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_Newsletter XXXI, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 1 Settembre 2008
° ETF_Italia: classici, fondamentali, di seconda generazione, tutti gli ETF per investire in USA.

Classici, fondamentali, o di seconda generazione? Sono tre tipologie di Etf, che spaziano dai tradizionali indici a capitalizzazione di mercato, i benchmark tutt’ora più diffusi, a quelli basati su di un ristretto numero d’indicatori fondamentali societari oppure che analizzano un ampio numero di fattori qualitativi con l’aggiunta di un approccio di tipo quantitativo.
Gli Stati Uniti, il mercato più importante, sono la nazione coperta dal maggior numero di Etf listati in Borsa Italiana. Sono ben 16, infatti, i fondi-indice che investono esclusivamente in azioni Usa, senza contare un Etf costituito da un centinaio di società immobiliari e società d’investimento immobiliari (Reits) statunitensi: l’iShares Ftse Epra/Nareit Us Property Yield Fund (Isin: IE00B1FZSF77, Ter: 0,40%).
Alla prima tipologia di fondi, quelli classici, appartengono quegli Etf che solitamente rappresentano il “cuore” di un portafoglio globale, che investono in un paniere più o meno vasto di blue chip, replicando l’andamento del Dj Industrial Average, del Nasdaq 100, del S&P 500 o del Msci Usa, due indici massimamente correlati tra loro, quest’ultimi.
Sono il Lyxor Etf Dow Jones (Isin: FR0007056841), il PowerShares Eqqq Fund (Isin: FR0007056841), il Lyxor Etf Nasdaq-100 (Isin: FR0007063177), l’iShares S&P 500 (Isin: IE0031442068), il Lyxor Etf Msci Usa (Isin: FR0010296061), il db x-trackers Msci Usa Trn Index Etf (Isin: LU0274210672). Hanno costi annui compresi tra lo 0,20% dell’Eqqq e lo 0,50% dell’Etf sul Dj e distribuiscono periodicamente un dividendo, eccetto il fondo di Deutsche Bank che capitalizza i proventi.
Nella famiglia degli Etf fondamentali, si distinguono l’iShares Dow Jones Us Select Dividend [De] (Isin: DE000A0D8Q49) ed i due Lyxor Etf Ftse Rafi Us 1000 (Isin: FR0010400804) e PowerShares Ftse Rafi Us 1000 Fund (Isin: IE00B23D8S39).
Il primo è correlato ad un indice costituito dai 100 titoli del Dow Jones Us Total Market Index caratterizzati dai migliori rapporti dividendo/prezzo (il dividend yield), ponderati sul valore assoluto del proprio dividendo annuale dichiarato.
I due Etf di Lyxor e Invesco, che hanno entrambe un costo annuo dello 0,75% ed una distribuzione periodica dei dividendi (annuale il primo e trimestrale il secondo), adottano invece, quale benchmark, il Ftse Rafi Us 1000 Index. Questo indice, calcolato da Ftse, è costituito da un migliaio di azioni statunitensi ad ampia e media capitalizzazione, selezionate da Research Affiliates sulla base di 4 fattori fondamentali: la media dei ricavi, dei flussi di cassa e dei dividendi distribuiti negli ultimi cinque anni, ed il valore contabile della società al momento del bilancio.
Al terzo gruppo, ultimo per uscita sul mercato, appartengono il PowerShares Dynamic Us Market Fund (Isin: IE00B23D9240) di Invesco e 6 fondi di London & Capital: lo Spa Etf Plc MarketGrader 40 (Isin: IE00B1X4RN73), lo Spa Etf Plc MarketGrader 100 (Isin: IE00B1X6MY99), lo Spa Etf Plc MarketGrader 200 (Isin: IE00B1X6PB77), lo Spa Etf Plc MarketGrader Large Cap (Isin: IE00B1X6PT51), lo Spa Etf Plc MarketGrader Mid Cap (Isin: IE00B1X6PV73) e lo Spa Etf Plc MarketGrader Small Cap (Isin: IE00B1X6R117).
Il primo, dal costo annuo dello 0,75%, è legato all’andamento del Dynamic Market Intellidex, un indice composto da un centinaio di titoli (70% large cap e 30% mid/small cap) con il maggior potenziale di crescita, selezionati tra le 2000 maggiori azioni quotate negli Stati Uniti attraverso una metodologia proprietaria di Amex, che utilizza 25 diversi criteri d’analisi: fattori di rischio, di momentum, quantitativi e fondamentali.
Gli Spa Etf, che hanno un costo annuo dello 0,85%, si distinguono l’un l’altro per il numero dei componenti e per la differente misura di capitalizzazione dei titoli sottostanti. La metodologia che sta alla base dei benchmark è quella di MarketGrader.com e si fonda sull’analisi di 24 parametri fondamentali, suddivisi in 4 categorie: crescita, valore, utili e flussi di cassa. I dati sono poi elaborati da algoritmi proprietari che generano un punteggio finale per ciascuna delle circa 5.800 società quotate nelle Borse Usa.
Tra gli indici di blue chip, il MarketGrader 100 è quello che si mantiene costantemente e nettamente al top negli ultimi due anni, mentre la maglia nera spetta al Dj Us Select Dividend, che in passato era invece riuscito spesso a sovraperformare l’S&P 500.
L’idea è che comunque Etf tradizionali e di seconda generazione (così come blue chip e small/mid cap) possano trovare entrambi una collocazione in portafoglio, ma è sempre utile valutare gli andamenti nei differenti cicli economici e su diversi orizzonti temporali, per trovare le migliori ponderazioni. [di Marco Ciatto, da e per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: Deutsche Bank
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° ETF_Europa: un db x-trackers per puntare sul ribasso delle blue chip inglesi.

