Lunedì 8 settembre, Commerzbank Ag ha fatto il suo ingresso nella
florida industria degli Etf, lanciando ben 27 nuovi fondi armonizzati
sulla Deutsche Boerse sotto il marchio ComStage, facendo forza su tre
elementi chiavi: semplicità, costi ed efficienza.
Uno degli obiettivi dichiarati è contrastare la forte crescita
di Deutsche Bank in questo comparto, come si legge in un’intervista
all’amministratore delegato di Commerzbank, Martin Blessing, riportata
dal portale Faz.net. Proponendo degli strumenti che possano essere facilmente
compresi ed utilizzati dagli investitori e che offrano un’esposizione
ai principali mercati globali con i più bassi costi di gestione.
In termini d’efficienza, è stato optato per la capitalizzazione
dei dividendi per ciascuno dei 27 Etf, sia per la massima trasparenza
sia per la migliore trattazione fiscale che avranno, a partire dal prossimo
anno, i residenti in Germania.
Il tema dei costi è particolarmente caro a Commerzbank, come
dichiara Thomas Timmermann, amministratore delegato della società
che si occupa della gestione dei nuovi Etf, Commerz Derivatives Funds
Solutions. “Le spese annue per l’Etf correlato al Dax”,
afferma, “sono appena dello 0,12%, lo 0,03% in meno rispetto al
corrispondente prodotto db x-trackers”. E in effetti, dalle schede
fondo di ComStage, il Ter (Total expense ratio), il costo totale annuo
di questo e di altri Etf è spesso anche molto più basso
di quello dei competitor. È il caso dell’Etf di liquidità
legato al tasso Eonia, che ha un costo di soli 10 punti base, a fronte
dei 15 pb del Lyxor Euro Cash e del db x-trackers II Eonia Tr Index
Etf, negoziati in Borsa Italiana; ben il 50% in meno. Lo stesso dicasi
per l’Etf indicizzato ai Fed Funds, che ComStage propone con lo
0,10% di Ter, rispetto allo 0,15% del pari prodotto di Deutsche Bank,
quotato a Piazza Affari. Commerzbank utilizza per i due Etf monetari
degli indici proprietari, il ché può contribuire a ridurre
le spese del fondo, ma anche Deutsche Bank ha sviluppato i due relativi
benchmark e ne cura anche il calcolo quotidiano. Vale dunque la pena
negoziare questi nuovi fondi sulla Borsa tedesca, malgrado le superiori
commissioni di negoziazione addebitate sull’estero?
Senza dover fare calcoli complicati, la risposta arriva dall'analisi
approfondita dei prospetti informativi degli Etf, dove si legge che
le spese totali annue del ComStage Etf DaxTr, del ComStage Etf Commerzbank
Eonia Index Tr e del ComStage Etf Commerzbank Fed Funds Effective Rate
Tr ammontano ad un massimo dello 0,20%, sino al doppio rispetto a quanto
pubblicizzato, ad al 50% in più rispetto agli ETF di liquidità
di Lyxor e Deutsche Bank. Probabilmente, come purtroppo avviene per
poche altre società di gestione europee, alcuni costi sono rimasti
fuori dal Ter, perché non direttamente imputabili ad esse, quali
la tassa del Lussemburgo ed i costi per la banca depositaria e per la
licenza dell’indice.
La guerra dei costi, dunque, sembra già finita, o forse è
solo rimandata. Una maggiore omogeneità di calcolo del Ter in
questa Europa unita, certo, sarebbe auspicabile.
La restante offerta di Commerzbank è composta da 18 Etf correlati
ai sottoindici settoriali (supersectors) europei del Dj Stoxx 600 Tr,
da un Etf indicizzato alle 30 azioni dell’Eurozona con il più
elevato ritorno da dividendi e da 5 fondi correlati ai seguenti indici
di blue chip: il Nikkei 225, il Dj Industrial Average, il Nasdaq-100,
il Dj Euro Stoxx 50 Tr ed il Dj Stoxx 600 Tr. Tutti sottostanti che
già altri emittenti di Etf hanno proposto sul nostro mercato.
[di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
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| ° ETF_Europa:
Invesco PowerShares lancia due nuovi ETF a Londra; a breve,
novità a Milano. |
Invesco
Powershares ha avviato alle negoziazioni,
lunedì 15 settembre, due nuovi ETF armonizzati
sul London Stock Exchange: il Powershares Global
Agriculture Nasdaq OMX Fund (ISIN: IE00B3BQ0418),
denominato in sterline inglesi, ed il Powershares
Dynamic Japan Fund (ISIN: IE00B3BPCG45), denominato
in dollari statunitensi. Entrambi i fondi distribuiscono
un dividendo con cadenza trimestrale, dichiarato nei mesi
di Dicembre, Marzo, Giugno e Settembre e pagato il primo
giorno lavorativo successivo; i costi totali annui ammontano
ad un massimo di 75 punti base (0,75%).
Il NASDAQ OMX Global Agriculture
Index (QAGR) è stato lanciato da The NASDAQ OMX
Group il 28 luglio scorso ed è un indice a capitalizzazione
di mercato costituito, ad oggi, dalle 55 maggiori e più
liquide società al mondo che operano nell’agricoltura
e nelle attività ad essa correlate.
Il secondo benchmark, di tipo fondamentale, calcolato
da Quantitative Services Group LLC tramite una metodologia
proprietaria multifattoriale (solidità del bilancio,
struttura del capitale, leva finanziaria, crescita e qualità
degli utili, price momentum), è il QSG Active Japan
Index, che mira a selezionare le 250 azioni giapponesi,
tra le 1.000 più liquide e a maggiore capitalizzazione,
con le migliori prospettive di rendimento; a ciascuna
è assegnato il medesimo peso percentuale (0,40%). |
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| ° ETF_Europa:
l'industria è sana e ancora in forte crescita,
prossimo target $200 mln nel 2009. |
L’industria
Europea degli Etf è in gran fermento e cresce
senza sosta, non solo a dispetto dei tradizionali fondi
comuni d’investimenti, in preda ai continui deflussi
mensili, ma anche a dispetto delle Borse, che da inizio
anno hanno ceduto circa il 20% (indice Msci World in
Usd). Il patrimonio complessivo gestito dagli Etf e
Etc domiciliati in Europa, infatti, è salito
a 99,5 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati diffusi
la scorsa settimana da Deutsche Bank, facendo segnare
un incremento di quasi il 20% in questi primi 8 mesi
del 2008.
Secondo iShares, il maggiore gestore al mondo
di Etf, che in Europa vanta una quota di patrimonio
del 36,8%, questo trend è destinato a proseguire,
ed il prossimo anno il settore toccherà, per
la prima volta, la soglia dei 1.000 miliardi di dollari
di asset a livello globale, mentre in Europa l’industria
degli Etf supererà la soglia dei $200 miliardi
(ovvero, oltre €142 mld) di patrimonio. Il secondo
maggiore gestore europeo di Etf è Lyxor Am, con
una quota di mercato del 23,6% ed un incremento del
patrimonio da inizio anno del 18%, ovvero 3,9 miliardi
di euro, mentre Deutsche Bank, terzo per asset in gestione
con una quota del 14,2%, vanta il più alto tasso
di crescita: 112%, pari a €8,2 miliardi.
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