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 Newsletter XLIV, dalla redazione di ETFplus.it
Edizione del 1 Dicembre 2008
° ETF_Italia: l'elevata volatilità dei mercati in ottobre ha allargato gli spread in molte asset class.
Gli Etf, come le azioni e le obbligazioni, sono negoziati sul mercato secondario con due prezzi detti denaro (bid) e lettera (ask). Il primo rappresenta l’ammontare che il mercato è disposto a pagare per l’acquisto di un titolo o quota, il secondo a quanto è disposto a venderlo. La presenza continua di prezzi bid e ask con quantità offerte elevate ed eventualmente su più livelli (le migliori proposte in acquisto e vendita di più market maker) è indice della liquidità di un titolo.
Ogni Etf ha un operatore specialista che deve garantirne la liquidità, osservando il numero minimo di quote esposte e il massimo livello di spread fissati dalla Borsa, ma quasi tutti gli Etf quotati in Italia hanno almeno un altro liquidity provider, senza obblighi di quotazione, che generalmente concorre a ridurre gli spread dei fondi.
Lo spread è misurato quale differenza tra il prezzo in acquisto e quello in vendita, divisi per la loro media semplice, cui è possibile eseguire una transazione per un determinato importo. Più questo valore è ridotto, minore sarà il costo implicito dell’Etf per l’investitore.
Da alcuni mesi, ormai, Borsa Italiana fa un’analisi molto dettagliata e precisa di questi spread per tutte le macro classi di Etf quotati nel mercato Etfplus, per fare chiarezza su quelli che sono i valori medi effettivi di mercato, senza alcun tipo di distorsione che si può invece riscontrare su alcune analisi fatte da altre società. Le statistiche di Borsa, infatti, sono basate su rilevazioni effettuate giornalmente, ogni 5 minuti, su ciascun Etf e ponderate per i loro asset in gestione depositati in Monte Titoli, per riflettere al meglio quello che è di fatto acquistato dagli investitori in Italia.
I risultati che sono riportati in tabella sono riferiti a contratti d’importo minimo di 5.000 euro, tipicamente d’impronta retail, ed evidenziano come il forte incremento di volatilità nel mese di ottobre si sia riflesso (negativamente) sugli spread degli Etf. E non ci si poteva attendere diversamente, dato che gli Etf rispecchiano non solo i rendimenti dei titoli sottostanti ma anche la loro liquidità e volatilità. Se aumentano gli spread dei titoli componenti il benchmark, proporzionalmente cresce il differenziale bid/ask del fondo.
Alcuni di questi valori, per certi Etf azionari e obbligazionari corporate, sono saliti del 50-100% nel mese di ottobre. Basti pensare che la volatilità annua (deviazione standard su base giornaliera) dell’indice Dj Euro Stoxx 50 è passata dal 44,2% di settembre al 77,1% di ottobre (+74,4% in un solo mese), e che nel mercato interbancario la volatilità dell’Euribor a 1 mese è salita dal 12% al 12,9% (+7,5% nel mese).
I valori medi degli spread rilevati da Borsa Italiana possono essere un aiuto per gli investitori nella scelta di un Etf, confrontandoli appunto con i differenziali dei fondi che si è in procinto di acquistare, ma si devono tenere a mente alcune considerazioni. Per esempio, che le azioni a media e bassa capitalizzazione avranno spread più elevati rispetto a quelli delle blue chip, così le azioni di mercati emergenti rispetto a quelle di paesi sviluppati.
Etf che investono in aree tematiche o su indici customizzati (es: i fondamentali) o in valuta straniera avranno tendenzialmente spread più ampi di Etf che utilizzano benchmark noti di cui sono disponibili anche i future e denominati in euro.
Infine, acquistare un Etf quando il mercato sottostante è aperto aiuterà certamente l’investitore a trovare spread più bassi. I differenziali di prezzo di molti Etf che investono nell’azionario Usa tendono a ridursi anche sensibilmente all’avvicinarsi dell’apertura di Wall Street. Parimenti, è consigliabile acquistare Etf sul mercato cinese entro le 10 di mattina, quelli sull’America Latina, sud Africa, Russia e Medio Oriente non prima della tarda mattinata-primo pomeriggio. [di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]
Comunicato del nostro Sponsor: ETF Securities
ETF Securities
° ETC_Europa: balzo degli asset delle ETC sul petrolio. A Londra e Francoforte si sfrutta la leva.
Nell’ultima settimana, con il Brent ed il crude oil giunti fin sotto i minimi del 2007 a quota 50 dollari, dopo aver sfiorato solo 4 mesi fa i 150 dollari il barile, le ETC di ETF Securities correlate ai due petroli hanno registrato un forte incremento degli afflussi.
L’ETFS Crude Oil (cod. ISIN: GB00B15KXV33, cod. Borsa: CRUD) ha visto salire le quote in emissione del 19,4% e l’ETFS Brent 1mth del 25,7%. Le nuove sottoscrizioni dell’ETFS Petroleum DJ-AIGCI sono state di 30.000 quote, pari al 25,9% degli asset detenuti una settimana fa da questa ETC che è correlata all’indice Dow Jones-AIGCI composto da future su crude oil (62%), benzina verde (19%) e gasolio da riscaldamento (19%).
Nelle Borse di Londra e Francoforte, dove sono quotate anche le short ETC, inversamente correlate all’indice di riferimento, e le leveraged ETC, che ne replicano le performance con una leva 2 (+200%), le variazioni degli asset sono state ancor più marcate.
L’ETFS Short Crude Oil (ISIN: JE00B24DK975) ha accusato una flessione delle quote del 32,5%, mentre i riscatti dell’ETFS Short Petroleum DJ-AIGCI (ISIN: JE00B24DKW05) sono stati pari al 58,6% del patrimonio rilevato la settimana precedente.
L’ETFS Leveraged Crude Oil (ISIN: JE00B2NFTJ73), infine, ha visto balzare del 87,2% il proprio numero di quote in emissione, prossime alle 500mila unità.

° ETF_Italia: stacco dividendo per due iShares ETF quotati su ETFplus.
Borsa Italiana, con odierno Avviso n.21077, ha comunicato l'ammontare pro quota che sarà pagato dai seguenti 2 ETF della società Barclays Global Investors AG, il 15 dicembre prossimo, data in cui gli stessi quoteranno ex-provento:

- 0,4666 EUR dal iShares DJ STOXX EU Enlarged 15 (DE) [cod. ISIN: DE000A0D8Q15, cod. Borsa: EXSJ];
- 1,1176 EUR dal iShares eb.rexx Jumbo Pfandbriefe (DE) [ISIN: DE0002635265, cod. Borsa: EXHE].

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