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_Newsletter XXXIII, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 15 Settembre 2008
° ETF_Europa: un nuovo emittente con 27 nuovi ETF fa il suo ingresso in Deutsche Boerse.

Lunedì 8 settembre, Commerzbank Ag ha fatto il suo ingresso nella florida industria degli Etf, lanciando ben 27 nuovi fondi armonizzati sulla Deutsche Boerse sotto il marchio ComStage, facendo forza su tre elementi chiavi: semplicità, costi ed efficienza.
Uno degli obiettivi dichiarati è contrastare la forte crescita di Deutsche Bank in questo comparto, come si legge in un’intervista all’amministratore delegato di Commerzbank, Martin Blessing, riportata dal portale Faz.net. Proponendo degli strumenti che possano essere facilmente compresi ed utilizzati dagli investitori e che offrano un’esposizione ai principali mercati globali con i più bassi costi di gestione. In termini d’efficienza, è stato optato per la capitalizzazione dei dividendi per ciascuno dei 27 Etf, sia per la massima trasparenza sia per la migliore trattazione fiscale che avranno, a partire dal prossimo anno, i residenti in Germania.
Il tema dei costi è particolarmente caro a Commerzbank, come dichiara Thomas Timmermann, amministratore delegato della società che si occupa della gestione dei nuovi Etf, Commerz Derivatives Funds Solutions. “Le spese annue per l’Etf correlato al Dax”, afferma, “sono appena dello 0,12%, lo 0,03% in meno rispetto al corrispondente prodotto db x-trackers”. E in effetti, dalle schede fondo di ComStage, il Ter (Total expense ratio), il costo totale annuo di questo e di altri Etf è spesso anche molto più basso di quello dei competitor. È il caso dell’Etf di liquidità legato al tasso Eonia, che ha un costo di soli 10 punti base, a fronte dei 15 pb del Lyxor Euro Cash e del db x-trackers II Eonia Tr Index Etf, negoziati in Borsa Italiana; ben il 50% in meno. Lo stesso dicasi per l’Etf indicizzato ai Fed Funds, che ComStage propone con lo 0,10% di Ter, rispetto allo 0,15% del pari prodotto di Deutsche Bank, quotato a Piazza Affari. Commerzbank utilizza per i due Etf monetari degli indici proprietari, il ché può contribuire a ridurre le spese del fondo, ma anche Deutsche Bank ha sviluppato i due relativi benchmark e ne cura anche il calcolo quotidiano. Vale dunque la pena negoziare questi nuovi fondi sulla Borsa tedesca, malgrado le superiori commissioni di negoziazione addebitate sull’estero?
Senza dover fare calcoli complicati, la risposta arriva dall'analisi approfondita dei prospetti informativi degli Etf, dove si legge che le spese totali annue del ComStage Etf DaxTr, del ComStage Etf Commerzbank Eonia Index Tr e del ComStage Etf Commerzbank Fed Funds Effective Rate Tr ammontano ad un massimo dello 0,20%, sino al doppio rispetto a quanto pubblicizzato, ad al 50% in più rispetto agli ETF di liquidità di Lyxor e Deutsche Bank. Probabilmente, come purtroppo avviene per poche altre società di gestione europee, alcuni costi sono rimasti fuori dal Ter, perché non direttamente imputabili ad esse, quali la tassa del Lussemburgo ed i costi per la banca depositaria e per la licenza dell’indice.
La guerra dei costi, dunque, sembra già finita, o forse è solo rimandata. Una maggiore omogeneità di calcolo del Ter in questa Europa unita, certo, sarebbe auspicabile.
La restante offerta di Commerzbank è composta da 18 Etf correlati ai sottoindici settoriali (supersectors) europei del Dj Stoxx 600 Tr, da un Etf indicizzato alle 30 azioni dell’Eurozona con il più elevato ritorno da dividendi e da 5 fondi correlati ai seguenti indici di blue chip: il Nikkei 225, il Dj Industrial Average, il Nasdaq-100, il Dj Euro Stoxx 50 Tr ed il Dj Stoxx 600 Tr. Tutti sottostanti che già altri emittenti di Etf hanno proposto sul nostro mercato. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]

Comunicato del nostro Sponsor: Invesco PowerShares
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° ETF_Europa: Invesco PowerShares lancia due nuovi ETF a Londra; a breve, novità a Milano.
Invesco Powershares ha avviato alle negoziazioni, lunedì 15 settembre, due nuovi ETF armonizzati sul London Stock Exchange: il Powershares Global Agriculture Nasdaq OMX Fund (ISIN: IE00B3BQ0418), denominato in sterline inglesi, ed il Powershares Dynamic Japan Fund (ISIN: IE00B3BPCG45), denominato in dollari statunitensi. Entrambi i fondi distribuiscono un dividendo con cadenza trimestrale, dichiarato nei mesi di Dicembre, Marzo, Giugno e Settembre e pagato il primo giorno lavorativo successivo; i costi totali annui ammontano ad un massimo di 75 punti base (0,75%).
Il NASDAQ OMX Global Agriculture Index (QAGR) è stato lanciato da The NASDAQ OMX Group il 28 luglio scorso ed è un indice a capitalizzazione di mercato costituito, ad oggi, dalle 55 maggiori e più liquide società al mondo che operano nell’agricoltura e nelle attività ad essa correlate.
Il secondo benchmark, di tipo fondamentale, calcolato da Quantitative Services Group LLC tramite una metodologia proprietaria multifattoriale (solidità del bilancio, struttura del capitale, leva finanziaria, crescita e qualità degli utili, price momentum), è il QSG Active Japan Index, che mira a selezionare le 250 azioni giapponesi, tra le 1.000 più liquide e a maggiore capitalizzazione, con le migliori prospettive di rendimento; a ciascuna è assegnato il medesimo peso percentuale (0,40%).
° ETF_Europa: l'industria è sana e ancora in forte crescita, prossimo target $200 mln nel 2009.

L’industria Europea degli Etf è in gran fermento e cresce senza sosta, non solo a dispetto dei tradizionali fondi comuni d’investimenti, in preda ai continui deflussi mensili, ma anche a dispetto delle Borse, che da inizio anno hanno ceduto circa il 20% (indice Msci World in Usd). Il patrimonio complessivo gestito dagli Etf e Etc domiciliati in Europa, infatti, è salito a 99,5 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati diffusi la scorsa settimana da Deutsche Bank, facendo segnare un incremento di quasi il 20% in questi primi 8 mesi del 2008.
Secondo iShares, il maggiore gestore al mondo di Etf, che in Europa vanta una quota di patrimonio del 36,8%, questo trend è destinato a proseguire, ed il prossimo anno il settore toccherà, per la prima volta, la soglia dei 1.000 miliardi di dollari di asset a livello globale, mentre in Europa l’industria degli Etf supererà la soglia dei $200 miliardi (ovvero, oltre €142 mld) di patrimonio.
Il secondo maggiore gestore europeo di Etf è Lyxor Am, con una quota di mercato del 23,6% ed un incremento del patrimonio da inizio anno del 18%, ovvero 3,9 miliardi di euro, mentre Deutsche Bank, terzo per asset in gestione con una quota del 14,2%, vanta il più alto tasso di crescita: 112%, pari a €8,2 miliardi.

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