,6%), Stati Uniti (17,6%), Cina (13,9%), Brasile (10,9%) e Danimarca (9,6%).

L’Etfx DaxGlobal Alternative Energy Fund (Isin: Ie00b3cnhc86) ha un Ter dello 0,65% e capitalizza i dividendi. Segue l’andamento del DaxGlobal Alternative Energy Index (Dxaep), un indice sviluppato da Deutsche Boerse per rappresentare con tre soli titoli ciascuno i cinque settori principali dell’energia verde: eolico (19,8%), solare (20,1%), gas naturale (17,8%), idrico/geotermico (20,2%), biocarburanti (22,2%). In termini geografici, i principali paesi sono: Stati Uniti (38,5%), Regno Unito (15%), Danimarca (11,8%), Portogallo (10,5%) e Giappone (5,7%).

Il db x-trackers S&P U.S. Carbon Efficient Etf (Isin: Lu0411076002), infine, ha un Ter dello 0,50% e prevede il reinvestimento dei dividendi. Il benchmark cui è correlato, lo S&P U.S. Carbon Efficient Index (Spgrcuun), è composto da circa 375 azioni tra tutte quelle incluse nell’S&P 500, selezionate da Trucost Plc per i più bassi livelli di emissione di Co2 e ponderate così che ogni settore all’interno dell’indice mantenga almeno il 50% del suo peso originale. Informatica (20,7%), Finanza (15,3%), Salute (12,6%), Beni di prima necessità (10,7%) ed Energia (9,8%) sono i principali settori economici. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: Invesco PowerShares
Invesco PowerShares
° ETF_Italia: tre PowerShares ETF quotati su ETFplus si convertono ai FTSE RAFI.

il Consiglio di Amministrazione di PowerShares Global Funds Ireland plc ha convocato un’Assemblea per gli azionisti dei singoli fondi Dynamic, che si terrà il 4 gennaio 2010. All’ordine del giorno, la sostituzione degli indici di riferimento dei suddetti ETF, ad esclusione del PowerShares Dynamic US Market Fund, dovuta alla risoluzione del contratto di fornitura degli stessi a PowerShares Global Funds Ireland plc da parte di Quantitative Services Group LLC, e l'aumento delle commissioni totali per alcuni fondi, mentre per gli altri ETF si prospetta la riduzione del Ter.

La proposta di sostituzione dei benchmark, così come illustrata nella tabella sottostante, nella remota ipotesi che non fosse approvata dalla maggioranza votante porterebbe inevitabilmente alla liquidazione del comparto interessato, ovvero a un costo massimo di turnover a capo di ciascun fondo inferiore allo 0,8%.

ETF: attuale denominazione
Valuta di base
Ter vigente
ETF: prossima denominazione
Valuta di base
Ter proposta
PowerShares Dynamic Global Developed Markets Fund
USD
0.75%
PowerShares FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Japan Fund
USD
0.80%
PowerShares Dynamic Europe Fund
EUR
0.75%
PowerShares FTSE RAFI Emerging Markets Fund
USD
0.85%
PowerShares Dynamic Italy 30 Fund
EUR
0.75%
PowerShares FTSE RAFI Switzerland Fund
CHF
0.55%
PowerShares Dynamic US Market Fund
USD
0.75%
PowerShares Dynamic US Market Fund
USD
0.75%

Parimenti, l’eventuale non accettazione in Assemblea del lieve aumento delle commissioni totali annue massime (Ter) per due dei tre ETF quotati in Borsa Italiana (come da precedente tabella), porterebbe alla liquidazione del singolo fondo interessato.
Se, come caldamente auspicato da PowerShares Global Funds Ireland plc, tutte le modifiche saranno accettate dagli azionisti dei comparti, queste saranno rese effettive dalla società di gestione, PowerShares Capital Management LLC, a partire dal 1 febbraio 2010.

Il processo di transizione inizierà il 29 gennaio 2010, tuttavia, saranno sospese nuove adesioni dal 26 gennaio al 2 febbraio 2010, che riprenderanno regolarmente il 3 febbraio 2010.
° ETF_USA: quotato nel NYSE Arca il primo ETF a "costo zero".

NYSE Euronext, martedì scorso, ha avviato alle contrattazioni un nuovo ETF nella piattaforma elettronica NYSE Arca: il Global Shares FTSE Emerging Markets Fund (ticker: GSR).
L’ETF è gestito da Old Mutual Global Index Trackers (Pty) Limited, sussidiaria di Old Mutual plc, il maggiore fornitore di servizi finanziari dell’Africa meridionale.
Ha un costo totale annuo limitato allo 0,39% sino al 31 gennaio 2012 e ridotto a zero sino al 31 gennaio 2010 o al raggiungimento di 1 miliardo di dollari di patrimonio. I dividendi sono distribuiti con cadenza trimestrale.

Il fondo mira a replicare le performance del FTSE Emerging Markets Index (AG01), un indice esteso a capitalizzazione di mercato corretta per il flottante costituito attualmente da 743 azioni di società, tra large, mid e small cap, quotate in 21 diversi mercati emergenti. Le maggiori esposizioni sono verso i seguenti paesi: Brasile (20,4%), Cina (18,4%), Taiwan (12,1%), India (11,6%), Sud Africa (9,2%), Russia (7%), Messico (5,7%) e Malesia (3,9%).
I settori economici all’interno dell’indice presentano le seguenti ponderazioni: 26,7% Finanziari, 16,8% Petrolio e Gas, 14,9% Materie di base, 10% Telecomunicazioni, 9,5% Industriali, 6,9% Tecnologici, 6,5% Beni per il consumatore, 3,9% Utilities, 3,9% Servizi per il consumatore, 0,9% Sanità.

Si rammenta che tutti gli ETF quotati negli Stati Uniti non sono armonizzati, e pertanto possono risultare fiscalmente penalizzanti. Ai Redditi di Capitale, infatti, è applicata la propria aliquota progressiva IRPEF, che può arrivare sino al 43%, e tali redditi dovranno obbligatoriamente essere riportati nel modello UNICO. L'intermediario, in questo caso, applicherà una ritenuta fiscale del 12,5% sul capital gain a solo titolo d'acconto.
I Redditi Diversi, invece, saranno tassati dall'intermediario, come nel caso degli ETF armonizzati, con una ritenuta a titolo d'imposta del 12,5%.



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