Cinque nuovi ETF armonizzati UCITS III, denominati in euro, sono stati recentemente lanciati da Deutsche Bank nel segmento XTF della Deutsche Boerse. Il più interessante, probabilmente, è quello inversamente correlato alle blue chip inglesi, il db x-trackers FTSE 100 Short ETF (ISIN: LU0328473581). Ha un costo totale annuo dello 0,50% e capitalizza un provento prossimo a due volte il tasso LIBOR overnight GBP; è stato quotato per la prima volta il 20 giugno scorso nel London Stock Exchange, dove però è negoziato nella sola valuta inglese.
Gli altri 4 ETF sono invece correlati ad indici che rispettano i dettami della legge islamica, hanno un costo totale annuo dello 0,50% e prevedono il reinvestimento dei dividendi. Il db x-trackers S&P Europe 350 Shariah ETF (ISIN: LU0328475107) include 142 delle 350 azioni del S&P Europe 350 Index, il db x-trackers S&P 500 ETF (ISIN: LU0328475362) è composto da 276 delle 500 blue chip dell’originario benchmark USA, il db x-trackers S&P Japan 500 Shariah ETF (ISIN: LU0328475289) annovera 280 dei 500 titoli del S&P Japan 500 Index ed il globale db x-trackers DJ Islamic Market Titans 100 ETF (ISIN: LU0328475529), infine, replica l'andamento di un benchmark costituito dall’unione di 3 indici regionali: il Dow Jones Islamic Market U.S. Titans 50 Index, il Dow Jones Islamic Market Europe Titans 25 Index ed il Dow Jones Islamic Market Asia/Pacific Titans 25 Index.
Il db x-trackers FTSE 100 Short ETF sarà presto quotato anche in Borsa Italiana, diversamente dai 4 Shariah ETF, crediamo.

° ETC_Europa: boom di scambi e volumi su Londra, in evidenza lo short sul petrolio.
ETF Securities, pioniere e leader mondiale nello sviluppo delle Exchange Traded Commodities (ETC), ha registrato nelle ultime sei settimane il record di volumi scambiati nella sua piattaforma di commodity. Un report rilasciato dal London Stock Exchange rivela come l’ETFS Short Crude Oil (SOIL) sia divenuto il prodotto più liquido del segmento ETF/ETC della borsa londinese, contribuendo al 22% dei volumi totali scambiati in luglio, per un controvalore di 1,7 miliardi di dollari. Nello stesso tempo, le physical ETC sull’oro hanno totalizzato scambi pari a 2,3 miliardi di dollari, rappresentando il 29% dei volumi totali scambiati nello stesso segmento.
Al London Stock Exchange, l’ETFS Short Crude Oil è al primo posto nella lista dei prodotti più scambiati nel segmento dedicato a ETF ed ETC. Venerdì 8 agosto 2008 questa short ETC sul petrolio ha registrato scambi pari a 300 milioni di dollari, battendo i record giornalieri precedenti raggiunti dalle altre ETC. Dal 22 febbraio 2008, giorno della prima quotazione, le contrattazioni dell’ETFS Short Crude Oil sono progressivamente aumentate: dai 45 milioni di dollari di scambi settimanali registrati in maggio i volumi sono, infatti, aumentati fino a raggiungere gli attuali 650 milioni di dollari. Recentemente, i volumi scambiati sono stati del 150% superiori rispetto a quelli dell'ETF solitamente più trattato, quello correlato all'indice FTSE100.
Complessivamente, le ETC hanno contribuito ai due terzi di tutti i volumi scambiati nel segmento ETF/ETC del London Stock Exchange. Gli scambi in ETC hanno raggiunto 1,2 miliardi di dollari su 1,8 miliardi di dollari di volumi totali contrattati nel segmento. Durante i primi sei mesi del 2008, i volumi delle ETC scambiate hanno registrato valori superiori a 11 miliardi di dollari , più del 1000% rispetto ai risultati raggiunti nello stesso periodo dell'anno precedente.
Nik Bienkowsk, Chief Operating Officer di ETF Securities, ha così commentato: "Noi non siano sorpresi del fatto che le commodity, e nello specifico le ETC legate all'oro e petrolio, continuano a battere record per volumi scambiati e per afflussi (di patrimonio, ndr.). Il fatto che adesso una ETC scambi più dell'ETF sull'indice FTSE100 dimostra che gli investitori hanno sentito il bisogno di accedere ad asset class diverse rispetto ai bond e alle azioni. L’ETFS Short Crude Oil è uno strumento flessibile e facilmente accessibile. Precedentemente alla sua quotazione era difficile per gli investitori guadagnare con un'esposizione short sul petrolio".
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